GUNSTAR
SUPER HEROES Il percorso stilistico che lega
Gainax a Treasure è sottile. L'una è affine all'altra per la ricerca dei meccanismi
robotici assemblati, per un character design settorializzato, spigoloso,
avanguardista. Il quadro ultimo vede una fantascienza sofisticata, animata in
modo magistrale, che si tratti di videogioco o lungometraggio animato. Appunto, Treasure
avvicina la esperienza di distruzione prodotta in Gunstar Super Heroes alla
marmaglia metallica di un Evangelion o un Gunbuster, donando a noi il
privilegio di esserne i registi. La convulsione provocata dai fasci di sparo, ancora
direzionali, è per il videogioco Treasure un atto distintivo, che regola una azione ad
altissimo voltaggio, che non offre tregua neppure nei momenti di videostasi,
introdotti per illudere il fruitore meno abituato alla bastardaggine arcade del team
creativo. Il risultato si offre a una eccellenza disarmante.
Gunstar Super Heroes è un più che cattivo successore di Gunstar Heroes. Cattivo per la sua cattiveria fisica, per il modo in cui i nemici tendono ad accerchiare il supereroe prescento - tra i due selezionabili - che spara in tutte le direzioni concepibili perchè gli scarafaggi sbucano da tutte le parti. La azione creata dai programmatori avvolge tutto. Come successo nel prequel per Megadrive, sarà già tanto riuscire a sostenere il ritmo "visivo" dei primi tre livelli, visto che per esporsi alle fasi avanzate bisognerà sorprendersi supergiocatori tipo anni '80. Un retrogioco, questo Gunstar per Advance, ma di quelli che ti rilasciano endorfine gradualmente, in modo da assuefare al limite ma senza trasbordo sul divertimento a lungo termine. L'action game firmato Treasure mescola svariati tipi di arma, dal laser a intermittenza al lanciafiamme, sostenendo altresì una interazione ravvicinata, che muta a secoda delle mosse speciali a corredo del protagonista selezionato, ma che gratifica e accorpa il già esauriente sistema di multipuntamento direzionale a "fissaggio". La predisposizione di GSH alla sorpresa pirotecnica rende ogni partita un calvario fatto di dislivelli, di super robot, di mutanti genetici di un futuro lontanissimo. E la confusione "calcolata" dello scontro con i boss rappresenta il premio assoluto per avere inglobato l'azione e non esserne stati le vittime sacrificali: trasformatori e mutanti, i mostri maledetti hanno più che sette vite, tanto che per distruggerli definitivamente bisognerà armarsi, oltre che del cannone più idoneo allo scopo, di una ottima dose di sangue freddo e spirito calcolatore. Carpito il metodo di annientamento, il resto è pura apocalisse, con lo schermo che ruota, zooma, trema mentre una valanga di sprites lo ricopre di esplosioni e fasci infuocati. Tecnicamente, quindi, Treasure mantiene la sua megalomania bidimensionale offrendo tutti gli effetti pirotecnici di un sano terremoto di pixel, disegnando mondi straordinari, mostri giganteschi e magnifici, animando cose inanimate e offrendo un parallasse supremo e scalato. A tutto questo va a fondersi il sublime character design dei protagonisti, che appaiono assolutamente integrati a questo universo fantascientifico e per molti versi surreale, portatore di una tecnologia inarrivabile e per questo straordinaria. Sulla longevità non vi è di che preoccuparsi: per ultimare gli estesi livelli di gioco ci vuole il tempo che ci vuole. Perchè Gunstar Super Heroes è un titolo impegnativo, di non facile ultimazione a una visione oggettiva, e proprio per questo appetibile in una era in cui il platform arcade è praticamente scomparso. L'ottimo accompagnamento musicale, frenetico e pulsante, chiude il quadro ludico per quello che, senza il minimo dubbio, è già un classico.
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PRO |
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Giocabilità su livelli estremi |
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| Eccellente realizzazione tecnica | |
| Frenetico, possente, metallaro | |
Colonna sonora piuttosto riuscita |
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CONTRO |
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Nulla di rilevante da segnalare |
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