SUPER MARIO LAND

smariolandcover.JPG (21440 bytes)Alla vigilia del lancio del Gameboy la grande N pensò che il miglior modo di far nascere la nuova console portatile fosse accompagnarla subito con un gioco del suo personaggio simbolo, ma poco prima dell'ora X cambiò idea inserendo Tetris nel primo bundle (scelta tra l'altro azzeccatissima, ma questa è un'altra storia...). E l'idraulico? L'idraulico fece da "spalla" al rompicapo dei mattoncini, e fra i titoli della prima lineup fu quello con maggior successo. Chi si aspettava una conversione pari-pari di Super Mario Bros. rimase piacevolmente sorpreso dalla scelta di affidare a Shigeru Miyamoto il compito di creare qualcosa di totalmente nuovo, pur rimanendo fedele alla meccanica originale. Non c'erano i colori, non c'era Luigi, agli occhi dei giocatori non sfuggì neanche l'assenza delle zone warp e dei rampicanti, ma c'erano i tubi, alcuni dei quali accessibili, c'erano i missili, le piante, le tartarughe, e soprattutto c'era Mario con i suoi funghi e i suoi fiori magici.

Graficamente parlando, il titolo era un buon banco di prova per far vedere quali sarebbero state le prerogative tecniche del neonato Gameboy: scale di grigi usate con sapienza, sprite piccoli ma ben definiti e ben animati (la "prova del fungo" è stata superata appieno) e scrolling mai incerto. Magari i fondali non erano la reclame della varietà, ma alcune piccole chicche (i geroglifici nel terzo livello, i dischi volanti nel quarto e quinto) li rendevano tutto sommato gradevoli. E per quanto riguarda il comparto tecnico rimane ben poco da aggiungere, se non che le musiche erano poche ma belle, gli effetti sonori facevano bene il loro lavoro e nel disegnare nemici e oggetti di contorno è stata usata tutta la sapienza che ha reso la saga dell'uomo in salopette sinonimo di stile. Per quanto riguarda la giocabilità va fatto invece un discorso a parte: prima di allora per giocare col baffuto era necessario un Nes, un televisore (possibilmente a colori, anche se confesso che il sottoscritto ci ha giocato per la prima volta su un vetusto Phonola in bianco e nero) e relative prese di corrente, che a loro volta richiedevano una casa dentro al quale contenere il tutto. Con l'avvento di Mario Land era possibile andare in un giardino, sedersi su una panchina e ritrovare intatto il divertimento di saltare in testa ad un Koopa, seppur in varie tonalità di grigio.

Il metodo di controllo già collaudatissimo veniva riproposto in gran spolvero su un controller per giunta molto simile a quello del Nes, con il solito tasto B che ci fa correre e all'occorrenza sparare e il tasto A che ci faceva fare dei salti calibrati alla perfezione. Il tutto condito da monetine disposte in modo da soddisfare chi anche dopo aver finito il gioco volesse riprovare l'esperienza cercando di migliorare il proprio punteggio, da nemici piazzati in posti infidi e da salti mozzafiato su piattaforme più o meno mobili. Per non parlare delle sezioni arcade, dove a bordo di un sottomarino o di un aeroplano potevamo sparare all'impazzata sui nemici, lodevole diversivo che spezzava l'azione di gioco senza per questo stravolgere l'esperienza stessa, o dei numerosi tocchi di classe (vedi il nome MARIO scritto con le monete verso la fine di uno dei livelli). Tanta giocabilità veniva accompagnata da una longevità che ad un primo impatto poteva sembrare scarsa, ma veniva linfatizzata dal succitato punteggio (che nei giochi moderni ormai è in via d'estinzione, sigh!) e da una modalità "hard" (niente di erotico, per chi fra voi si fosse già messo strane idee sulla principessa Daisy!) sbloccabile solo dopo aver completato il gioco normalmente.E visto che siamo a fine recensione dobbiamo trovare dei difetti.... allora, abbiamo detto che tecnicamente non c'è nulla da eccepire, tenendo debitamente conto che si tratta di uno dei primissimi giochi per la console, sulla giocabilità si è già detto tutto, la longevità l'abbiamo discussa... niente, forse l'unico vero difetto era la necessità di trovare un posto ben illuminato per riuscire a giocare, ma questi erano limiti hardware, e con le versioni illuminate della console (come il GBA SP) sono stati risolti, permettendoci di giocare con una piccola gemma senza tempo che ha contribuito alle vendite del portatile più diffuso nel modo. Non dovrebbe essere difficile trovarne una copia usata, perciò non avete scuse, potete giocarci comodamente seduti in poltrona o sotto un albero in riva al lago e riscoprire l'emozione di spiattellare 4 funghi con un solo salto ben calibrato. Il massimo sarebbe farlo col vecchio GB.

 

 

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PRO

Mario in splendida forma

Possibilità di rigiocarlo più difficile
               

CONTRO

Nulla da segnalare

                 
                      

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Note di produzione