RAINBOW COTTON

Star2.gif (42972 bytes)Il problema tutt'ora irrisolto dello shoot'em up di inquadratura vettoriale riguarda il sistema di controllo. Difficile entrare in perfetta simbiosi con i "tempi" prospettici in fase di centratura del bersaglio. Ne abbiamo preso atto giocando a Space Harrier, e con Unreal di Ubi Soft sui lidi Amiga prima ancora dell'avvento di Panzer Dragoon. Pensiamo che, essendo sostanzialmente una questione di copertura degli spazi concentrici, tale limitazione sia destinata a riproporsi all'infinito, o almeno fin quando non si creerà una zona interattiva che doppi di quattro o cinque stadi l'attuale display dei comuni televisori. Rainbow Cotton cerca comunque di proferire originalità, nel suo moto cilindrico, operando una certa resistenza in fase di spostamento al fine di "risucchiare" la streghetta al centro del monitor. Una scelta aspramente criticata al momento della pubblicazione del gioco, che era forse dettata dalla volontà di rendere più longeva e "complessa" la interazione, in effetti meno elastica e tollerante di un Panzer Dragoon qualsiasi. Per quanto ci riguarda non condanneremo la via intrapresa da Success, visto che con un minimo di pratica ci si riesce anche a divertire.

I cinque livelli che realizzano lo sparatutto non sono pochi in virtù della loro buona estensione. E' previsto inoltre lo scontro con boss intermedi oltre che finali, piuttosto cattivi soprattutto verso le battute conclusive. Presenti i soliti power up graduali che caratterizzavano i precedenti episodi bidimensionali, e ritornano le fatine di supporto molto utili per contrastare gli attacchi nemici. Strutturalmente, quindi, lo sparatutto non si differenzia dal passato, e chi ha giocato a Cotton 2 ritroverà le classica barra energetica che visualizza le risorse vitali della simpatica strega e la solita moltitudine di nemici che attacca da tutte le direzioni. La giocabilità è generalmente su buoni livelli, ma non possiamo ignorare un difetto piuttosto fastidioso, che rende sovente frustrante l'incedere e che risiede, principalmente, nelle dimensioni ingombranti della protagonista svolazzante, dato che la stessa coprirà molto spesso la visuale impedendo il rilevamento di un eventuale nemico disposto sul medesimo asse visivo. Ma a parte questo inconveniente, a cui si porrà istintivamente rimedio facendo ondulare la strega nei momenti di congestione, il livello di difficoltà resta abbastanza bilanciato non concedendo eccessivi spiragli ma anche dimostrandosi malleabile in fase di approccio strategico ai boss finali. Il bizzarro metodo di controllo, inizialmente scomodo, farà anch'esso la sua parte in senso positivo spronando l'utente ad assimilarne le meccaniche di base e quindi a ricercare il giusto equilibrio psicodinamico.

Sostanzialmente, Rainbow Cotton sembra concepito per distrarre e appassionare il cultore del genere sparatutto, solitamente disposto ad accettare alcuni compromessi (o limiti) derivanti dalla eccessiva difficoltà o, per l'appunto, dai controlli. Il titolo Success manca di immediatezza, questo è pacifico, e non sappiamo fino a che punto l'utente medio possa assecondarne i "capricci", ma sappiamo per certo che potrà farsi trasportare da una ambientazione fantasy di rara bellezza, che mostra paesaggi splendidamente concepiti e sviluppati, che disegna mulini a vento in aperte campagne, villaggi medievali illuminati da luci soffuse, cascate, ponti, laghi, mari e monti, vallate a perdita d'occhio e campi fioriti che sembrano omaggiare i deliri cromatici di "Alice nel paese delle meraviglie" e "Il mago di OZ". E tutto questo ben di dio scrollerà delizioso a sessanta fotogrammi per secondo senza concepire alcun rallentamento, intervenendo ora con illuminazioni dinamiche dell'ambiente, ora con favolose scie a persistenza, ora con effetti di trasparenza splendidamente implementati. Senza contare le eccellenti animazioni, concepite con una tale grazia da fare impallidire persino il mai convertito (e mai troppo rimpianto) Planet Harriers. La osannazione del comparto tecnico prosegue sulla scia di un sonoro che sfrutta il chipset Naomi in modo pressochè impeccabile, producendo ottimi campionamenti, effetti estremamente puliti e musiche dalla qualità strumentale eccellente, non facendo rimpiangere la stessa colonna sonora della originaria edizione PC Engine DUO. Sicuramente non siano dinnanzi a un capolavoro del genere, a causa dei menzionati difetti di natura manovriera, ma siamo altresì convinti che con la dovuta pazienza si possa assurgere a un divertimento di discreta levatura. Sempre che vi piaccia questo genere di videogioco.

        

                            

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PRO

Tecnicamente eccezionale

Eccellente colonna sonora

Buona longevità generale

CONTRO

Poco immediato

Sistema di controllo a tratti ostico

                      

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Note di produzione