QUAKE III Arena

quake3cover.png (42972 bytes)Era appena uscito Half-Life per PC quando id software proponeva un titolo dalla genesi diametralmente opposta, pur restando nello stesso genere di videogioco. Figlio di una generazione cresciuta a pane e Doom, Quake III Arena andava a estrapolare uno degli elementi determinanti per l'epidemica diffusione dei predecessori, mettendolo in primo piano e cancellando senza pietà tutto il resto: alla voce Single Player risponde una modalità di gioco che non ha niente a che vedere con le immersive campagne a cui eravamo stati abituati. Tutto ciò è stato sacrificato per valorizzare il gioco in multiplayer, che eleva ai massimi livelli il concetto di Deathmatch, rendendo giustizia più che mai alla geniale idea che John Romero ebbe nel lontano 1993. Nel frattempo Dreamcast offriva un servizio per il gioco online decisamente user-friendly e dunque accessibile anche a coloro che non avessero troppa dimestichezza con questo genere di cose; d'altronde nel mondo delle console si trattava di una vera e propria novità e Sega, giustamente, faceva il possibile per diffondere questo diverso modo di intendere il videogioco.

Tutto lasciava presagire a una conversione per Dreamcast con funzionalità online, come era accaduto per PC, e così fu. Il risultato è questo Quake III Arena (conversione affidata a Raster) che, oltre a rivelarsi un titolo più che valido, rappresentava per l'utenza Dreamcast una delle prove più lampanti di quello che la loro incompresa console era in grado di fare, sia in ambito meramente grafico che di gioco online. L'opzione per il gioco in singolo, nonostante gli ovvi limiti, risulta comunque curata. Dopo aver scelto un personaggio tra i tanti disponibili (tutti piuttosto mostriformi) e avergli dato il nome desiderato ci si può lanciare nel bel mezzo dell'azione, che parte fin da subito a tutta velocità. Il gioco prevede una serie di livelli di crescente difficoltà, costituiti da arene abitate da avversari desiderosi di riempirvi il corpo di proiettili (o di farvi saltare in aria con un razzo, se preferite). Il tutto è costruito al fine di simulare i Deathmatch in multiplayer, e sebbene il tutto abbia un diverso sapore rispetto al combattere contro avversari umani, il clima ricreato è tale da determinare un forte coinvolgimento, dato soprattutto dalla ottima meccanica di gioco. La frenesia e la dinamicità dell'azione sono qualcosa di raramente riscontrabile, tanto che non si avrà mai un attimo di respiro. L'obiettivo è semplice: effettuare più uccisioni degli avversari, e scappare serve a poco. L'unica cosa utile è correre all'impazzata senza mai fermarsi, raccogliendo diabolici strumenti di distruzione, basati talvolta su tecnologie a noi sconosciute, e facendo fuoco sugli scattanti nemici.

Il divertimento che scaturisce dal ciclico ripetersi di queste poche azioni è veramente notevole, in virtù anche di una realizzazione tecnica eccellente e di una serie di accorgimenti atti a elevare qualitativamente l'esperienza di gioco. I livelli sono strutturati in maniera intelligente permettendo l'adozione di diverse strategie d'attacco, anche se per procurarsi le armi più potenti, solitamente in bella vista, sarà necessario esporsi al possibile fuoco nemico. Sempre parlando delle arene, presentano uno stile molto aggressivo e spigoloso, con edifici gotici di doomiana memoria, arricchiti da una quantità esagerata di luci al neon, fiaccole alle pareti, fiumi di lava che scorrono sotto ai piedi, pentacoli insanguinati, il tutto sotto a cieli oscurati da nuvole in movimento, generalmente rosso sangue. Gli effetti di luce e le trasparenze si sprecano, la qualità delle texture è eccelsa ma soprattutto lo scrolling viaggia costante senza alcuna incertezza (inevitabile qualche episodio di lag nel gioco online). Il look in parte futuristico di alcune ambientazioni manifesta in alcuni casi una certa incoerenza visiva, ma non si nota più di tanto una volta immersi nelle selvagge sparatorie. L'accompagnamento sonoro merita assoluto plauso in quanto martellante, veloce e cattivo nelle musiche, che contribuiscono in maniera decisiva a determinare l'atmosfera delirante delle arene. Lo stesso dicasi per la cavernosa voce dello speaker, che va a scandire ogni nostra uccisione assegnando riconoscimenti nel caso delle azioni più meritevoli. E' ovvio quanto inutile ribadire come giocato online Quake III sappia valorizzare i numerosi pregi insiti nell'immediata impostazione ludica, ed è altrettanto ovvio che le serate passate online a fraggare amici (e non) col Dreamcast siano un lietissimo ricordo.

 

                            

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PRO

Veloce e cattivo

Divertente da subito

Tecnicamente eccelso

CONTRO

Single Player non per tutti

                     
                         

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