CASTLEVANIA:
Aria Of Sorrow A pensarci bene i tre Castlevania
usciti per Gameboy Advance costituiscono una sorta di omaggio ascendente verso Nocturne
In The Moonlight. Ogni capitolo possiede caratteristiche parallele al capolavoro per
Playstation, e in ogni nuovo episodio ci si avvicina in modo ulteriore al summenzionato,
sia stilisticamente che meccanicamente. Con Aria Of Sorrow si chiude
"il girone del barocco" dedicato a Castlevania e si chiude anche la trilogia
dedicata al portatile Nintendo attraverso un requiem che non avrebbe potuto essere più
sfarzoso. Il Gameboy Advance prende fuoco con i suoi chip dedicati tanto è stato
spremuto, e per quanto Aria Of Sorrow sia graficamente solo leggermente superiore ad Harmony
Of Dissonance sul fronte musicale compie un netto passo in avanti, deliziando noi
utenti con sinfonie preziose, canti armonici e magnifici picchi strumentali.
Siamo nel 2035. Fatto anomalo per un episodio di
Castlevania ma non disturbante, perchè il castello di Dracula è rimasto adiacente alle
atmosfere dell' 800. Il protagonista è questa volta Soma Cruz, studente
ignaro che viene catapultato in uno stato di incoscienza nel maniero e che, inizialmente,
pensa solo a fuggire dall'orrore. La storia si delinea in seguito, con l'entrata in scena
di tutti i restanti protagonisti mentre, gradualmente, carpiremo il vero motivo per cui
siamo stati "scelti" quali salvatori dell'umanità nonchè uccisori
dell'ennesimo Dracula tornato in vita. Cambia la gestione delle magie, adesso affidata al Soul
System, soluzione che unifica i precedenti Spell Books (Harmony Of
Dissonance) con l'originario Dual Power System (Circle Of The Moon).
Quattro i tipi di "anime" acquisibili: Attack Souls, Guardian Souls,
Status Souls e Ability Souls. Generalmente tale interfaccia ha quale
fine quello di rendere il protagonista potenziabile per gradi, nelle sue abilità di
attacco, difesa, nella esperienza e nella fortuna. Ma anche nelle sue facoltà fisiche
allorquando acquisiremo il doppio salto o la scivolata.....
Alucard è sempre più vicino. Rammenterete di certo
l'interfaccia utilizzata in Nocturne In The Moonlight nella formazione fisica e
spirituale del mezzosangue, e rammenterete ancora la metodologia scrupolosa con cui la
regia virtuale gli assegnava i punti esperienza. Con Aria Of Sorrow succede più
o meno lo stesso, ma in misura meno articolata. Infatti se si può trovare un difetto
nella immaginifica magnificenza del presente Castlevania lo si trova nella longevità
generale, che subisce un sensibile ridimensionamento anche rispetto al suo predecessore.
Tutto ciò se intraprenderete il gioco in modo famelico, quindi facendo pausa solo per
dormire un paio d'ore la notte, e siccome per ogni Castlevania questo accade puntualmente
siamo propensi a criticare il titolo sul fronte della sua estensione. Ma solo per la sua
estensione. Perchè Aria Of Sorrow è una esperienza indimenticabile, un capitolo superbo
nella interminabile saga di Dracula e una ulteriore motivazione che sproni l'utente medio
a comprarsi un Gameboy Advance. Konami ha persino posto rimedio a quello che era il
difetto principale di Harmony Of Dissonance, cioè il sonoro, deliziando noi
mortali con brani incantatori e melodie che ti succhiano il sangue in un piacevole tepore
di morte. Graficamente si è inoltre piacevolmente logorati dalla luminosità della luna e
dalle virtuose soluzioni visive dei grafici, che nello splendore di effetti rotatori e
animazioni liquide, di icone docili e sfondi tenebrosi, costruiscono quello che è il più
sontuoso visus bidimensionale mai concepito su Advance. Dieci e lode ancora una
volta per Konami e la sua saga principe, e in attesa del Down Of Sorrow per
Nintendo DS possiamo solo tornare sul GBA e sconfiggere ancora una volta Dracula e i suoi
adepti.
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