CASTLEVANIA:
Harmony Of Dissonance Secondo capitolo di Castlevania
ad apparire su Gameboy Advance e, inevitabilmente, secondo capolavoro. Questa volta a
realizzare il gioco è nientemeno che il team creativo di Nocturne In The Moonlight,
che se nel primo capitolo era preso come esempio per determinare la mappatura di gioco, in
Harmony Of Dissonance diviene il punto di riferimento assoluto per
crearne la struttura stessa. Juste Belmont, nuovo protagonista della avventura, somiglia
moltissimo ad Alucard, ma anche la grafica e le soluzioni cromatiche rimandano al
capolavoro Playstation, pur mantenendo una propria struttura iconografica peculiare. In
questo episodio viene altresì abbandonato il sistema di magie basato sulle carte in
favore degli Spell Book, mentre la gestione degli oggetti e la conseguente
meccanica di utilizzo è tale e quale a Nocturne In The Moonlight....
Non si è abbandonato, come prevedibile, il sistema di
passaggio di livello evolutivo, che vuole ogni locazione collegata alle altre per formare
una unica, immensa area esplorabile. La avventura è sufficientemente intricata da
assecondare una attiva fase di risoluzione enigmi, molti di essi incentrati sulla
acquisizione di nuove abilità. Così se in Nocturne In The Moonlight era
necessario evolversi nella trasformazione in svariate creature delle tenebre, in Harmony
Of Dissonance tale evoluzione consiste nel "potenziamento" delle facoltà di
Juste attraverso il recupero di particolari "Relic". La ricerca in questo
secondo capitolo per Advance gioca un ruolo essenziale, determinante oseremmo dire.
Perchè se le azioni da compiere rimandano all'arcade convenzionale, con la frusta a
scandire ancora i dinamismi di attacco, sarà soprattutto il ragionamento a portarci verso
la risoluzione finale. Forse anche per sittale impostazione il livello di difficoltà,
laddove opposti a un nemico o a un boss, si dimostra più malleabile di quanto si potesse
pensare....
In ogni caso la grande estensione morfologica e
"geografica" del castello di Dracula compensa la relativa semplicità di alcune
situazioni. Complessivamente siamo ancora al cospetto di un titolo tenebroso,
affascinante, didascalico. Lo spessore della storia e gli intrecci spettacolosi da action
game rendono vivo l'interesse fino alla fine, soggiogando il giocatore e creando
massiva dipendenza anche grazie alla sublime realizzazione grafica. Konami offre il
meglio, migliorando ulteriormente la già splendida estetica di Circle Of The Moon per
mezzo di scelte cromatiche traslucenti e una costruzione degli sfondi ancora più
maniacale. Il dettaglio si presenta tangibile, mostrando dipinti, statue e ogni sorta di
ornamento attraverso uno scorrimento parallattico che è anche ode al romanticismo tipico
della saga. Le animazioni risultano ottime, sopratutto quando ci troveremo al cospetto dei
guardiani, che sovente superano in grandezza lo schermo. Inutile a questo punto
sottolineare la magnificenza del character design giacchè stampata nelle
immagini di fianco. Piuttosto, è necessario evidenziare una realizzazione sonora che, a
causa del grande quantitativo di memoria adibito alla grafica, compie un passo indietro
rispetto al suo predecessore, suonando sinfonie ancora affascinanti ma povere sul profilo
della composizione. Di fatto la colonna sonora sembra estratta dal primo Castlevania per
Nes, in quanto a tonalità acustica, ma non è una condizione così grave da snaturare la
atmosfera generale dato che i musicisti sono comunque riuciti a mantenere una certa
dignità compositiva. Ancora grandissimo gioco, praticamente. Ancora Castlevania nella
illuminazione visuale e visionaria dell'orrore bidimensionale videoludico....
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