ASTROSMASH!

astrosmashO.jpg (15596 bytes)Avete presente Asteroids? Dovreste, visto che è stato uno dei primissimi coin-op ad apparire sul mercato ed uno dei pochi ad avere incarnato, nei primi anni 80 ,il senso e l’essenza stessa della parola videogioco. Su Intellivision, si sa, le conversioni dirette arcade-console erano rarissime. Il monopolio in questo settore ce l’aveva Atari, e tutti i blockbuster dell’epoca apparivano sulla macchina della casa di Pole Position e Pac Man con risultati spesso sconcertanti per la stessa utenza, affezionata agli originali da sala, che l’eufemisticamente poco potente hardware del 2600 non riusciva a riprodurre. La Mattel, invece, preferiva puntare su giochi che si ispirassero pesantemente agli originali, inserendo in essi però quel tanto di idee innovative da evitare l’accusa di plagio. In Astrosmash il giocatore era posto ai comandi di una torretta difensiva che doveva evitare il contatto con la superficie a numerosi asteroidi e oggetti non identificati che vagavano per lo spazio siderale.

Mentre nel cabinato l’astronave fluttuava nell’aere, qui era ben ancorata a terra e le modalità ludiche non differivano molto da un altro classico della softeca Mattel, Space Armada, a sua volta clone spudorato , ma migliorato, del celeberrimo Space Invaders. La popolarità del gioco fu tale che, nel 1982 la Mattel rimpiazzò la cartuccia Las Vegas Poker and Blackjack, come gioco bundle da vendere assieme alla console, proprio con Astrosmash.Nel giugno 1983, ben 984900 copie di Astrosmash erano state vendute rendendo la cartuccia, la più venduta da parte fra tutte quelle sviluppate internamente e seconda solo al milionario Major League Baseball. Il programmatore, John Sohl, ricevette un encomio solenne da parte della Mattel ed un’offerta di lavoro dalla neonata Activision, azienda presso la quale cominciò a lavorare dopo aver terminato i lavori su B17 Bomber, uno dei primi games che supportavano il modulo Intellivoice. Il gioco vide la luce anche su Acquarius, l’espansione-computer della Mattel, che si rivelò un fiasco colossale, ed in una versione per Atari 26000 chiamata Astroblast. La leggenda narra che ne venne creata persino un adattamento musicale, chiamato Melody Blaster in cui al posto degli asteroidi c’erano le note….

Come molti giochi di quel tempo anche Astrosmash aveva i suoi bug da leggenda. Per esempio, una volta superata la soglia dei 99999999 di punti, il contatore impazziva e visualizzava lettere, caratteri ascii e amenità simili. Altra storia interessante riguardava il codice sorgente del gioco, che sarebbe visibile ,seppur in rari casi, dopo un leggero sfioramento del tasto reset. Il gioco si presteva molto bene a competizioni e gare che caratterizzavano l’epoca della prima generazione delle macchine da gioco. Una interessante storiella riguardò un concorso bandito da Mattel nell’agosto del 1981 a cui parteciparono oltre 13000 persone pronte a cimentarsi a distanza con Astrosmash.Il problema accennato sopra( il contatore del punteggio impazziva dopo i 10 milioni di punti) si presentò quasi subito, vista la bravura dei videoplayer del tempo.Fu lo stesso programmatore ad interpretare i caratteri ascii testimoniati dalle foto mandate dai giocatori alla Mattel e a cercare di stabilire il vincitore.   Senonchè si presentò un altro problema:come in molti giochi dell’Intellivision premendo 1 2 3 contemporaneamente si poteva rallentare la velocità del gioco. Come capire chi barava e chi no? La Mattel allora, salomonicamente, invitò gli 80 migliori performers ad una sessione di un’ora dal vivo per stabilire chi fosse il vincitore ( che risultò Manuel Rodriguez, californiano di 8 anni da Stockton, il quale si beccò 25000 dollari del tempo con un punteggio di 835180).

 

 

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PRO

Clone migliorato di Asteroids

Divertente
Longevo

CONTRO

Nulla in particolare

                   
                     

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Note di produzione