FIRE EMBLEM

goldensuncover2.JPG (21208 bytes)Mentre la maggior parte dei possessori della piccola console Nintendo passa le sue giornate ad aspettare che l'arbitro degli scontri di Final Fantasy Boring decida in quale senso spostare le carcasse dei personaggi caduti, o quale casella occupare dopo siffatta decisione, dall'ombra, ma nemmeno poi tanto, sbuca il miglior RPG strategico di sempre: non è made in Square, non ha un Fantasy nel titolo, ma si pone come gioco-parametro per tutte le future produzioni a venire dello stesso genere. Il suo nome è Fire Emblem. Detto titolo denota una struttura classica per i dettami del genere Strategic-RPG: vi sono diverse classi, ognuna con le proprie caratteristiche e peculiarità, con armi e items assortiti. Insomma tutto sembra apparentemente dominabile dal giocatore, anche da quello meno esperto che, tra l'altro, viene gradatamente introdotto al gioco tramite un tutorial identico a quello visto in Advance Wars (del resto i programmatori sono gli stessi). In realtà, e bastano poche partite per rendersene conto, le cose sono ben diverse da quelle che anche il più scafato degli utenti può immaginare.

La prima peculiarità del gioco è che ogni personaggio, una volta caduto sul campo di battaglia, viene eliminato dalla storia e non è più riutilizzabile (nota per i romantici e per le persone sensibili: nella maggior parte dei casi, alla fine dello scontro, si è informati che il ferito non è morto ma che viene "messo a riposo" proprio per evitargli guai peggiori). Ogni battaglia va quindi pianificata molto attentamente ed ancor con maggiore dovizia di particolari va condotta la crescita di tutti i personaggi. Trovarsi con un protagonista non sufficientemente "skillato" a metà del gioco significa dover ricominciare tutto daccapo.
Altro elemento teoricamente frustrante ma qui perfettamente calibrato è la gestione del "magazzino": tanto per cominciare, all'inizio del gioco non è centralizzato e quindi i personaggi possono scambiarsi item solo se vicini sul terreno di gioco (che, chicca assoluta, influisce sull'esito degli scontri). Inoltre, non solo le armi si usurano con l'uso e non possono essere riparate - se non in una fase avanzata del gioco - ma non essendoci premi a conclusione delle missioni l'unico modo per potersi permettere nuovi mezzi offensivi è cercare di ottenere particolari e preziosi item dalle poche casse presenti nelle mappe. Ovviamente c'è una sola classe che può carpire i tesori ed è anche una delle più deboli, quanto a costituzione. Ammettiamo di essere arrivati dopo una ventina di missioni senza soldi, armi e col fiato corto: proprio prima della battaglia decisiva non è una bella esperienza.

Inoltre, giusto per aggiungere un po' di sfida in più, le battaglie sono dinamiche: liberare un forte e non pattugliarlo od occuparlo scatenerà un flusso continuo di soldati nemici che scendono in campo con l'unico obbiettivo di distruggere il vostro uomo più debole. In certii casi il nemico propone attacchi a sorpresa proprio nell'ultimo, spesso fatale, turno dello scontro. Geniale. La longevità e la voglia di riprendere in mano il gioco, anche una volta finito, sono enormi e l'hardcore gamer avrà numerosi extra da sbloccare e item da provare. Oltre al gioco in singolo è presente una interessante modalità link che permette di scambiare dati da un Gba all'altro e di combattere in apposite arene create per il gioco in comune. Fire Emblem racconta una storia, ma non è la vostra. O meglio, è anche la vostra, ma i programmatori hanno coraggiosamente scelto di non coinvolgervi in prima persona; il giocatore infatti interpreta il ruolo di uno stratega ramingo che viene assoldato (o per meglio dire, viene coinvolto) dai diversi personaggi che tessono la fitta trama di vicende che compongono l'affresco Fire Emblem. Dai tempi di Vandal Hearts e Final Fantasy Tactics non si era mai vista una tale serie di colpi di scena, intrighi, agnizioni, gesta eroiche, morti e sacrifici compiuti da personaggi a cui ahimè ci si affeziona subito e a cui è impossibile rinunciare. Le trenta e passa missioni del gioco propongono una carrellata di personaggi indimenticabili, dotati di un carisma fuori del comune, che riescono in poche battute a coinvolgere il giocatore fin dalle prime fasi della avventura. Graficamente Fire Emblem è una bellezza: l'inquadratura "a volo d'uccello" permette una visione chiara del campo di battaglia e il design dei personaggi è realizzato in maniera eccellente. Stupende le schermate statiche in color seppia che accompagnano i momenti clou del gioco e alcuni intermezzi tra una missione e l'altra. Azzeccata anche la colonna sonora che, nonostante i limiti tecnici del GBA, riesce ad essere sempre gradevole e, in certi punti, persino epica. Fire Emblem si pone quindi come acquisto essenziale per l'utente Gameboy e per ogni amante di RPG e strategici. Gioco, partita, incontro. Il meglio è qui. Da avere senza riserve.

 

 

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PRO

Molto impegnativo

Ottima realizzazione grafica
Splendida trama

CONTRO

Finisce...

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