Intervista a Mirko "TMB" Marangon

Gli amighisti certamente ricorderanno con affetto quest'uomo, l'ultimo baluardo amiga del fronte editoriale italiano, il punto di riferimento cartaceo per molti di noi, colui che scrisse la memorabile anteprima di Breathless parecchi anni or sono. Una persona videoludicamente interessante a cui abbiamo posto alcuni quesiti...

Intervista estratta da AnotherWorld,

AW : Non ti nascondiamo la nostra autentica venerazione nei confronti di Amiga, piattaforma che a nostro avviso ha stravolto il concetto stesso di videogame, ed ha dato il via al processo di evoluzione multimediale del sistema ludico. Nel recente passato su TGM hai personalmente curato l'esigua sezione Amiga, quella della ghettizzazione "post mortem" che persiste tutt'ora tra le pagine di suddetta rivista; spinti da un ineffabile rimpianto, ci chiediamo quali siano stati i motivi che ti hanno spinto ad abbandonare definitivamente la tua personale trattazione dello storico computer Commodore.

TMB : Anzitutto una premessa, anche se a questo punto la notizia dovrebbe esservi già arrivata in qualche modo. Dal numero di agosto di TGM la sezione Amiga, o meglio, quella che ne rimaneva, è stata completamente soppressa. Purtroppo la cosa era nell’aria da tempo e sfortunatamente lo scarso sostegno da parte degli amighisti superstiti non ci ha permesso di mantenere in vita la rubrica. Si è inevitabilmente chiuso un capitolo di storia. :(
Per quanto mi riguarda è ormai più di un anno che milito nel mondo PC e la scelta di abbandonare Amiga, ve lo posso assicurare, è stata una delle più sofferte di tutta la mia vita. Avendo sostenuto a spada tratta per anni la causa del gioellino della Commodore (dei successivi padroni non ne voglio nemmeno parlare), ho sempre sperato di poterlo rivedere sulla cresta dell’onda: purtroppo così non è stato e dopo molte, troppe, delusioni mi sono dovuto arrendere all’evidenza. Amiga non tornerà mai più e se lo farà non sarà più quel fantastico computer custom, dotato del sistema operativo più intuitivo, compatto e veloce che mente umana abbia mai concepito.
Personalmente ho investito tantissimo in Amiga, a livello di tempo e soldi intendo, e purtroppo dopo aver comprato schede su schede, acceleratore PowerPC e quant’altro potesse rendere il mio 1200 un mostro di potenza, ho capito che stavo andando contro la natura stessa di quel computer, diventato una specie di PC. Inoltre la mancanza cronica di supporto da parte delle software house e degli stessi produttori di hardware, più interessati a litigare fra loro che al bene della comunità amighista, hanno fatto il resto. Già, ho ancora il dente avvelenato con Phase 5 (ormai fallita) e Hagee&Patner….

AW : Anotherworld considera il passato dei videogiochi quale base fondamentale per analizzare il presente. E' questo confronto a rendere alquanto imbarazzante l'attuale produzione videoludica che, fatta eccezione per alcuni giochi del Sol Levante (made in Capcom, Namco, Sega, Tecmo e Konami), non offre nulla di più ed anzi, nella maggior parte dei casi, propone concetti vecchi peggiorati nella giocabilità (vedi l'accozzaglia di cloni di Doom che da anni imperversano in occidente). Ti trovi d'accordo con le sovraesposte riflessioni o credi che comunque vi siano peculiarità tali da rendere impietoso il confronto con i trascorsi storici?

TMB : Io non farei un discorso di qualità, perché durante tutta l’epoca videoludica, dai tempi dell’Intellevision a oggi, le ciofeche sono sempre esistite. Su C=64 e Amiga ne abbiamo viste di ogni, giochi così brutti da chiedersi con quale coraggio le software house potessero pubblicare roba simile. Prendete anche il MAME e vi renderete conto che su centinaia di ROM, non sono poi molti i capolavori. A mio avviso il vero problema è la fantasia, che ormai si è spenta da tempo: da anni assistiamo impietosamente a un invasioni di seguiti di seguiti (Tomb Raider è forse l’esempio più classico), che non fanno altro che riprendere il concept del capitolo precedente, senza implementare nulla di realmente nuovo. Nessuno si azzarda più a tirar fuori un gioco originale ed avete perfettamente ragione nel dire che solo in Giappone sembrano esistere menti un attimo più elastiche e coraggiose. Certo anche loro non scherzano con i seguiti, ma almeno cercano sempre di implementare qualcosa di nuovo e avvincente, come da anni fa la Square con la saga di Final Fantasy.

AW : Zzap!. Cosa ti fa venire in mente questa strana parola?

TMB : Ricordi d’infanzia, passata a giocare sul Commodore 64 e a sfogliare quella che a tutti gli effetti è stata la rivista di videogiochi che in qualche modo mi ha cambiato la vita: del resto se faccio questo lavoro un motivo ci sarà pure, no? Certo che nostalgia i commenti acidissimi di MA (allora molto più cattivo di oggi, il che è tutto dire), quelli quasi mai condivisi del caporedattore mascherato (che altri non era se non Fabio Rossi), gli editoriali di Bonaventura Di Bello, il passaggio di testimone dello Studio Vit, caratterizzato da una copertina fra le più brutte che l’editoria italiana ricordi… e a proposito di copertine, vi ricordate che splendore quelle di Oliver Frey? Ah, per la cronaca, possiedo ancora i primi 23 numeri, compreso il primo, praticamente introvabile, eheheh :)

AW : Credi che l'ingenuità, intesa come apertura mentale priva di pregiudizi, sia il metro di giudizio più sensato nella valutazione di un videogioco?

TMB : Domanda interessante. In linea di massima credo che la cosa più importante, quando si valuta un videogioco, sia l’obiettività, più che l’ingenuità. Devi tener conto di molti fattori, soprattutto quando ti appresti a recensire un titolo piuttosto atteso, che finisce sempre con lo scatenare una marea di polemiche. Mi preme però far notare che troppo spesso si sentono commenti del tipo “Gran Turismo è fatto male” o “Metal Gear Solid è una ciofeca”, dettati solo dalla volontà di voler andare a tutti i costi contro corrente. Attenzione quindi a non confondere la libertà delle opinioni con quella di sparare cazzate.

AW : Ti è mai capitato di dover affibbiare ad un gioco una valutazione alterata nel punteggio finale? Se si, per imposizioni editoriali?

TMB : Ci sono state delle volte in cui il punteggio finale mi è stato lievemente ritoccato (parliamo sempre di un paio di punti), ma mai a tal punto da stravolgere il senso della recensione. Non per niente durante la mia carriera di redattore ho spesso ricevuto dei “cazziatoni” da diversi produttori e distributori, alcuni dei quali talmente alterati da minacciare ricorsi in tribunale. Buon per ultima la Sony che se l’è presa tantissimo per il voto di Wip3out (ma non mi ha denunciato, state tranquilli), che a me proprio non è piaciuto. Ma tant’è, sono i rischi del mestiere :)

AW : Parlando di esperienze individuali, qual'è il videogame che più ti ha colpito a livello estetico? E quale, più in generale, il miglior videogioco che tu abbia mai "vissuto"?

TMB : Ritengo che Metal Gear Solid sia senza dubbio uno dei prodotti meglio curati della storia dei videogiochi. Le ambientazioni assolutamente fantastiche, la regia eccezionale, le animazioni curatissime, hanno fatto di questo gioco una pietra miliare nell’universo videoludico. Una sensazione di coinvolgimento senza precedenti, che mi ha fatto davvero vivere la storia come se fossi veramente nei panni di Snake. L’unico altro titolo che mi ha procurato delle sensazioni così intense è stato Final Fantasy VII (l’otto mi ha lasciato un po’ così): non penso di essere rimasto così amareggiato in un videogioco come quando Sephirot, alla fine del primo CD, trafigge da parte a parte la povera Aeris.

AW : Hai dei rimpianti, dei rancori, delle esperienze che avresti voluto vivere in ambito redazionale e che in qualche modo sono rimaste nascoste nel tuo animo?

TMB : No, sinceramente no. Ho vissuto in redazione momenti belli e brutti, ma non me la sentirei proprio di dire che ho qualche rimpianto o dei particolari rancori. Credo, e lo dico con un certo orgoglio, che l’ambiente di lavoro in Xenia sia uno dei più belli nell’intero ambito giornalistico e chiunque c’è passato potrà confermarvelo.

AW : In cosa consiste, realmente, la convivenza redazionale? La redazione di una rivista di videogiochi è davvero quel luogo caotico che ci si immagina solitamente o è un loco fittizio, nato da leggende metropolitane e materializzatosi in noi come punto di riferimento "ideale"?

TMB : E un posto che a volte sembra fin troppo tranquillo e silenzioso, ma che spesso è caotico e iperfrenetico, specialmente in chiusura di numero. Quando poi ci mettiamo a giocare a ISS Pro o a Quake 3 in rete viene fuori davvero il peggio di noi, con tutte le conseguenze del caso. Comunque è davvero un crogiolo di pazzi scatenati… tutti noi li peschiamo… :)

AW : Hai mai avuto discussioni con alcuni tuoi colleghi di lavoro o siete sempre andati d'amore e d'accordo?

TMB : Certamente ci sono state delle divergenze, come potrebbe essere altrimenti? E’ logico che ogni tanto ci si scanni un po’, ma è un processo necessario per potersi capire meglio. Comunque in media sono una persona piuttosto pacifica e difficilmente arrivo al punto di litigare con qualcuno (mi devono proprio portare all’esasperazione).

AW : Max Reynaud. Non abbiamo mai compreso quale fosse il suo preciso ruolo all'interno della redazione di TGM, e soprattutto non siamo mai stati in grado di decifrare, dall'esterno, le sue reali ideologie. Sapresti esprimerci un tuo incondizionato parere sull'ex caporedattore di TGM?

TMB : Lui è Max, il resto non conta. Dovete considerarlo un entità suprema che tutto sa e contemporaneamente niente capisce. ;) Comunque un grandissimo, nel senso più ampio del termine.

AW : E di Paolo Besser che ci racconti?

TMB : Che ha fatto una grossa cazzata a lasciare la Xenia. Per il resto lo considero un amico e un collega piuttosto in gamba che si è lasciato abbindolare dai soliti furboni dell’editoria italiana, che partono in quarta e sul più bello di lasciano in mezzo a una strada (e qui mi fermo, a buon intenditor, poche parole).

AW : Prima di concludere, ci piacerebbe conoscere un pò della tua vita reale, i tuoi interessi, i tuoi progetti per il futuro e quant'altro tu voglia esporci in questa sede...

TMB : Attualmente sono caporedattore di PlayStation Force, che per chi non lo sapesse è una rivista di trucchi e soluzioni (pubblicità occulta, ma mica tanto). Mi piace la musica in generale e seguo un po’ di tutto, dal metal alla classica, dal brit-pop alla dance (quella dei Chemical Brothers e Fat Boy Slim però). Ho fama di essere un alcolizzato, solo perché durante le feste più “calde” aizzo la folla dichiarando “lo stato di ebrezza”, conducendo poi verso il delirio buona parte dei presenti. In realtà bevo Coca Cola dalla mattina alla sera e solo nei week-end do il peggio me: per fortuna non guido, anche se a settembre ho ferma intenzione di iscrivermi per prendere questa benedetta patente. Cosa dirvi d’altro? Ah, si, mi piacciono un casino i fumetti giapponesi, adoro Evangelion e vorrei tanto trovare l’anima gemella: quelle che mi sono capitate fino ad oggi più che gemelle mi sono sembrate cugine di secondo grado… ;). Scherzi a parte, se volete farmi felice regalatemi una ADSL, che non ne posso più di scaricare a 5k al secondo! Ah, progetti per il futuro non ne ho tranne diventare il padrone della Xenia, comprare Amiga Inc. e quindi fare un nuovo Amiga e una rivista ad esso dedicata. Già, il sole deve avermi fatto male :)

AW : Ok, avremmo concluso. Siamo forse stati un pò prolissi, ma erano domande necessarie e dovute per lo pseudonimo "TMB" che per anni abbiamo intravisto su TGM e che in qualche modo è rimasto indelebile nella nostra memoria di videogiocatori...

 

Intervista realizzata Mercoledì 16 Agosto 2000.