ALTERED
BEAST Una mitologia fantascientifica e
surreale, edificata su dilatazioni letterarie e cinematografiche. Da George Romero e il
suo Zombie per il primo livello, giungendo a "Gli Argonauti" per le arpie
successive e la fauna spaventevole delle mutazioni "genetiche". In Altered
Beast avremo a che fare con ogni tipo di trasformazione immaginabile, di
evoluzione corporale, divenendo da "semplici" guerrieri in carne ed ossa degli
esseri dalla evidente natura animale. Sarà questo il punto di forza del gioco, conosciuto
ai più per le sue origini arcade e per la gradita possibilità di affrontare la partita
in doppio. Essendo fondamentalmente un picchiaduro giocare in due costituiva un ottimo
incentivo alla longevità, in quanto il fattore cooperazione rendeva molte situazioni più
agevoli che nella partita in single player (e diciamo anche più divertenti): la
conversione per Megadrive risultò molto simile, per struttura, alla
controparte da sala giochi. Gli ottimi fondali, gli sprites enormi, il bellissimo disegno
di tutti i nemici erano riproposti con fedeltà assoluta, comprese le eccellenti
animazioni di tutti gli elementi a video.
La possibilità di giocare in due era fortunatamente
immutata consentendo anche alla utenza domestica di fruire al 100% del grande potenziale
ludico espresso dal gioco. Un potenziale che si esprimeva quasi inedito per via delle
trasformazioni serrate che non ne cambiavano unicamente l'estetica, modificando
profondamente anche il gameplay. Se da umanoidi le uniche due mosse possibili restano il
calcio e il pugno, nella successiva evoluzione a "superuomo" si renderanno
disponibili le prime mosse devastanti, che spazzeranno via in un solo colpo i poveri e
ignari zombie. E poi via discorrendo da licantropo o drago volante, con tutta una serie di
mosse peculiari per rendere quanto più diversificata una azione di gioco molto intensa,
ricca di colpi di scena e ottime trovate estetiche. Anche dal punto di vista sonoro si
registra una certa fedeltà, nonostante una minore nitidezza degli effetti e un
"ridimensionamento" stereofonico delle comunque gradevoli musiche di sottofondo.
Nel complesso potremmo quindi definire Altered Beast Megadrive un ottimo adattamento da
arcade, precursore di una apprezzabile tendenza (da parte di Sega) nel riprodurre con
massimo rigore tutti i suoi coin op, compresi quelli di minor successo di pubblico.
Se ricercassimo per un attimo nelle dottrine che hanno reso
Altered Beast un classico, potremmo ritrovarci senza alcuna decifrazione sensata. E' un
discorso che potrebbe valere per la maggior parte delle conversioni, generalizzando, ma la
domanda è questa: Altered Beast è un classico per il riuscitissimo fattore conversione?
Lo sarebbe diventato senza una adeguata trasposizione domestica? Forse si, perchè il
periodo in cui uscì in sala era profondamente differente. Altered Beast non è tra i
migliori videogiochi prodotti dalla Sega, ma è forse un lampante esempio della sapienza
di una sotware house in grado di trasformare in oro qualsiasi cosa. Il
"classico" restava tale anche nella sua forma di coin op, istituzionalizzando un
periodo fortemente dipendente dalle produzioni da sala, e che delineava il mercato in
funzione della proliferazione tecnologica dei cassoni da bar. Sta di fatto che la utenza
"da bar" e quella domestica non fosse sempre la medesima, in quanto il
"vagabondo videoludico" non riusciva a identificarsi nella maniacale
osservazione, nella attesa della riscrittura domestica su di una console che non aveva. La
conversione nasceva per soddisfare l'utente che non reggeva i fumatori delle sale giochi e
la confusione dei luoghi pubblici. Quindi classico intramontabile perchè tutti potessero
giocarci, sia in luoghi affollati che domestici, e trarne i medesimi benefici strutturali
per giungere alla medesima, prevedibile conclusione: "malediz.. è tardi e non ho
ancora fatto i compiti".
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