STREETS OF RAGE 3 (BARE KNUCKLE III)

thorcover2.jpg (28965 bytes)Ultimo stadio di evoluzione della saga a picchiaduro più radicale del periodo sedicibittiano, Bare Knuckle III (Streets Of Rage 3) produce sostanzialmente la medesima violenza bidimensionale dei suoi due predecessori. Anche la grafica non va a migliorare quanto offerto da Streets Of Rage 2, piuttosto diremmo che vi sia stata una naturale reimpostazione stilistica degli sfondi, con un sensibile ridimensionamento degli sprites che, adesso, appaiono leggermente più grossi. Streets Of Rage 3 resta tuttavia un titolo appassionante, piuttosto difficile da completare e quindi sintomaticamente longevo. Per quanto riteniamo che sul profilo della giocabilità pura il secondo capitolo resti insuperato, in questo terzo episodio vi è da rilevare la volontà di modificare in meglio alcuni stereotipi del beat'em up a scorrimento attraverso la parziale revisione del sistema di esecuzione mosse (adesso più numerose e gestite più fluidamente) e con l'inserimento di un numero maggiore di nemici affrontabili. La scuola Sega fa il resto, ma dobbiamo a malincuore ammettere che comincia a farsi sentire un po' di stanchezza.

I personaggi selezionabili sono quattro: Blaze Fielding, Skate Hunter, Axel Stone e Dr. Zan. Quindi vi è un unico lottatore inedito (Zan), dato che degli altri tre abbiamo già fatto conoscenza in passato. Il personaggio più bilanciato in assoluto resta Axel, che oltre a essere il belloccio della situazione mena le mani con violenza, sferrando calci e pugni di notevole potenza. E' anche vero che ogni sagoma può contare su attacchi speciali, mosse segrete, prese e mosse volanti che si compensano tra loro, concretizzando un sistema di controllo tri-tasto piuttosto semplice da assimilare. Interessante novità di questo terzo capitolo è la barra riservata alle mosse speciali: se in passato si attingeva alla spazzata tipica di Final Fight (a cui la serie della Sega si è sempre ispirata), ora per la attivazione della super bisognerà attendere il riempimento di una apposita barra energetica. Anche l'utilizzo delle armi ha, diciamo, usufruito di alcune modifiche finalizzate a rendere il gameplay leggermente più complesso, visto che sarà possibile realizzare delle combinazioni appositamente pensate per gli arnesi acquisibili. Il personaggio nuovo, Dr. Zan, si mette in luce per una impressionante forza fisica, dovuta per lo più alla sua natura bionica, ma non sovviene gran che gratificante da comandare, data la sua immane macchinosità e lentezza. Meglio Blaze (la nostra preferita), che oltre a presentare una quarta abbondante, possiede il set di calci più letale che mai si sia visto in titolo del genere.

Bare Knuckle III è prima di tutto pensato per non scontentare i fan. Malgrado alcune varianti sulle mosse, possiamo dire che in linea di massima ripresenti le medesime meccaniche del secondo episodio, che viene ripreso in blocco e appositamente ampliato; il numero maggiore di nemici che ci attaccano è sì un bene, ma in effetti tende a sbilanciare la difficoltà generale sulla cpu, che suprattutto nel single player frustra il gameplay con boss che ci prendono a calcioni a destra e puttane che, dalla parte opposta, ci azzannano come delle arpie. Eravamo alla fine di un lungo corso. Dopo i grandi picchiaduro a scorrimento firmati Technos e Capcom, Streets Of Rage 3 rappresentava il canto del cigno di una generazione di videogiochi e videogiocatori, di una ideologia arcade che cominciava ad accantonare la impostazione "side scrolling" à la Double Dragon, reinterpretandosi nel picchiaduro a incontri tridimensionale. In virtù di tale considerazione, siamo propensi ad apprezzare incondizionatamente la "arcaica" bidimensione degli sfondi, in alcuni momenti molto ispirati, in altri solo abbozzati. La realizzazione tecnica si mantiene comunque su buoni livelli considerate le animazioni, fluide e ottimamente rese, e il prezioso character design che disegna dei protagonisti assolutamente carismatici. Ottima la diversificazione dei nemici e dei boss in quasi tutte le circostanze, ma ciò che davvero impreziosisce la opera Sega è l'apporto di Yuzo Koshiro nell'ambito della realizzazione musicale. Per la terza volta il compositore giapponese dispensa una colonna sonora vagamente techno, che traduce sottoforma di distorsione timbrica il degrado urbano, la violenza, tutti i bassifondi teatro dei feroci scontri. Un picchiaduro solido, questo Bare Knuckle III, non esente da imprecisioni di forma strutturale, ma pur sempre crudo, violento e malfamato.

 

 

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PRO

Buona realizzazione tecnica

Rozzo e violento

Colonna sonora di altissimo livello

CONTRO

Meno divertente del predecessore

                
                        

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Note di produzione