ALTERED
BEAST Una mitologia fantascientifica,
che menziona il cinema dei morti viventi di George Romero e anche "Gli
Argonauti" per via delle arpie, delle statue in marmo e la fauna spaventevole delle
mutazioni. In Altered Beast si ha a che fare con ogni tipo di
trasformazione, di evoluzione fisica verso esseri dalla evidente natura animale. Sarà
questo il punto di forza del gioco, conosciuto sul finire degli anni Ottanta poiché
spopolava in sala giochi con le sue partite in doppio che altro che se erano divertenti.
Ma essendo stato un picchiaduro di quelli importanti, pieno di pupazzi e materiale
animato, non era tanto scontato ritrovare il co-op su console, eppure Sega non poteva
permettersi di ignorare la interazione tra umani. E dunque la conversione per Megadrive
risulta abbastanza simile, per struttura, alla controparte da sala giochi. I buonissimi
fondali, gli sprites enormi, il buonissimo disegno dei nemici si ritrovano con discreta
fedeltà, comprese le animazioni dei mostri finali. Naturalmente a una analisi
microscopica il porting è penalizzato sugli argomenti "dettaglio" e
"numero di oggetti simultaneamente a video", seppure ai tempi, nel Novanta, non
era sembrata così pesante la scrematura bidimensionale occorsa.
Il sistema di gioco di Altered Beast va modificandosi e
muta attraverso le mutazioni. Se da umanoidi ci si ritrova con un tipico beat'em up a
scorrimento, in forma animale ci si avvicina al gioco di azione in virtù delle
potenzialità acquisite. Che quindi non vanno a modificare unicamente l'estetica. Se
inizialmente le uniche due mosse possibili sono il calcio e il pugno, nella successiva
evoluzione a "superuomo" si renderanno disponibili le prime mosse devastanti,
che spazzeranno via in un solo colpo i poveri e ignari zombie. E poi via discorrendo da
licantropo o drago volante, con tutta una serie di mosse peculiari per rendere quanto più
diversificata una azione di gioco molto intensa, ricca di colpi di scena e intuizioni
iconografiche. Anche sul profilo del sonoro si rileva una certa fedeltà, nonostante una
minore nitidezza degli effetti e un "ridimensionamento" stereofonico delle
comunque gradevoli musiche di sottofondo. Il livello di difficoltà nel gioco in singolo
resta assai elevato. La registrazione mentale dei pattern risulta indispensabile all'atto
della anticipazione di talune movenze, visto che buona parte dei nemici attacca
repentinamente e spesso da antrambi i lati dello schermo. Da questo punto di vista la
conversione è estremamente fedele alle dinamiche ossessive del coin-op e questo,
paradossalmente, garantisce al titolo un suo margine di rigiocabilità in considerazione
della necessaria praticanza sulla collocazione degli sprites avversi.
Per cogliere la essenza di Altered Beast bisogna
conquistarsi per intero le trasformazioni e giungere allo status culminante: il licantropo
d'oro. Si diventa potenti e cattivi, più cattivi dell'uomo tigre e dell'orso, che anche
sono su di un livello di potenza e performabilità medio-alto. Ma il licantropo d'oro è
altra storia. Se ci si arriva, significa che si è giunti all'ultimo livello e che si è
pronti ad affrontare l'ultima creatura mitologica. Frullazione. Altered Beast è quello
che è per la quantità di carne e ossa in frantumazione restituite all'utenza, sebbene
sul Megadrive si intervenga di forbice e si attutisca l'impatto di violenze e
sanguinolenze del coin-op. Ma la conversione ebbe comunque il suo peso. Prima che Sonic
The Hedgehog divenisse "il gioco dei bundle" Altered Beast veniva inserito
in tutte le scatole di Megadrive americani, europei e brasiliani. Fu grazie ad Altered
Beast che la console Sega si presentò al mondo e per quanto adesso la trasposizione
mostri i suoi limiti a confronto con l'arcade, bisogna ammettere con una certa franchezza
che nell 'Ottantotto un po' tutti si era rimasti a mascella spalancata a osservare i super
calci a spazzamento del licantropo e le schermate di trasformazione. Alla fine questo
genere di trasposizione invecchia male a causa (o grazie) al MAME. Quest'oggi la fame di
Altered Beast la si appaga sfruttando l'emulazione; non ha senso riprenderlo sul Megadrive
se non per scopi didattici. Gli stessi che ci hanno portato a rispolverare questa
cartuccia rimasta per una quindicina di anni nel sottoscala ad accumulare polvere. Ha
preso aria per un po'. Ci ha riportati a un perido esaltante. Ma adesso che si è alle
ultime righe la si riporrà lì dov'era. Perché il passato è passato.
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