SHENMUE II Shenmue II principia lì dove si
erano concluse le intricate vicende del primo capitolo. Diretto verso Hong Kong, Ryo
dovrà incontrare Lishao Tao, l'unica persona che potrà condurlo sulle tracce del
misterioso quanto inquietante Yuanda Zu. Spiegarvi dettagliatamente la storia sarebbe, da
parte nostra, alquanto disonesto, quindi cercheremo di essere volutamente evasivi. Shenmue
II non è un racconto scritto e come tale va vissuto in prima persona, in
continuità della appassionante prima parte. Diamo per scontato che abbiate già giocato e
ultimato il prequel, e che siate quindi a conoscenza del rivoluzionario sistema
ludico introdotto da Yu Suzuki (il F.R.E.E.) e della inedita universalità del sistema di
controllo. Quest'ultimo è stato oggetto di ulteriore perfezionamento, atto a rendere più
immediate alcune azioni e fluidificare l'apprendimento di alcuni passaggi. Le aggiunte
più rilevanti vedono un Icon Selector in basso a destra dello schermo che
consente l'accesso diretto ad alcune azioni senza passare per il menu e, non meno
importante, un Action Selector a regolatore automatico di azioni-bivio
importanti.
In questo secondo episodio è stato fortunatamente rivisto
il passaggio temporale. Ora, nelle situazioni in cui è necessario incontrare qualcuno in
una determinata ora, anzichè attendere in modo passivo lo scandire del tempo ci sarà
concesso di velocizzarne il passaggio per giungere istantaneamente al punto interessato.
Ma per tutti i restanti meccanismi ludici Yu Suzuki non interviene favorendo, in modo
ancora più radicale, una costruzione esplorativa totale. L'ambiente virtuale possiede una
estensione abnorme, con centinaia di locazioni da percorrere e decine di personaggi con
cui interagire attivamente. Tra le nuove conoscenze non possiamo non segnalare la
avvenente Joy, figlia di un pezzo da novanta della Hong Kong che conta,
molto estroversa in tutti i suoi atteggiamenti ma in fin dei conti dalla indole buona. Xiuyng
Hong è invece tutt'altro tipo di ragazza, introversa per natura e naturalmente
intellettuale. Sarà lei ad aiutare Ryo nelle situazioni più intricate, pur non rivelando
mai il suo stato emozionale. Poi vi è Ren, capo di una banda di
scalmanati, apparentemente inaffidabile ma dalla strano senso dell'onore. E via dicendo,
perchè avremo modo di conoscere molti altri personaggi, tutti estremamente caratterizzati
sul profilo psicologico e umano. Ma questa è una caratteristica che la saga si porta
avanti come marchio di fabbrica, laddove la maniacale consistenza narrativa trova asilo
nella enormità scenografica dei percorsi. Shenmue II amplia in modo consistente un
microcosmo culturale fascinoso, del tutto opposto a quello occidentale e per questo
filosoficamente nuovo.
Quando Yu Suzuki affermò di aver prestato particolare
attenzione all'interscambio virtuale del danaro intendeva che, durante il gioco,
bisognasse realmente guadagnarsi da vivere. A Hong Kong se non hai i soldi non campi. Ti
servono per affittare una stanza, per acquistare delle mappe, per comprare oggetti di
primaria necessità e, perchè no, per farsi una sana partita in sala giochi.
Quest'ultima, geniale caratteristica già del primo capitolo, offre adesso un parco titoli
ancora più vasto. Potremo infatti giocare agli arcade perfect di After Burner II,
Space Harrier, Hang-On e Outrun. Dicevamo del danaro: dovremo
cercarci un lavoro. Non sarà difficile trovare impiego come scaricatore di porto e
cominciare a racimolare moneta utile da, magari, reinvestire nel gioco d'azzardo. Molte le
possibilità offerte: dadi, dardi, braccio di ferro e, perchè no, lo street fighting. La
pratica del combattimento di strada porterà, se affrontata con successo, i maggiori
guadagni, ma sarà anche il metodo più rapido per capitolare. Sarà pertanto necessario
seguire la strada del praticantato, conoscendo gente abile nelle arti marziali, che farà
evolvere le nostre abilità con l'apprendimento di nuove e letali mosse. Capolavoro
insomma. Se nel primo Shenmue il rivoluzionario metodo di gioco lasciava spazio per alcune
astrusità (vedi alcuni, comunque rari, tempi morti nella narrazione), nel suo seguito Yu
Suzuki sfiora la perfezione ideale. Che non è solo perfezionamento tecnico, che si fa
comunque sentire nella migliore stabilità del motore tridimensionale, nelle tessiture
sempre più nitide, nella costruzione architettonica pachidermica, nel dettaglio delle
ambientazioni sempre più maniacale, nella colonna sonora neo-sperimentale sinfonica, ma
è soprattutto maturazione finale di un progetto importante. Shenmue II è
parte della vita di Yu Suzuki e quindi fetta consistente nella storia dei videogiochi.
|
 |