| ZELDA:
Link's Awakening La trama inizia subito a riempire il giocatore di perché e di dubbi, e il proseguire nel gioco non fa che infittire il mistero. Dove siamo? Chi è questa gente? Riusciremo mai a tornare a casa? E chi è quel gufo che continua a seguirci? Il fulcro del gioco è la soluzione di questo mistero, ma molte situazioni ci distolgono e ci fanno andare a fondo nella storia dell'isola. Incontreremo personaggi bizzarri, ascolteremo musiche con poteri speciali e passeremo del tempo a barattare ciò che troveremo in giro. In sostanza giocare a Link's Awakening è quasi come affrontare un simulatore di isola: abbiamo la libertà di girare ovunque, e ovunque andremo troveremo qualcosa da fare o qualcuno con cui interagire, tutto perfettamente legato ai contesti e agli ambienti in cui saremo coinvolti. In effetti giudicare questo gioco dal punto di vista della mera avventura sarebbe abbastanza facile: chiunque di noi ha giocato un episodio della saga di Zelda (chi di voi non lo avesse fatto è pregato di chiudere questa finestra e andare a porre rimedio alla propria carenza, un Gameboy Color con Zelda costa meno di una cena al ristorante e in più non fa ingrassare), e sa bene o male cosa aspettarsi. Questo non vuol certo dire che abbiamo di fronte un titolo poco originale o poco divertente, anzi, al contrario. Ma ciò che rende grande questa cartuccia è proprio il senso di vita e di coinvolgimento che l'isola di Koholint sa trasmettere. Ci vorrà poco tempo a familiarizzare con l'isola, e sapere dove andare non sarà mai questione di fortuna ma solo di interpretazione delle indicazioni che gli abitanti daranno a Link. E ogni azione ci porterà ad un nuovo dungeon o ad uno spicchio di isola che non avevamo ancora visitato, con le sue missioni da portare a termine e i suoi segreti più o meno grandi. Inutile dire che nel procedere saremo costretti a sguainare la spada spesso e volentieri (dopo averla trovata, cosa che richiederà circa un minuto di gioco), sia per andare da un villaggio all'altro, sia per districarci in mezzo a dungeon veramente ben fatti e pieni di nemici organizzatissimi e realizzati ottimamente, trappole e segreti, che culminano con boss all'altezza della situazione, sia graficamente che a livello di cattiveria, anche se scoprendo la tattica giusta nessuno di loro ci bloccherà per troppo tempo, cosa che impedisce di stufarsi facilmente. E dove la spada non riesce, ci pensano frecce, bombe, piume che ci fanno saltare, bracciali che ci fanno sollevare pesi e chi più ne ha più ne metta. Non mancheranno le situazioni esilaranti, come girare con al guinzaglio un enorme cane-palla che mangia tutto ciò che trova, partecipare allo scambio di lettere d'amore fra una zelante capra e un uomo ignaro di chi si celi dietro a quella calligrafia o svegliare un tricheco addormentato che ci sbarra la strada incantandolo con la voce di Marin. Né saremo a corto di tocchi di classe e citazioni, come non notare ad esempio la somiglianza fra Tarin e Mario? Tanti giochi di ruolo sanno divertire, ma pochi sanno appassionare realmente fino a risucchiarci in un mondo parallelo, e Zelda, seppur in uno schermo di pochi pixel quadrati, riesce a farlo senza alcun dubbio. E visto che Nintendo ci vuole bene, ci ha regalato la versione a colori con un nuovo dungeon segreto e con la possibilità di scattare foto nei momenti topici del gioco, innovazioni che rendono praticamente perfetto un gioco che era già il massimo del suo genere, e non solo per la sua console.
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
Un'isola su cui vivere a lungo... |
|
| ...divertendosi come dei matti | |
CONTRO |
|
Nulla da segnalare |
|