BATTLE MANIA 2: Trouble Shooter Vintage

thorcover2.jpg (28965 bytes)Il primo Battle Mania ci era piaciuto perchè differiva dalla ordinarietà degli shooters di consumazione. Riferimenti arcade a parte, la creatura di Vic Tokai convinceva nell'essere spontanea e giovanile all'atto della assunzione di una postura biomeccanica bidirezionale. Per questo dal sequel era scontato attendersi il riproponimento delle tesi razionaliste a scorrimento giapponese, ergo orizzontale con intrusioni verticaliste, che monopolizzavano le sottoculture da strada del mediocultore appassionato. Inutile nascondersi: Battle Mania 2 andava spedito verso lo scopo di raddrizzare la zona più mite dell'apparato riproduttore maschile. E non solo per via delle gnocche. Il nuovo Battle Mania si inserisce giusttappunto nell'ottica del design sopprimente, dei colori che non puoi reprimere e che prima o dopo si prendono tutto. Battle Mania 2 esplode nel tipico positivismo di tradizione. Possibilmente si è sempre avuto a che fare con gli spari artificiali dispensati dalla opera di Vic Tokai, ma ci si succhia il pollice ancora, per dipendenza, quando vi è da creare il processo virtuale dell'annientamento del mondo.

La azione laterale, come in Battle Mania, si sviluppa su due fronti, con la nostra partner che direziona a comando (tasto C) per offrire il supporto bellico secondario; il nemico computerizzato occupa il video seguendo una linea di attacco prevedibilmente raddoppiata in affluenza, sebbene il gameplay si mantenga su di una traccia ludocentrista. Gli sviluppatori sembrano impegnarsi a proporre un sottotipo di sparo che rispetti tanto la filosofia del button smashing quanto la necessità di occupazione degli spazi, riuscendo a conciliare le due fasi dell'intrattenimento senza incorrere nella ripetizione. Si spara, ma si agisce anche per intuito negli scontri con i guardiani, che dovranno essere abbattuti in risposta a un processo deduttivo elementare. Il grado di ostilità è meno elevato di quanto ci si potesse attendere da uno shoot'em up nipponico, ma comunque più elevato rispetto all'episodio precedente. Non essendovi traccia di checkpoint, una volta morti si dovrà ricominciare dall'inizio del livello affrontato, e non sempre la abbondanza di power up potrà risolvere la frustrazione accumulata durante lo sparo. Se non altro ci sono i continue. Riguardo i potenziamenti ricorre la via satellitare a formazione, che protegge lateralmente e che attacca con efficacia a linea d'orizzonte. Soprattutto nei livelli avanzati si renderà opportuno non perdere gli upgrade acquisiti, la cui assenza si fa parecchio sentire durante gli scontri con i boss (finali e intermedi).

Battle Mania 2 si rivela un seguito assai appagante. Malgrado il percorso volante che grossomodo riflette il primo episodio nel level design, le due supergirls continuano ad esercitare una notevole fascinazione su chi gioca, contribuendo pesantemente alla longevità finale. L'inferfaccia amichevole rafforza la atmosfera da anime, riconoscibile dall'inizio, e nondimeno il lavoro di caratterizzazione eleva lo sparatutto su valori artistici importanti. Stilisticamente ci si lascia asservire a questa baraonda di super colori e sagome ora robotiche, ora spettrali, ora mitologiche. E gli elementi che determinano questo arazzo di pixel e strati parallattici, pur allineati alla macchina del mercato di allora, offrono in ogni caso una concreta dimostrazione di talento visionario. Dal "piccolo" Megadrive viene estratta una palette di almeno sessantaquattro colori, da applicare a fondali estremamente dettagliati e in full animation, nel mentre enormi strutture attraversano il video senza denunciare perdite di fotogrammi. Impressionante. Effetti e musiche si mantengono su buoni livelli, seppure ci sembra di ricordare una colonna sonora meglio implementata nell'episodio primo. Ma non significa che il soundtrack di Battle Mania 2 sia da sottostimare, anzi le pulsazioni vibranti e melodiche del secondo livello bastano a promuoverne la validità. E insomma il giochino di Vic Tokai non è così giochino come la appartenenza al genere farebbe supporre. A parte la ottima giocabilità e la realizzazione tecnica superiore agli standard, ciò che rende Battle Mania 2 un titolo di culto è la messa in scena, la manodopera dei personaggi e delle sensazioni, la messa in opera di un ideale fantasioso con cui potersi straniare dal mondo per quella ora piena. Ad avventura ultimata, ci si alza dalla sedia col sorriso stampato.

 

 

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PRO

Colorato, divertente e fantasioso

Riuscite caratterizzazioni

      

CONTRO

Piuttosto simile al primo episodio

           

                 

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Note di produzione