ADVANCE
WARS Esistono molti modi per
contribuire alla causa del retrogaming. Si possono conservare con cura le console dei
tempi che furono, si possono utilizzare gli emulatori spesso nati dalle fervide menti di
programmatori italiani o si può acquistare il Gameboy Advance e rivivere, pagandone il
prezzo, la magia della Nintendo che fu. Quello che per molti è un dato positivo però, a
volte viene strumentalizzato per criticare il gioiellino della casa di Miyamoto, che
avrebbe una softeca di indubbio valore ma caratterizzata da soli porting di
vecchi giochi e senza nessuna produzione innovativa. Per tacere le critiche e dimostrare
che anche sul Gameboy Advance la produzione originale sa far sentire la sua voce, si è
soliti citare un gioco strategico apparentemente semplice e innocuo ma in realtà capace
di dare una assuefazione ed una dipendenza mai visti prima: Advance Wars.
Advance Wars ti mette nei panni di un giovanissimo stratega
di una nazione immaginaria (tutti i personaggi del gioco sono fittizi e non ci sono
riferimenti nemmeno velati alle forze militari e politiche contemporanee) catapultato
subito al centro dell'azione tramite un perfetto tutorial (in cui si è affiancati da un
avvenente bionda in perfetto manga-style) che serve anche da fase di apprendimento delle
tecniche di combattimento e delle numerose unità utilizzabili nel gioco. Quello che
stupisce di Advance Wars è la cura che i programmatori hanno dato ad ogni singolo aspetto
del gioco. Le unità disponibili sono numerose e varie ed ogni scontro permette più di un
approccio: ogni battaglia è diversa dall'altra e non esistono pattern predefiniti per
ottenere la vittoria. Grazie all'implementazione di elementi significativi come il
cambiamento delle condizioni atmosferiche durante la partita e l'effettiva incidenza delle
superfici su cui si trovano dislocate le truppe sui loro movimenti, il gioco acquista uno
spessore che gli permette di essere allo stesso livello di produzioni per hardware più
potenti. Modularità e scalabilità sono caratteristiche vincenti di un prodotto quasi
perfetto sotto ogni punto di vista.
Advance Wars è uno strategico a turni di stampo classico,
una partita a scacchi con un avversario abile e determinato. Tuttavia, nonostante
l'impostazione tradizionale, in certi aspetti è presente una gradita contaminazione con
elementi tipici degli strategici in real time come l'impossibilità di
vedere al di là della visuale permessa alle proprie truppe (la famigerata fog of war di
westwoodiana memoria). In Advance Wars non si muore mai: non c'è la minima traccia di
sangue sul campo di battaglia e l'aspetto cartoonesco presentato dal gioco permette una
rappresentazione delle battaglie non cruenta ed assolutamente assimilabile anche dai
giocatori più giovani. A fare da contrasto con l'apparente innocenza della mera fase
realizzativa, l'aspetto bastardo-inside del gioco è sviluppato nella fase meramente
strategica che precede gli scontri. Detto in parole meno abbienti, Advance Wars è tosto,
molto tosto, a volte persino frustrante e superare indenni l'ultima missione rappresenta
una di quelle imprese di cui il videogiocatore va fiero a distanza di anni. Insieme a Tactics
Ogre - altro remake, ma questa volta completamente rinnovato, di una storica saga
nata sul Super Famicom - Advance Wars è il miglior strategico puro disponibile su Gameboy
Advance, da sempre un ottimo terreno di coltura per giochi di questo tipo visti anche i
vari Final Fantasy Tactics Advance, Onimusha Tactics
e lo stesso Advance Wars 2, pubblicato due anni dopo l'uscita di questo capitolo.
Advance Wars è in definitiva tra i titoli più rivoluzionari nell'intero ciclo vitale
della gloriosa console Nintendo.
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