ATOMIC RUNNER

atomic.JPG (63883 bytes)Tratto da un arcade della Data East del 1988 Atomic Runner fa parte di quegli adattamenti ottimizzati che modificano il codice sorgente. Per la cronaca il coin-op si intitolava Chelnov, nome che comunque resta proprietà del gioco in quanto affibiato ancora una volta al protagonista "nucleare" con tanto di casco bionico. Una grande conversione che, per chi scrive, migliora a tratti il gameplay dell'arcade grazie al ripensamento della pulsantiera, che adesso realizza una azione maggiormente manovrabile, pur stante nell'innovazione del sistema di controllo originale, che è complesso e versatile grazie al senso del ritmo che scandisce i tempi di un blocco di sprites che si mette a danzare. Atomic Runner è uno shoot'em up estremo con innesti platform canonizzati. Ci troviamo comunque difronte a un gioco multidirezionale, multiuso, multiparallattico e capace di innescare rinnovate idee di interazione a scorrimento.

Prima di intercedere nell'azione sarà d'obbligo prendere le misure con la (ri)sistemazione dei tasti, piuttosto intricata all'inizio ma facente parte di un progetto a lungo termine che ci renderà assoluti padroni dello schermo: Chelnov avrà la capacità di sparare in tutte le direzioni mentre salta, effettua capriole e sovrasta gli avversari saltandovi sopra. Sarà possibile voltarsi all'indietro per sparare contro i memici che sopraggiungono alle spalle, continuando a correre per necessità di moto persistendo nello scrolling perpetuo di uno shooter. Ne deriva una azione frenetica che non ammette tempi morti per velocità ansimante, per un dinamismo cui dovremo sottostare calcolando ogni singolo movimento e sfruttando gli sprite a mo di catapulta per affrontare lunghi salti oltre un baratro. Avremo a disposizione un vasto arsenale potenziabile sia in raggio di azione che in potenza, che acquisiremo raccogliendo specifici pod disposti su piani differenti. Stessa cosa per la potenza del salto, graduale sulla base degli oggetti che agguanteremo al volo: l'intero concept di gioco trova identità all'atto della manovra istintiva, in seno alla necessità di dover ragionare in funzione della controparte interattiva dei nemici.

Quello realizzato da Data East è un impasto grafico che sfrutta le maggiori potenzialità dell'hardware del Megadrive in fase di velocità dello scrolling e fluidità delle animazioni. Gli sfondi dispensano un dettaglio veramente buono e scrollano su diverse sezioni parallattiche giammai mostrando cali di frame. Encomi alle colorazioni, agli accostamenti assai convincenti e ai disegni dei mostri, nelle sezioni più avanzate. I programmatori offrono un programma di grande impatto visivo, che eccelle anche quando ci si sofferma al singolo pupazzo in movimento, ed ha carisma da vendere l'omino protagonista salvatore del mondo, con la sua bizzarra tenuta anti-atomica a realizzarlo come una specie di alieno disceso in terra. Apprezzabile allo stesso modo un comparto sonoro dalle musiche avvincenti, dagli effetti vivaci quanto basta a realizzare la detonazione degli spari in sedici bit. Avremo modo di apprezzare suoni assai frastagliati, con una altalena di stili che si adegua bene alle scenografie e che imprime efficace il futurismo sintetico riscrivendo i cliché del platformismo dei giocattoli Nintendo. La opera Data East resta fortemente innovatrice sulle meccaniche e sugli equilibri dello sparatutto, pur coniugando a esso gli aspetti tipicamente platform dell'action game in multiscorrimento. Quindi Atomic Runner può essere sul Megadrive il capolavoro che la software house aveva inseguito in sala, e anche con i ridimensionamenti grafici occorsi.

 

 

Atomic1.gif (14556 bytes)
Atomic10.gif (12543 bytes)
Atomic3.gif (17755 bytes)
Atomic8.gif (11991 bytes)
Atomic6.gif (26006 bytes)
Atomic11.gif (23371 bytes)
voto_pregevole.gif (1704 bytes)

PRO

Struttura di gioco innovatrice

Tecnicamente eccelso

Decisamente longevo

CONTRO

Nulla da segnalare

                   
                   

Home

Note di produzione