| MICROMACHINES
1 and 2 Ad una prima occhiata si può notare come il lavoro sia stato svolto più che bene: brillanti i colori, definiti gli sprite, impeccabile lo scrolling, che è un po' la vita di questi giochi, ma soprattutto mantenuta l'atmosfera e lo spirito originale. Il gioco, per chi di voi fosse rimasto chiuso in uno sgabuzzino buio negli ultimi anni, consiste esattamente in quanto detto nell'introduzione: simulare una corsa di minuscole automobili, moto, barche e quant'altro possa correre, il tutto negli ambienti più improvvisati e bizzarri (personalmente mi piaceva tantissimo il tavolo da cucina con la pista delimitata dai cereali!). La gara viene seguita con una telecamera fissa che segue a volo d'uccello i partecipanti da una certa distanza (soprattutto nel primo episodio) in modo da permettere una buona visuale sulla porzione di pista che segue. Il sistema di controllo, semplice ma efficacissimo, è quello visto in molti giochi con visuale a volo d'uccello fin dai tempi del commodore 64, consistente in uno sterzo che segue l'andamento della macchina piuttosto che dello schermo (ossia se premete destra la macchina gira alla sua destra, non a destra dello schermo), con conseguente bisogno di un paio di partite per farci l'abitudine. Il punto forte della giocabilità è comunque il
comportamento delle vetture, diversissimo (com'è giusto che sia) a seconda del tipo di
modellino (passare dal velocissimo dragster al terrificante camion è traumatizzante) ma
mai inadeguato. La varietà dei veicoli è superata solo da quella delle piste, che hanno
alcune trovate geniali, come ad esempio le buche del biliardo che fungono da warp o i
righelli che uniscono due scrivanie. Molta carne al fuoco dunque, anche se per correre con
certi mezzi avrete bisogno di una certa dose di pazienza, nonché di una grande abilità
visto che gli avversari hanno tutte le intenzioni di farvi mangiare la loro polvere (o
schiuma nel caso si tratti di gare in motoscafo). Tutto ciò è molto bello e molto
longevo, ma nessuno avrebbe mai parlato di questa cartuccia se non fosse stato per il suo
punto di forza, ossia il multiplayer, sua vera ragione di esistere. Si possono collegare
due console con altrettante cartucce, e questo garantisce uno schermo a persona ed una
modalità di gioco sfrenata ed indiavolata. Ma provate ad immaginare che bello giocare di
nascosto fra i banchi di scuola in due con un solo gameboy: la cpu accelera per noi, il
giocatore 1 sterza con la croce direzionale e il 2 con i due tasti A e B. Obiettivo
finale, superare gli ostacoli per lasciare l'avversario abbastanza indietro da venir
risucchiato dallo scrolling e perdere così un punto. L'apoteosi del multiplayer senza
bisogno di comprare più copie del gioco e soprattutto con la massima portabilità (il
che, parlando di GBC, è solo un gran bene). Da comprare se avete tanti amici ma un solo
nintendino, da tenere comunque in gran considerazione anche se vi piace giocare da soli,
perchè la varietà non manca.
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PRO |
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Due giochi in uno |
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| Si può giocare in due su un solo GB | |
CONTRO |
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Nulla da segnalare |
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