ARROW FLASH

dahnacover2.jpg (28965 bytes)Sparatutto, naturalmente. Introdotto sul mercato nel 1990, Arrow Flash portava su Megadrive la trasformazione robotica di Macross - palesemente citato - e di tutta una concezione animata del sol levante fatta di ragazze in tenute spaziali sgargianti e cieli rosso porpora. Arrow Flash è il prototipo dello sparatore fantascientifico à la Aero Blasters, quello orizzontale con millemila livelli di parallasse e upgrade delle armi piuttosto radicale. Ma adesso non vi è solo il potenziamento del cannone, ma anche una metamorfosi in game della unità aerospaziale pilotata, che può in qualsiasi momento mutarsi in robot. Tutto molto bello e funzionale, in apparenza, se non fosse per il fatto che, sia in formazione robotica che in assetto da navicella, la tipologia di sparo si mantiene la medesima. Difatti gli unici benefici che potremo trarre dal neo-Gundam è una super arma nettamente più efficace, che ci trasforma per qualche secondo in un cumulo di luce in grado di spazzare via tutto e tutti. Dato il potenziale, Sega avrebbe potuto discernere più nettamente le due vie blastatorie presentate, ma non sarebbe neppure giusto intristirsi per così poco.

Nel 1990, nel periodo di estremo fervore del genere sparatutto in 2D, un titolo come Arrow Flash portava con sè tutto il classicismo arcade di un coin op. Eppure non si trattava di una conversione, bensì di un titolo appositamente progettato sul chipset del 16 bit per far si che si distinguesse, almeno in parte, dalla caterva di cloni di R-Type che il mercato degli arcade proponeva da anni. Il tentativo può ritenersi tutto sommato riuscito, per quanto le meccaniche e i processi ludici del genere shoot'em up non venissero traditi da chissà quali stravolgimenti. Non c'era il beam, questo si, ma per il resto giocando ad Arrow Flash si ritrovavano le sensazioni ludiche smanettatrici degli anni '80 lasciati dietro l'angolo. Un titolo interessante per giocabilità, comunque: in bilico tra la progressione narcisista di Daisenpuu e il rastrellamento satellitare di Thunder Cross, lo sparatutto Sega impone un crescendo bellico deciso e funzionale. Si esordisce con un fascio di sparo monodirezionale ma, già dal primo pod acquisito, si comincia a coprire una fascia di schermo importante. Le formazioni nemiche si lasciano distruggere con un minimo di impegno e, almeno fino al primo boss, sembra che il titolo voglia familiarizzare con il nostro sistema nervoso senza sfilacciarlo più di tanto. Le difficoltà reali arriveranno in seguito, ma non con la dissennatezza di chi vuole annichilire, ma con la ponderazione di chi vuole conciliare con il divertimento. Ecco spiegato il buon voto finale, nonostante alcuni limiti....

Ciò che impedisce ad Arrow Flash di primeggiare nel settore degli sparatutto è un level design approssimativo, che vede una certa ripetitività di successione delle astronavi nemiche, che attaccano a intermittenza ma con la medesima intensità. La ciclicità del processo di sparo è inoltre penalizzata dalla "non-congestione" dello schermo, svuotato troppo in fretta nei livelli di massima potenza di fuoco (fatto che spesso accade negli sparaspara, ma che qui costituisce la norma). Sparare verso "il nulla" non è esattamente il massimo, quindi, ma fortuna vuole che con l'avvento dei mostri di fine livello sia necessario adottare particolari tecniche di attacco, quali l'alternanza feroce tra robot e navicella, in modo da carpire i punti deboli del nemico e succedere solo dopo una fase di allenamento. Diciamo che la opera Sega denota un buon impegno nella fase di approccio al gioco, malleabile al massimo, ma denuncia al contempo approssimazione nel costruire una giocabilità coerente con il genere di videogioco proposto. Dal punto di vista tecnico, comunque, Arrow Flash non fa una grinza: colori pompati, eccellente disegno delle astronavi, buonissime animazioni, scrolling fluido, parallasse radicale, fondali a tratti veramente ispirati. In proposito la scena culmine del primo livello, in cui una base spaziale si conficca nel fondo marino lasciando visibile la parte posteriore, appartiene ormai alla storia dei videogiochi. Apprezzabile altresì il sonoro, soprattutto nella esternazione musicale tendente al techno-leggendario e nonostante un calo di ispirazione finale. E che altro aggiungere. Arrow Flash è uno sparatutto più che discreto, appassionante a tratti ma anche ridondante nella sua strutturazione organico-ludica, che avrebbe potuto essere meglio implementata nelle fasi interlocutorie di attesa del boss. Ma in verità abbiamo visto di peggio.

 

 

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PRO

Graficamente molto, molto buono

Discreta giocabilità

Buona realizzazione musicale

CONTRO

Level design migliorabile

                    
                          

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