SUPER MARIO LAND 2

smarioland2cover.JPG (20624 bytes)Quello di cui ci accingiamo a parlare è un gioco che ha segnato un cambio generazionale: si tratta infatti dell'ultima avventura a piattaforme di Mario su Gameboy (scordatevi le ultime, sono solo dei remake) e della presentazione ufficiale al mondo del perfido Wario. Ormai il primo Mario Land era un titolo di una certa età, ed i titoli usciti dopo di lui lo mettevano in imbarazzo non solo graficamente ma anche a livello di complessità di gioco. E così, per risollevare le sorti dell'idraulico, arriva Wario a combinare il suo bel casino ed a costellare di creature perfide i 6 mondi più uno della sua nuova avventura. La prima grande evoluzione che salta all'occhio è la grafica: lontana dalla semplicità degli esordi, ora è composta da sprites grandi ed ottimamente caratterizzati e animati che si muovono su ottimi fondali anch'essi animati.

Tante e varie le chicche, dal passaggio dentro ai tubi senza cambio di schermata all'effetto notte quando si mette in pausa. E come disse un tale, anche l'orecchio vuole la sua parte, e nella miglior tradizione nintendiana l'orecchiabilissimo tema portante ci accompagna in tante variazioni (ottima quella subacquea) durante l'incedere. Tuttavia la storia ci insegna che i seguiti di successo non sono solo dei lifting dei predecessori: d'altronde sarebbe stata una tremenda zappata sui piedi riproporre il vecchio concept con un nuovo stile. Così, un po' prendendo spunto dal capolavoro Super Mario World, un po' attingendo alle loro infinite risorse, i programmatori hanno cercato di rendere la nuova esperienza veramente nuova, inserendo quante più trovate la loro fervida immaginazione riuscisse a concepire. Innanzitutto le mosse a disposizione del nostro idolo sono diventate molto più numerose: chi si sentiva limitato dal poter solo correre, saltare e sparare troverà gradita l'introduzione del nuoto (mentre nel primo episodio sembrava che l'acqua fosse l'elemento più letale dell'universo!), del salto rotante e soprattutto delle orecchie da coniglio, mezzo indispensabile per planare. Cambia totalmente l'approccio ai mondi: non verranno più affrontati linearmente in sequenza, ma sarà possibile accedere ad ognuno di essi nell'ordine desiderato, salvo ovviamente il castello di Wario che richiederà per l'accesso la raccolta delle monete d'oro ottenibili alla fine di ogni mondo.

In controtendenza rispetto all'inizio della saga è anche la possibilità di salvare la partita e di continuare all'interno di un livello suonando l'apposito campanellino che funge da check-point, nonché l'opportunità di rivisitare i livelli già superati e di uscirne quando si vuole. Una nota di gran merito va anche alla realizzazione dei vari mondi, tutti molto diversi uno dall'altro e molto evocativi, con un tema portante che regge durante tutto il percorso e nemici sempre azzeccati. Decisamente un gran passo avanti insomma. Ma se il confronto con il passato è decisamente impari, molto più arduo è quello col tempo. Tuttavia, ancora una volta il figlio di Shigeru ne esce clamorosamente vincitore: Super Mario Land 2 invecchia che è una meraviglia, ancora oggi il design dei suoi livelli è da panico, schemi come quello lunare o come l'interno del robot ed ostacoli come la colla (frutto di esaurimenti nervosi!) hanno superato l'esame a pienissimi voti, ed ancora oggi avere questa cartuccia in mano significa possedere un pezzo di storia del platform ed un esempio di gioco maledettamente divertente a prescindere, con una tendenza alla perfezione forse maggiore persino a quella del suo stesso seguito. Inutile stare a cercare i difetti, forse non è il gioco più impegnativo della terra, ma si rigioca sempre e comunque volentieri, e anche dopo averlo completato più volte riesce a dare gli stessi brividi, brividi che solo un level design e una giocabilità di questo livello sanno provocare.

 

 

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PRO

Un platform di enorme classe

Vario e graficamente ottimo
                              

CONTRO

Non proprio difficilissimo

                  
                        

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