TOP GEAR POCKET

topgearcover.JPG (16641 bytes)Vibra! Che storia! Sembra di giocare col dual shock! Non proprio, visto che il tipo di vibrazione proposta da questa simpatica cartuccia è singola, come nei primi giochi con force feedback della psx per intenderci, ma poco importa, considerando la piattaforma di cui parliamo. Ma andiamo con ordine…I portatili non hanno mai impressionato (almeno fino all'arrivo del Gameboy Advance) in ambito di simulazioni di corsa, salvo alcune rarissime eccezioni. Lo scetticismo del sottoscritto attorno a Top Gear Rally (o Top Gear Pocket, se preferite) era quindi decisamente alto, tantopiù che avevo fra le mani una cartuccia dalla forma decisamente insolita e dotata di una batteria come quelle che si trovano nei telecomandi dei cancelli elettrici. Ma anziché a disturbare il sonno di un leone, detta alimentazione serviva a provocare delle vibrazioni in grado di scuotere il Gameboy per aumentare il coinvolgimento del giocatore di turno. Sebbene producessero un rumore un po' fastidioso, l'effetto finale era convincente. Non staremmo neanche qui a parlarne però, se dietro non si trovasse un gioco di guida, figlio di una saga piuttosto lunga, e dalle caratteristiche particolari che andremo ora a vedere.

Innanzitutto il gioco è totalmente privo di licenze di sorta, ma per non riconoscere le macchine presenti bisogna essere a digiuno di automobili da parecchi anni, ed inoltre il gioco aiuta chiamando ogni vettura con le iniziali della controparte reale (es. Corolla diventa Type-Co). Le vetture sono diverse tra loro, anche se non di molto, e alla fine non si troverà molta differenza se non in velocità e in ripresa, ma è comunque apprezzabile l'inserimento del cambio manuale. Il compartimento tecnico è più che adeguato, con macchine e piste ben colorate e rappresentate davvero bene, con uno stile quasi cartoonesco ma non troppo, ed il tutto si muove ad una velocità sufficiente, con tanto di salite e discese che danno una buona impressione di cambio di livello. La scelta della prospettiva da dietro la macchina si è rivelata vincente, anche perché insistere sulla visuale dall'alto sarebbe stato inflazionante (e poi c'era da affrontare la concorrenza spietata di Codemasters e del suo Micromachines!). Sicuramente era impossibile pretendere che sul GB venissero riprodotti incidenti e danni alle macchine, così si è optato per un più saggio rallentamento in caso di errori leggeri e per un testacoda qualora ci si avventurasse per la savana circostante o semplicemente per ogni affettuoso contatto a folle velocità con le altre vetture o coi (pochi) elementi a bordo pista. Capiterà spesso di dover frenare o togliere comunque il piede (dito) dall'acceleratore per evitare che quanto descritto sopra si avveri, e questo è comunque un sintomo di cura per la giocabilità, anche se il comportamento delle macchine possiede ancora ampi margini di miglioramento.

L'ultima parola del titolo (rally) può far presagire che il gioco consista in prove a tempo corse singolarmente, ma (come capita spesso in questo campo) Kemco ha reso il tutto più simile ad una corsa di turismo, mettendo su pista più macchine contemporaneamente. La cosa può piacere o meno, ma di sicuro aggiunge un po' di longevità ad un titolo che ne ha bisogno. Le modalità di gioco presenti infatti sono solo due: il Campionato, che prevede l'avanzamento alla pista successiva con il piazzamento nei primi posti (e conseguente sblocco di altre macchine in proporzione ai risultati ottenuti), ed il Time Attack (il cui nome dice già tutto), che a mio avviso non ha molto senso senza una batteria che salvi i tempi. Ogni pista ha le sue belle curve, alcune abbastanza toste, e il suo fondo stradale diverso che influisce in determinati modi sulla tenuta delle macchine, ma questo non basta a rendere il titolo una sfida duratura: infatti non si impiegherà molto ad avere ragione di tutti gli avversari su tutte le piste, e il sistema di password (solitamente benvenuto in questi casi) rende il tutto ancora più semplice. Peccato però, perché finché dura tutto sommato è divertente, e poi la pluricitata vibrazione aggiunge quel qualcosa che invoglia a giocare anche solo per il gusto di fare due rally in leggerezza o per sfidare un amico che possiede questa cartuccia. Come ultima nota aggiungo che l'ho giocato con uno di quei piccoli apparecchi di plastica che trasformano la croce direzionale in un piccolo stick, e devo dire che la resa è stata notevole in termini di guidabilità, quindi aggiungete mezzo punto al voto finale se siete possessori di questo simpatico accessorio, e già che ci siete levategliene mezzo quando si scarica la batteria della cartuccia perché il motorino della vibrazione è parte essenziale del gioco (l'avreste mai detto?).

 

 

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PRO

Un rally con force feedback

Si presenta davvero bene
                

CONTRO

Facile, facile, facile

                   
                   

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