| TOCA
TOURING CAR Le opzioni le ho saltate a piè pari, ma fra queste una sola è degna di nota, ossia la possibilità di scegliere fra due sistemi di controllo profondamente diversi, per permettere a chiunque di trovarsi a proprio agio (per intenderci, il primo è alla Micro Machines, con la macchina che sterza in relazione al suo orientamento rispetto allo schermo, il secondo invece ricorda i vecchi giochi per c64 con la macchina che segue la croce direzionale più facile giocarlo che spiegarlo). La prima impressione è stata tra lo stupito e il compiaciuto: le stesse modalità della versione a 32 bit, e soprattutto la stessa identica schermata di selezione delle vetture! Tocco di gran classe, devo proprio ammetterlo. La modalità torneo è il primo degli interessi di chiunque, quindi mi sono sentito obbligato moralmente ad iniziare da li. E anche qui la fedeltà è assoluta, si inizia con Donington Ovviamente, c'era da aspettarselo, prima della gara c'è il giro di qualifica, che ci permette di prendere confidenza con la pista e di guadagnare posizioni in partenza. Beh, durante quel giro mi sono sentito davvero contento di aver comprato la cartuccia: Donington è Donington, curva per curva, rettilineo per rettilineo, e addirittura con gli stessi elementi di contorno! Lo stupore mi ha un po' fatto perdere di vista quella che era la guida vera e propria, che ho potuto testare in gara. L'abbandono della visuale in prima persona per favorire un'inquadratura isometrica più handheld-friendly non ha intaccato l'atmosfera della griglia di partenza, dove tutte e 8 le macchine sono pronte a partire. Ho quindi premuto a fondo l'acceleratore, forse fuorviato
dall'aspetto estetico meno realistico
ed ho fatto male perché proprio come in una
simulazione che si rispetti la macchina è partita MOLTO male. Bene, tempo di recuperare
allora, tantopiù che Donington è come casa mia. E allora avanti, a fare curve e
controcurve ad una velocità discreta, scoprendo via via particolari grafici ottimi come i
segni delle sgommate e i coni che saltano via al nostro passaggio. Le prime gare in
realtà non sono andate molto bene, perché oltre a dovermi abituare ai nuovi comandi mi
sono trovato di fronte sette vetture piuttosto agguerrite, che mi hanno lasciato indietro
senza troppi complimenti. Man mano che ho preso confidenza col gioco sono saltati fuori
anche i difetti: la cpu in qualifica fa dei giri sovrumani che è quasi impossibile
battere, la collisione fra macchine decisamente migliorabile, il rumore del motore, specie
quando si è in fuga solitaria, fa diventare isterici, e soprattutto non esiste un
salvataggio ma solo un insopportabile sistema di password (capito a cosa serviva il
manuale? A scrivere le password nelle pagine preposte
). Tutto questo però non
offusca il divertimento che scaturisce dalla cartuccia, dovuto soprattutto ad un modello
di guida che costringe a sfruttare al massimo cordoli e spazi di frenata. Aggiungiamoci il
fatto che le otto macchine non sono lì per fare numero ma sono effettivamente diverse fra
loro (e, diciamocela tutta, la BMW è favolosa come nella versione PSX), che le piste sono
una dopo l'altra uguali a quelle girate e rigirate in passato, che ci hanno messo anche la
pioggia e che comunque è bello anche solo fare un giro di pista a vuoto durante un minuto
libero della giornata. Insomma siamo di fronte ad una conversione teoricamente impossibile
resa realtà con un lavoro mirato soprattutto alla piattaforma di destinazione e non
all'abuso dell'originale come spesso avviene in questi casi. Consigliato specie se siete
di quelli che quando a tavola spostano il sale da un posto all'altro fanno "brum
brum" con la bocca. E che sanno che la Vauxall altri non è che la Opel in versione
britannica.
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PRO |
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Lanciare una BMW a tutta velocità |
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| Non si finisce in un paio di giorni | |
CONTRO |
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Maledette password... |
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