BATTLE MANIA

battlemaniacover2.JPG (21014 bytes)Ho visto gente ipotecarsi casa e moglie per questo giochino giapponese. Ma giapponese forte, nello stile, nella concezione di gioco, nella caratterizzazione. Eppure Vic Tokai è anche riuscita a infondergli originalità, per un genere ludico - lo sparatutto - che sul Megadrive era sin troppo saturo. Battle Mania è uno shoot'em up direzionale. Contrariamente a quanto si possa intuire dalle immagini il titolo non consente il gioco in doppio, riservando la seconda sparatrice volante (quella con i capelli blu) a cannone satellite, che potremo comandare con il tasto C. Premendolo invertiremo la direzione di sparo, mentre il personaggio principale, quello da noi pilotato, resterà la bionda che appare in primo piano sulla cover. Prima di cominciare a sparare potremo sceglierci un pod di supporto, che coadiuverà l'armamentario base nell'upgrade durante il fuoco. Insomma i preliminari per il classico concentrato di distruzione che, di lì a breve, ricoprirà lo schermo rendendoci molto felici. Ciò che subito colpisce è la atmosfera strettamente nipponica degli ambienti, una mistura urbana multicolore che riesce a coinvolgere in modo crescente e senza stancare.

Battle Mania è uno sparatutto dai percorsi originali. Seppure ancorato al meccanicismo a scorrimento convenzionale, grazie alla duttilità del sistema di sparo potremo contrastare le forze nemiche in modo bidirezionale e con tempistica collaudata. La novità sta nel dover gestire la seconda ragazza volante simultaneamente alla fase di sparo primaria, così da affrontare due momenti di gioco ideali in una unica fascia ludica. Il succedersi dei nemici combacia con la precisione del sistema di controllo, dalla inerzia non troppo prounciata ma allo stesso modo puntuale. Si ha l'impressione di trovarsi dinnanzi a un tipico coin op, tanto che non ci saremmo sorpresi se il titolo fosse stato traslato da un originario arcade. Ma non è questo il caso perchè la saga dei Trouble Shooters (tempo dopo sarebbe uscito Battle Mania II) resterà una assoluta esclusiva Megadrive, ed è forse anche per questo che la valutazione dei due giochi è stimata su cifre piuttosto elevate. Tornando a noi, sul fronte longevità il titolo si comporta benissimo: forse perchè di continue non se ne parla neppure, non sarà facile completare tutti gli estesi livelli, nè sconfiggere i boss intermedi e finali. Ma il bilanciamento della difficoltà generale è settato su buonissimi livelli. Con una prima fase di gioco spesa nell'apprendere il sistema di controllo riusciremo, impegnandoci, ad affrontare il gioco consapevoli di poterlo terminare. Il senso di frustrazione è quasi del tutto bandito grazie alla sapiente A.I. di nemici e boss, moderatamente metodici nell'attaccare su entrabi i fronti offrendo spiragli di fuga.

Sulla realizzazione tecnica Vic Tokai non si è affatto risparmiata. Il titolo è una scalata immane verso il particolare grafico, anche il più insignificante, che alla fine esplode in sprazzi di alta classe. Semplicemente esemplare, in tal senso, il treno sullo sfondo del primo livello che, sontuoso, conferisce un senso di incredibile frenesia alla già dinamica atmosfera generale. Il  character design di tutti i boss, per quanto folle, si adegua al contesto offrendo personaggi bizzarri e al tempo stesso affascinanti. Così come affascinanti restano le protagoniste, alle quali il gioco deve gran parte della sua fama. Anche i fondali risultano particolarmente ispirati, con innumerevoli strati parallattici che scorrono senza rallentare minimamente l'azione: l'effetto prospettico del secondo livello, prodotto grazie all'ausilio di una ventina di playfield, non può vantarlo nemmeno Thunderforce IV, che in quanto a realizzazione grafica aveva ben pochi rivali. Spettacolare in egual modo la rappresentazione delle super armi (attivabili tramite il tasto B), che a seconda del power up raccolto esploderanno in devastanti effetti scenografici che ricoprono tutto lo schermo. E in tutto questo marasma le animazioni svolgono il ruolo compito offrendo diffusa fluidità, anche quando si tratta di gestire sprite giganti (vedi il mitico mostro robotizzato del primo livello). La colonna sonora propone musichette molto orecchiabili, sin dall'intrigante brano introduttivo, e così via discorrendo anche per gli effetti, che propongono ottimi campionamenti delle ragazze protagoniste. Insomma tutto parrebbe scritto per soddisfare le esigenze distruttive dei seguaci della scuola nipponica dello sparatutto, e difatti siamo convinti che Battle Mania sia ai vertici del genere, vuoi anche per le buone innovazioni sul sistema di controllo multidirezionale.

 

 

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PRO

Eccellente realizzazione grafica

Innovativa struttura bidirezionale

Giocabilità di alto livello

CONTRO

Assente la modalità 2 giocatori

                   
                        

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Note di produzione