CRYING: Bio Hazard Battle

dahnacover2.jpg (28965 bytes)Sparatutto oscuro. Rilasciato da Sega in pieno '92, codesto Crying sanciva l'abbandono delle atmosfere fantascientifiche stereotipate di Arrow Flash e Whip Rush attraverso tematiche più adulte, se così vogliamo dire. La mutazione genenica ha dato vita a quattro astronavi "mutanti" esteriormente simili a dei cetacei, in un mondo ormai colonizzato da terribili creature "insettiche". Esse sono la unica speranza di sopravvivenza del genere umano, e guardacaso saremo noi a pilotarle. Sparatutto oscuro. Dalla musica introduttiva si capisce che Sega ha realizzato qualcoso di stilisticamente divergente, di eccentrico. Il brano riporta alla mente la inquietudine soprannaturale di Agony, ma anche durante il gioco vi è quella vibrazione horror appartenuta un tempo al titolo Psygnosis. Crying è uno sparatutto raffinato, estremamente difficile, estremamente visionario. L'immane disegno dei viscidissimi guardiani di fine livello tende a spaventare, e la colonna sonora tutta ci mette del suo nel rendere quanto più cupe le assonanze ambientali. Il mondo di Crying è desolato, squamoso. La visione del suo persistere diviene eccentrica, ipnotica anche.

La schermata che precede il gioco ci consente di scegliere la "creatura" a noi più consona, ma le uniche differenze che troverete dall'una all'altra ricadono nel colpo a ricarica. Come R-Type, codesti pseudo-meccanismi possono effettuare un beam piuttosto potente che libera lo schermo della maggior parte dei nemici situati in linea di sparo, e ognuno lo "libera" in maniera diversa. Ma la caratteristica meglio implementata in Crying risiede nel sistema di armamento graduale multipod. In base al colore di queste sfere fluttuanti, e una volta acquisite, otterremo una arma corrispondente che potrà essre potenziata più e più volte e direzionanta con un sistema di puntamento rotatorio libero. Quindi se proseguiremo in avanti, il pod di supporto si porterà alle nostre spalle e viceversa; un sistema che copre lo schermo in modo multidirezionale ma che nasconde delle notevoli insidie. Accadrà spesso che, nel tentativo di puntare lo sparo in una determinata zona, non ci si avveda dei proiettili - lanciati in profusione - che ci giungono frontalmente e che quindi si perda una vita "senza accorgersene". Il livello di difficoltà è elevatissimo. Malgrado sia presente un buon approvigionamento di crediti, molto spesso non basteranno per sopperire alla bastardaggine intrinseca del gioco, che una volta perse le tre vite di base ci fa ripartire dall'inizio del livello. Indubbiamente ciò è una assicurazione sulla longevità, ma non sappiamo quanto il giocatore sia disposto a reggerne lo stato di frustrazione.

Crying è uno sparatutto estremamente frenetico. Lo schermo è costantemente invaso da creature di ogni foggia e proiettili in quantità smisurata, e non fosse per i leggeri rallentamenti (mai così utili) si perderebbe una vita ogni cinque secondi. Il capolavoro di Sega sta nell'avere istituito un processo di "tensione emotiva" palpabile nell'immediato, in modo che il giocatore si senta costantemente in pericolo e cominci ad avvertire il latente "terrore di perdere una vita". La dipartita avviene quando meno te lo aspetti. Elimini uno sciame di api muntanti e, senza che vi sia il tempo di respirare, supraggiunge un cannone teleguidato su binari che ci punta con precisione irritante. Questo mentre il fondale si prodiga in evoluzioni parallattiche eccezionali, animandosi con assoluta maestria e mostrando le peggiori schifezze bio-tecnologiche di un ambiente ormai dominato dal male. Lo stile grafico perpetrato sfiora il grottesco ma produce, al contempo, una amalgamazione emotiva che induca il giocatore a persistere nell'orrore per "ancora una partita". Aiuta in tal senso la basilare opzione per due giocatori simultanei, quasi sempre preclusa agli sparatutto per Megadrive, che in questo caso aiuta a rendere meno insostenibili alcuni passaggi "insostenibili". Crying è un gioco cazzuto. La estrema difficoltà è indubbia, ma volete mettere la soddisfazione di abbattere quel maledetto mostraccio dopo ore e ore di allentamento? Il risultato paga, perchè vi sarà sempre qualcosa per cui stupirsi, nei livelli successivi: qualche creatura dall'aspetto raccapricciante, qualche sfondo dal dettaglio incredibile, musiche stupefacenti, visioni e visioni di mondi contaminati da un profondo orrore biologico. La maestosa caratterizzazione grafica del titolo Sega non si pone in contrasto con la sua assoluta difficoltà: ne è modello integrante, per una opera che si autodetermina così com'è. 

 

 

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PRO

Grafica schifosamente bella

Colonna sonora horror di grande

efficacia

CONTRO

Livello di difficoltà molto alto

                  
                          

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