STREET FIGHTER III: 3rd Strike

streetfighter3cover2.JPG (18689 bytes)Inizialmente annunciato nella volontà di sopperire alla defezione di Chun Li in Street Fighter III: W Impact, Street Fighter III: Third Strike è a conti fatti da considerarsi molto più che un semplice aggiornamento. Perchè oltre all'inserimento di Chun Li e di quattro nuovi personaggi (Makoto, Q, Twelve e Remy), si riscontra una grafica completamente rinnovata e nuove mosse per ciascun personaggio. Lo stile di gioco non cambia molto rispetto a W Impact, proponendo, per precisa volontà di Capcom, un combattimento non troppo spettacolare dal punto di vista delle super, e molto incentrato sulle mosse normali. Rispetto alle serie versus si denota una maturità ludica più marcata, forse non bene accetta dai nuovi videogiocatori, ma sicuramente apprezzata da chi ha giocato fino alla morte i primi due capitoli della saga. Street Fighter III: Third Strike è da considerarsi una saggia via di mezzo tra il dinamismo di Street Fighter Zero 3 e la spettacolare tecnica di Marvel vs Capcom 2. Aggiungendovi di suo un innovativo sistema di super che si riassume nelle Special Arts. E la versione Dreamcast di tutto ciò è vicina all'arcade perfect....

Sulle tecniche di gioco resta basilare un sistema di parata alternativo, che consente di performare un contrattacco subito dopo aver bloccato l'avversario, sebbene con un tempo di reazione più corto rispetto a W Impact. Per limitare una azione eccessivamente difensiva Capcom ha optato per l'inserimento della Stunt Gauge, che provoca un breve stordimento in caso di abuso delle parate. Il Leap Attack invece consente di colpire l'avversario quando è in parata bassa. Sarà ancora possibile cobinare alcune mosse speciali con le Special Arts, elemento fortemente criticato in W Impact, ma in questo caso il danno inferto è stato ridotto di molto per consentire una fase di combattimento meglio bilanciata. Ritroveremo anche le EX Special Moves, da utilizzare a seguito del riempimento di un livello della barra delle super. E per ultimo, con le Personal Actions (le provocazioni) sarà possibile infliggere all'avversario un danno maggiore o cagionargli un momentaneo stordimento. Sarà altresì possibile sfuggire alle prese attraverso una combinazione di tasti e ritroveremo il bonus stage del demolitore di auto presente in Street Fighter II. Tutto sommato il gameplay offre un divertimento progressivo e appagante, non troppo articolato e forse anche per questo più immediato di altri beat'em up in 2D della stessa Capcom. Esprimiamo qualche riserva sul fronte longevità, in quanto avremmo gradito più modalità di gioco, ma alla fine è solo un dettaglio non molto influente.

La tecnica grafica alla base di Street Fighter III: Third Strike è indubbiamente impressionante. Le animazioni risultano dotate di un numero incredibile di fotogrammi, tanto da apparire fluide e allo stesso tempo plausibili. La tecnologia Naomi dimostra di trovarsi a proprio agio anche con il 2D di alto livello scaturito dalla potente Capcom System 3, tutt'ora l'hardware di riferimento per qualsiasi coin op bidimensionale della casa di Osaka. La conversione risulta praticamente perfetta, anzi anche superiore al coin op in termini quantitativi, se consideriamo la possibilità di sbloccaggio di nuove modalità di gioco personalizzabili. Il design dei lottatori è adesso più maturo, mostrando tratti somatici più massicci e corposi, con movenze che ne esaltano all'inverosimile la fisicità. Fu molto discusso in tal proposito il disegno della nuova Chun Li, adesso dalle tagli forti e decisamente più muscolosa che in passato. Noi la abbiamo apprezzata molto anche così, senza contare il fatto che la vedremo combattere con un comparto mosse quasi completamente rinnovato. Nella eccellenza generale forse gli sfondi avrebbero potuto essere curati meglio, soprattutto dal punto di vista del dettaglio che in alcuni casi diviene approssimativo. Il comparto musicale risulta molto curato, con musiche avvincenti ed effetti sonori di altissimo livello qualitativo. La nitidezza acustica è lampante nei campionamenti, che risultano sempre convincenti e sempre attinenti al contesto di gioco. Insomma l'ultimo capitolo della saga degli Street Fighters non delude le aspettative, divenendo scelta obbligata  tanto per gli estimatori della versione arcade, quanto per una fascia di videogiocatori che intenda avvicinarsi al mondo dei picchiaduro bidimensionali. Non sarà un capolavoro assoluto, ma resta comunque un beat'em up esemplare da avere assolutamente.

          

                             

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PRO

Eccellente fisicità degli scontri

Estremamente giocabile

Grafica e sonoro ai vertici

CONTRO

Sfondi a volte approssimativi

                 
                      

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