LUNAR
LEGEND Riproporre grandi titoli delle
console casalinghe su un handheld non è mai stato semplice. Riprodurre grandi giochi di
ruolo ancor meno. Così è sempre stato, o almeno fino all'avvento del Gameboy Advance,
che si è contraddistinto per ottime riproduzioni (o in alcuni casi revisioni) dei titoli
a 16 bit. Ignorando i bigotti che stroncano questi giochi bollandoli come minestre
riscaldate, Ubisoft si è proposta di fare un grande sforzo comprimendo in una piccola
cartuccia quello che è uno dei giochi di ruolo più idolatrati degli anni 90, vale a dire
Lunar, perla di clamorosa bellezza in una softeca "zoppicante" come quella del
Mega CD. Iniziamo subito col dire che il gioco ha dovuto subire un taglio doloroso ma
inevitabile, vale a dire la colonna sonora, che non potendosi avvalere di quanto offerto
dal lettore ottico Sega (e in seguito dalla Playstation), è stata adattata al modesto
altoparlante del piccolo 32 bit.
Vi accorgerete presto nel gioco che ciò è un gran male,
perché Luna, la co-protagonista del gioco, è una cantante sopraffina, e le sue canzoni
sono una delle principali ragioni del successo originale. Per non snaturare troppo
l'esperienza gli sviluppatori hanno raggiunto un compromesso che oggettivamente risulta
accettabile, ossia digitalizzare piccoli spezzoni di canzone che riempiranno quando serve
le scene di canto. Ma andiamo a vedere chi è Luna e perché ci interessano tanto le sue
canzoni
Il protagonista del gioco è Alex, amico di Luna da sempre, aspirante
guerriero che vive sognando di diventare come il grande dragonmaster Dyne, sepolto in cima
alla collina che domina la sua città. Luna, da parte sua, adora la musica e canta in
onore della dea Althena durante le cerimonie cittadine. E proprio durante una di queste
cerimonie il giovane mago Nash avverte tutti di un pericolo, e chiede di essere
accompagnato in una missione
Da lì la trama si sviluppera in modi sempre diversi e
mai noiosi (beh, quasi mai), e ci porterà a conoscere personaggi nuovi, ognuno con
qualcosa da scoprire sul proprio conto. Ed è proprio a livello di charachter design che
Lunar da il meglio di se: i nostri protagonisti hanno una personalità molto ben definita
ed unica, e i personaggi secondari non sono da meno. Inizierete a capire ben presto con
chi avete a che fare, e se molto spesso i personaggi reagiranno come vi aspetterete agli
eventi che gli si pareranno davanti, numerosi colpi di scena vi faranno ricredere su
alcune idee che vi eravate fatti su di loro.
Molto di aiuto in questo senso sono le facce che compaiono
accanto alle finestre di dialogo, che cambiano di espressione a seconda della frase
pronunciata. La trama vi conquisterà insomma, trainata da una grafica che su Gameboy
Advance rende decisamente bene, con sprite ben definiti, animazioni carine e scene di
intermezzo eccellenti specie nelle ambientazioni. Forse qualche animazione in più nei
combattimenti non guastava, ma tutto sommato va bene così. Parlando di combattimenti,
forse sono loro il punto debole del gioco: molto spesso si ricorre ad un semplice insieme
di attacchi continui senza l'uso di magie, il che rende il tutto molto noioso. E'
possibile settare i combattimenti in modalità automatica, peccato però che la cpu si
dimentichi di curare i personaggi con pochi HP, costringendoci comunque a tenere un occhio
sul campo di battaglia. Il sistema a turni è tuttavia discreto, ed è presente una barra
che cresce ad ogni attacco fisico andato a buon fine, il cui riempimento ci concederà un
devastante attacco speciale con tanto di schermata in stile manga del nostro personaggio
che si scaglia all'attacco. Questo, se da un lato aggiunge un minimo di varietà e di
tattica, dall'altro rende troppo facile vincere gli scontri (nell'arco di tutto il gioco
chi scrive ha perso solo un combattimento!), e preclude il godimento del gioco a chi
preferisce i combattimenti all'esplorazione e alla storia. Questi ultimi potranno invece
godere di un simpatico sistema di collezionismo delle carte, che si possono ottenere in
vari modi, e di alcune sezioni esplorabili che prescindono dalla trama. E' poco, sia
chiaro, perché la durata della cartuccia raggiunge il minimo sindacale. Da segnalare la
presenza di una galleria delle scene di intermezzo che si completa man mano che si
progredisce nell'avventura, ma vista l'impossibilità di connettere il GBA a qualsiasi
dispositivo in grado di salvare o stampare le immagini, resta un dubbio sull'effettiva
utilità (ed è un peccato perché i disegni sono molto belli). Lunar Legend
è un gioco agrodolce: offre una bella sceneggiatura, una struttura tutto sommato solida e
divertente e una certa cura per i particolari, ma contrappone un'inferiorità
(giustificabile) rispetto alle versioni casalinghe e soprattutto combattimenti facili e
ripetitivi che affossano un titolo dalle grandi aspirazioni. Da comprare usato.
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