TRIZEAL A tenere in vita il Dreamcast
nell'attuale panorama videoludico sono gli sparatutto. Ultimo arrivato questo Trizeal
di Triangle Service, che è diretta conversione da coin op Naomi uscito a inizio anno.
Sparatutto di quelli verticali, con tanto di TATE Mode attivabile (funzione di
ribaltamento del televisore) e distruzione tradizionale. Infatti non sono riscontrabili
particolari tentativi di variazione del gameplay, come era per esempio accaduto con Chaos
Field, e in fin dei conti è meglio così. Pura immediatezza. Giocando Trizeal
vengono alla mente i classici del genere come Raiden o Strikers 1945,
soprattutto nel sistema di upgrade delle armi. Infatti la navicella è equipaggiata con
tre diversi fasci, ognuno potenziabile di cinque livelli. Raccolto un power up verrà
potenziata l'arma corrente, quindi è consigliabile, onde evitare di trascurare le
rimanenti facoltà belliche, un oculato switch rotatorio e alternato.
Trizeal è uno sparatutto orientato alla giocabilità
"di attacco". Niente strane formule di deflessione dei colpi. Niente situazioni
di sparo alternative ove centrare solo determinati nemici. Niente dimensioni parallele
elettrostatiche ma solo abilità nel sapere inquadrare i proiettili nemici e nel
distruggere il più velocemente possibile. Mai come nel caso di Trezeal sarà centrale lo
scontro con i meccanismi di fine livello, che avranno tre stati di trasformazione e che,
conseguentemente, cagioneranno una diversa strategia per ogni stadio raggiunto. La potenza
degli attacchi, crescente, provocherà uno stato di drammatica apnea in cui ci sembrerà
di dover soccombere. Ma Trizeal lascia sempre aperto qualche spiraglio. Che sia una zona
lasciata scoperta da un fascio diagonale, o un determinato punto debole da centrare
accanendo le proprie risorse, o ancora un boss che reagisce più o meno male a una
determinata arma, nel titolo Triangle Service non resti (quasi) mai solo contro il mondo.
L'arma che ci attizza e il dual laser, amalgama di efficacia e devastazione,
soprattutto quando raggiunge il suo quinto livello di potenza. I controlli, veloci e
puntuali, rendono la fruizione abbastanza agevole per i navigati, ma in ogni caso è una
questione di essere abili o meno abili....
Trizeal è uno sparatutto orientato alla giocabilità
medio-alta. Ma trattandosi appunto di sparatutto la effettiva ostilità della cpu non è
quantificabile in modo strettamente oggettivo. Potrebbe aiutare, e parecchio, il gioco per
due giocatori simultanei, ma è una questione accademica che ha valenza per tutti gli
sparaspara. Ciò che sovviene chiaramente è che i programmatori non si sono comportati da
semplici bastardi, e hanno cercato di considerare anche i comuni mortali. E di questo li
ringraziamo. Sul discorso tecnico prevale una grafica generalmente nitida, priva di
rallentamenti importanti se non nelle situazioni di ammucchiata di sprites, ma anche in
sala era così. La tecnica bidimensionale adottata risulta efficace nelle scelte
cromatiche, invero inusuali, e affascinante nei contrasti fra luci ed esplosioni, mentre
la qualità delle animazioni si mantiene su standard piuttosto elevati anche nei movimenti
dei giganteschi guardiani. La sensazione generale è di solidità granitica anche nel
disegno aerodinamico delle navicelle secondarie, ed è palese che i grafici si siano
impegnati maggiormente nella uniformazione stilistica "squadrata" anzichè nello
spreco di risorse grafiche marginali. Sul comparto sonoro siamo leggermente al di sopra
degli standard dettati dagli ultimi sparatutto Naomi, e a ogni modo la qualità delle
musiche si mantiene costante accompagnando l'azione senza stancare. Trizeal è insomma uno
shoot'em up onesto, che non pretende di rivoluzionare nulla ponendosi come buona
alternativa ai vari Shikigami No Shiro o Psyvariar 2. Poi è, e sembra
che resterà, una esclusiva per Dreamcast e se davvero tenete alla console Sega dovreste
acquistarlo senza pensarci troppo. E' una questione di fede, anche, perchè lo sparatutto
"vecchia scuola" è anche una religione....
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