SPACE
CHANNEL 5 Bollino cult per Space Channel 5 poiché intrattiene col ritmo. E in un modo a
cui nessuno aveva pensato, prima del' 99, quando la moda dei dancing games aveva
portato alla diffusa clonazione del genere. Tetsuya Mizuguchi percorre la strada degli
anni' 60, degli abiti sgargianti, dei festini a base di fonduta, della musica a tema.
Tutti elementi rievocati in tempi non sospetti da Steven Spielberg prima (in Prova
a Prendermi) e da Quentin Tarantino a ruota (in Kill Bill). In Space
Channel 5 si respira un'aria frizzante, irrestistibilmente viva per struttura e
iconografie. Si è nel pieno dei fantastici anni' 60, lì dove tutto è possibile
e tutto si accorda allo spensierato stile di vita americanista delle camicie a fiori, le
pettinature elaborate. Non inganni allora la palese collocazione spaziale, in un ipotetico
lontano futuro, in quanto lo script è concepito in ossequio alla filosofia kitsch
assorbita nella prima stagione di Star Trek, con le improbabili navi
spaziali incurve e gli oggetti superflui. Protagonista assoluta la bellissima Ulala,
reporter di professione il cui obiettivo è di salvare la terra dall'invasore che
ipnotizza.
La sensazione di trovarsi dinnanzi a un videogioco
radicalmente diverso dal consueto interviene nell'immediato, già dal logo minimale dei
titoli, con questo incredibile sottofondo à la 007 che fa da preludio al
restante. Si partirà con Ulala che, in mano un microfono, avanza a suon di sgambate
all'interno di una delle stazioni spaziali occupate dagli alieni; tre pazze creature ci si
mettono davanti a dettare i tempi di un ballo inventato, e noi si dovrà stargli dietro
col destra-sinistra, sù e giù e chu chu chu. Sembrerebbe un classico dancing
game, eppure, nel momento in cui si vedrà gli ostaggi liberati unirsi a noi nel
surreale ballo di gruppo multicolore si farà anche largo la pietra miliare elargita al music
game da Tetsuya Mitsuguchi. Al che, ogni umano acquisito varrà un bonus che
potenzierà la barra energetica - i cuori color rosa - e incrementerà la percentuale di
ultimazione del livello. Se alla fine del quadro detta percentuale dovesse rivelarsi
troppo bassa, l'accesso allo stage successivo verrà sbarrato. Sarà quindi opportuno
liberare il maggior numero di prigionieri e in ugual misura non commettere troppi errori
nella gestazione del balletto. Essenziale carpire il meccanismo di funzionamento della
pistola a doppio laser, per mezzo di cui disintegrare i nemici (tasto A) e recuperare gli
umani (tasto B). Che dire: un genio, il Nostro Tetsuya, visto che la musica, oltre a
seguire la dinamica del movimento, si uniforma in tempo reale alle risultanti coreografie,
le quali potranno essere di euforia o di sconforto.
Allora se la sequenza è eseguita senza commettere errori
lo strombettare delle musiche seguirà una parabola triofale, al contrario produrrà un
ritmo cadente in grado di condizionare anche l'incedere sincronizzato del gruppo.
Indubbiamente esalta azzeccare i passi nei duelli coi guardiani, per lustrarsi subito dopo
sugli sketch deliranti di Ulala, meravigliosa e instancabile: prende forma il musical
interattivo. Il regista giapponese fa uso di primi piani e stacca, distorce l'angolo
d'inquadratura a far assumere alle estetiche un ruolo di predominanza sul lato del costume
design, del character design, delle animazioni in motion capture.
Le deambulazioni si insediano in armonia nella computer graphic in full motion video dello
sfondo, ma sempre per fare in modo che il vestiario - evidentemente eccessivo, eccedente,
stravangante, distonante - sia ben riconoscibile rispetto all'impalcatura esterna; si
dispone allora di pose da manicomio, di foto reporter schizofrenici col casco che
scattano foto arbitrarie, coi beoti della compagnia che gli vanno dietro felici. Contenti.
La colonna sonora. Addirittura si può dire che i musicisti della Sega si sian messi a
realizzare un sound epocale, generazionale per cultura e struttura, per profondità di
spartito e ingegnosità nell'atto del revival della disco hall. Il solo brano
introduttivo varrebbe il gioco, per quanto di fatto si assista a un crescendo di stili che
racchiude in un unico gd-rom la hit-parade della discografia di un decennio: quando si è
mostrato Space Channel 5 al conoscente sulla cinquantina, che grossomodo
ha vissuto gli anni' 60 come Noi si è vissuti gli anni '90, la sua reazione era
sull'esplosione della commozione e della reminiscenza, e stava in estasi. Così, tanto per
confermare le previsioni di Mizuguchi, che voleva il titolo indirizzato anche a una utenza
estranea al mondo dei videogiochi.
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