ZELDA: Link's Awakening

zeldacover.JPG (11724 bytes)Link è un po' l'avventuriero che tutti vorremmo essere. Link non parla, ma nonostante ciò si fa capire benissimo. Non chiede, ma gli viene sempre detto ciò che vuole sapere. E se da una parte è vero che la sua vita non è il massimo della tranquillità, dall'altra bisogna dire che i viaggi in terre fantastiche e la compagnia di meravigliose principesse sono il suo pane quotidiano. Quindi non c'è da meravigliarsi se migliaia di giocatori al mondo hanno impersonato il mitico elfo nella sua prima, incredibile avventura portatile. Di ritorno da un viaggio, il nostro eroe si rende conto che il tempo non è dei migliori, e la sua convinzione si rafforza allorché la sua nave inizia a diventare bersaglio dei fulmini. Uno di questi inevitabilmente fa collassare imbarcazione e marinaio, ma mentre per il mezzo di trasporto non c'è nulla da fare il suo sfortunato conducente riesce ad aggrapparsi ad un tronco ed a raggiungere la riva. Svegliato da una bella fanciulla di nome Marin, alza gli occhi e capisce di essere approdato su di un'isola al cui centro capeggia una montagna con sopra un uovo gigante…wow.

La trama inizia subito a riempire il giocatore di perché e di dubbi, e il proseguire nel gioco non fa che infittire il mistero. Dove siamo? Chi è questa gente? Riusciremo mai a tornare a casa? E chi è quel gufo che continua a seguirci? Il fulcro del gioco è la soluzione di questo mistero, ma molte situazioni ci distolgono e ci fanno andare a fondo nella storia dell'isola. Incontreremo personaggi bizzarri, ascolteremo musiche con poteri speciali e passeremo del tempo a barattare ciò che troveremo in giro. In sostanza giocare a Link's Awakening è quasi come affrontare un simulatore di isola: abbiamo la libertà di girare ovunque, e ovunque andremo troveremo qualcosa da fare o qualcuno con cui interagire, tutto perfettamente legato ai contesti e agli ambienti in cui saremo coinvolti. In effetti giudicare questo gioco dal punto di vista della mera avventura sarebbe abbastanza facile: chiunque di noi ha giocato un episodio della saga di Zelda (chi di voi non lo avesse fatto è pregato di chiudere questa finestra e andare a porre rimedio alla propria carenza, un Gameboy Color con Zelda costa meno di una cena al ristorante e in più non fa ingrassare), e sa bene o male cosa aspettarsi.

Questo non vuol certo dire che abbiamo di fronte un titolo poco originale o poco divertente, anzi, al contrario. Ma ciò che rende grande questa cartuccia è proprio il senso di vita e di coinvolgimento che l'isola di Koholint sa trasmettere. Ci vorrà poco tempo a familiarizzare con l'isola, e sapere dove andare non sarà mai questione di fortuna ma solo di interpretazione delle indicazioni che gli abitanti daranno a Link. E ogni azione ci porterà ad un nuovo dungeon o ad uno spicchio di isola che non avevamo ancora visitato, con le sue missioni da portare a termine e i suoi segreti più o meno grandi. Inutile dire che nel procedere saremo costretti a sguainare la spada spesso e volentieri (dopo averla trovata, cosa che richiederà circa un minuto di gioco), sia per andare da un villaggio all'altro, sia per districarci in mezzo a dungeon veramente ben fatti e pieni di nemici organizzatissimi e realizzati ottimamente, trappole e segreti, che culminano con boss all'altezza della situazione, sia graficamente che a livello di cattiveria, anche se scoprendo la tattica giusta nessuno di loro ci bloccherà per troppo tempo, cosa che impedisce di stufarsi facilmente. E dove la spada non riesce, ci pensano frecce, bombe, piume che ci fanno saltare, bracciali che ci fanno sollevare pesi e chi più ne ha più ne metta. Non mancheranno le situazioni esilaranti, come girare con al guinzaglio un enorme cane-palla che mangia tutto ciò che trova, partecipare allo scambio di lettere d'amore fra una zelante capra e un uomo ignaro di chi si celi dietro a quella calligrafia o svegliare un tricheco addormentato che ci sbarra la strada incantandolo con la voce di Marin. Né saremo a corto di tocchi di classe e citazioni, come non notare ad esempio la somiglianza fra Tarin e Mario? Tanti giochi di ruolo sanno divertire, ma pochi sanno appassionare realmente fino a risucchiarci in un mondo parallelo, e Zelda, seppur in uno schermo di pochi pixel quadrati, riesce a farlo senza alcun dubbio. E visto che Nintendo ci vuole bene, ci ha regalato la versione a colori con un nuovo dungeon segreto e con la possibilità di scattare foto nei momenti topici del gioco, innovazioni che rendono praticamente perfetto un gioco che era già il massimo del suo genere, e non solo per la sua console.

 

 

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PRO

Un'isola su cui vivere a lungo...

...divertendosi come dei matti
                

CONTRO

Nulla da segnalare

                    
                     

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Note di produzione