SEGA GT

ferraricover2.JPG (11633 bytes)D'altronde non era facile bissare il livello di realismo ostentato dai due Gran Turismo, in quanto giunti nello stadio di piena maturità di Playstation, quando ormai anche l'involucro in plastica grigia veniva trasmutato in materiale utile per un overclock occasionale. Sega GT giungeva a poco più di un anno dalla commercializzazione del Dreamcast, a console ancora giovane e inesperta; sarebbe bastato  qualche ulteriore mese, pensiamo, per ottenere consistenza sensibilmente superiore sia in conteggio poligonale che in lunghezza oggettiva della esperienza corsistica. E pure nel breve periodo concesso alla progettazione et programmazione del titolo, non possiamo che accogliere favorevolmente la mole di lavoro messa sul video, sopraffina nei modelli delle auto e apprezzabile, molto apprezzabile, nella plausibilità delle meccaniche di guida proposte. Embè, è Sega, direte voi. Si, ma dopo Gran Turismo può anche scendere il Padre Eterno in persona a farti un gioco di guida per trovare anch'Egli difficoltà nel riproponimento maniacale delle quattro ruote su asfalto, dei freni e delle sterzate al limite. Sega GT merita considerazione e rispetto.....

Single Race, Championship, Time Attack, Replay e Versus. Manca una vera modalità di pratica, ma potremmo considerare il Time Attack utile allo scopo, giusto per testare la sensibilità dello stick analogico e cominciare a ponderare la frenata in curva. Nel Single Race si ottiene immediatezza: macchine subito veloci, nella Hard Class, e difficoltà da coin op con cinque macchine avversarie abbastanza ostili. Ovvio che il succo lo si ottiene nel Championship, che fa il verso alla corrispondente modalità del titolo Polyphony, che prima di farvi accedere alle prove vere e proprie esige l'ottenimento di apposite patenti e che ottiene il suo culmine nell'upgrade personalizzato degli automezzi. Ve ne saranno in tutto 136, tutti regolarmente licenziati allo scopo di ottenere maggiore partecipazione in fase di interscambio pezzi, ma ciò che conta è il processo di evoluzione parallelo di macchine e piste. Alle prime battute si percorreranno dei circuiti indolenti, sin troppo larghi e con vetture che non superano i 160 Km. all'ora. Una vera noia. Ma basteranno i primi riconoscimenti in danaro a spianarci la strada verso nuove macchine e nuovi e più articolari percorsi. Peccato che in definitiva vi siano solamente dieci tracciati, e la possibilità di percorrerli in modalità mirror non basta ad accrescere una longevità esclusivamente basata sulle "classi" e sul miglioramento prestazionale dei bolidi. Ovvio che non sarà semplice completare la fase di assimilazione di tutte le prove, ma la varietà latita.....

Facevamo cenno delle patenti. In realtà si tratta solo di completare un determinato numero di giri entro un tempo limite, e questo non è bene. Viziati dalla bizzarra originalità delle fasi preliminari dei Gran Turismo, ci si attendeva quantomeno una articolazione che gli fosse pari in termini di inventiva. Ma quì sopravviene anche il problema di completare il titolo prima dell'uscita di Gran Turismo 2000 per Playstation 2 (che poi sarebbe diventato Gran Turismo 3) con tutto quello che ne deriva in termini di scrematura quantitativa e qualitativa. Ed è in virtù di tale variabile che si tende ad apprezzare il lavoro svolto dai grafici della Sega, raffinato nella resa delle macchine nelle due inquadrature esterne, ma anche prezioso nella costruzione poligonale delle piste. Nello splendore dell'hi-res a 640 x 480 pixel, che in quel periodo poteva sfoggiare solo il Dreamcast, la Toyota Castrol e la Subaru Impreza si fregiavano di un anti-aliasing visto solo in sala giochi sulle schede Model 3, mentre la natura circostante rappresentava con fotorealismo alberi, tunnel, grattacieli e sdrucciolati di campanga. Spettacolare la resa delle piste in notturna, con tutti gli effetti di luminescenza e rifrazione che il 128 bit potesse permettersi, e senza intaccare in alcun modo un motore poligonale che si ancorava sui "più di 30" fotogrammi per secondo scrollando fluidamente anche nella eccellente modalità per due giocatori simultanei. Ma la meraviglia per la definizione grafica superiore abdiga, alla fine, in favore di una presenza poligonale non eccessiva, che si esprime più nella grandezza delle strutture che nel dettaglio del particolare. A un occhio attento non sfugge la generale mancanza di rifiniture, compensata solo in parte dal massiccio uso di stratagemmi tecnici come il bump mapping e il goraud shading, ma ciò non toglie alla Sega il merito di aver creato, in tempi ristretti, una valida alternativa ai Gran Turismo.    

 

                             

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PRO

Inedito splendore grafico per un

titolo corsistico del 2000

Eccellente manovrabilità dei mezzi

CONTRO

Abbastanza inferiore anche al

primo Gran Turismo...

                   

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Note di produzione