GALAXY FORCE II

dahnacover2.jpg (28965 bytes)Il coin op di Galaxy Force II  era una cosa mostruosa. Millemila sprites vettoriali à la After Burner realizzavano uno sparatutto "tridimensionale" di altissima complessità grafica. Questo vuol dire che la conversione per Megadrive era proibitiva a monte, e che Sega sarebbe dovuta scendere a seri compromessi per fare "entrare" l'arcade nella piccola cartuccia del sedici bit. Drastici compromessi. E' forse a causa del compito improbo che la software house nipponica decise di scaricare la conversione sulle spalle di CRI, in modo da evitarsi l'onere di un probabilissimo fallimento. A traslazione ultimata possiamo comunque dire che CRI avesse dato fondo alle proprie capacità tecniche, tanto che sulle prime la essenza del titolo originale rimaneva intatta. Certo, velocità e fluidità, con relativa confusione di sprites, non potevano dirsi paragonabili, ma le sensazioni di gioco riportavano effettivamente alla frenesia blastatrice del cabinato idraulico. Questo prima che sopravvenissero i tunnel, in ogni caso. Perchè una volta all'interno delle gallerie la grafica diviene quella del Vic 20 (e non pensiamo di esagerare). Ma era una fatto abbastanza inevitabile.....

Galaxy Force II per Megadrive è un titolo medio, ma non necessariamente mediocre. La giocabilità c'è: piloti questa navicella spaziale che risponde immediatamente ai comandi, virando e lanciando razzi in profusione. Vi sarà la possibilità di accelerare e decelerare (tasti A e C), mentre la centratura dei nemici accade con un lock-on automatico multibersaglio. Ma non sarà affatto semplice avere la meglio sulle ostilità della cpu: oltre a dovere districarsi tra i vari missili a ricerca e astronavi kamikaze, un livello di energia in costante decremento costringerà l'utente a delle ricariche "volanti", approntate da alcuni cargo di supporto. Il coefficiente energetico è sensibile anche agli attacchi nemici, naturalmente, sicchè a ogni urto vi sia una ulteriore velocizzazione del countdown. Non è decisamente un titolo per dilettanti questo Galaxy Force II. Ma anche se a tratti si ha la sensazione di essere in balia di una forza ostile invalicabile, con il progredire scopriremo come la fruibilità del titolo sia direttamente proporzionale allo stato di apprendimento che saremo disposti ad assecondare. Lo sparatutto Sega offre alcuni momenti di grande spettacolarità ludica, di estrema devastazione, ed è qui che si ottiene il massimo dalle meccaniche di sparo. CRI riesce nell'intento di restituire la verve della sala giochi grazie alla immediatezza con cui il mezzo volante si lascia pilotare. Ma le zone d'ombra tipiche dello sparatore vettoriale non tardano a manifestarsi.....

La dispersione dovuta alla area di sparo non delimitata porta il giocatore su di uno stato di opprimente confusione ottica. Perchè, contrariamente a quanto accadeva nella saga di After Burner, in Galaxy Force II la velocità non è tale da coprire lo scarto ottico perimetrale e concentrare lo sparo sul nemico, in quanto anche in accelerazione il senso della distanza del nostro mezzo rispetto ai nemici o alle stutture di sfondo risulta "visibile" e prevedibile. La botta di grazia arriva, comunque, nelle zone cavernose. Squadrate e povere di sprites, dette gallerie finiscono non solo per risultare inguardabili, ma anche ingestibili, dato lo spazio limitato in cui ci si troverà a muoversi. Se poi consideriamo che buona parte del gioco è ambientata proprio all'interno dei tunnel, non si può che storcere il naso, vista anche la discrepanza grafica e ludica con le aree all'aperto. Non sappiamo se si potesse davvero ovviare a tale lacuna tecnica (non dimentichiamoci che l'arcade girava su di un hardware multiprocessore customizzato), ma se davvero Sega avesse avuto intenzione di rendere giustizia al titolo originale non ne avrebbe scaricato la conversione su CRI, e avrebbe magari inserito, all'interno della cartuccia, un chip supplementare (cosa che avvenne con Virtua Racing). Purtroppo la scarnificazione attuata dai programmatori è evidente: in molte occasioni di incrocio di sprites si ravvisano dei pesanti flikerii, mentre il decremento degli elementi su video (animati e non) si può quantificare approssimativamente con un 40% in difetto. Riguardo la realizzazione sonora abbiamo apprezzato le musiche, piuttosto orecchiabili, ma non siamo riusciti a sostenere gli orrendi campionamenti vocali, inseriti "a forza" all'interno di una cartuccia già agonizzante per l'esiguo spazio mnemonico rimasto. Un gioco apprezzabile, questo Galaxy Force, solo se non si è giocato il coin op originale. 

 

 

galaxy1.png (26704 bytes)
galaxy2.PNG (99689 bytes)
galaxy3.PNG (106528 bytes)
galaxy4.PNG (106859 bytes)
galaxy5.PNG (85800 bytes)
galaxy6.PNG (79776 bytes)
galaxy7.PNG (82966 bytes)
voto_insulso.gif (1451 bytes)

PRO

Buona manovrabilità del mezzo

Discreta riproduzione grafica delle

zone "aperte"...

CONTRO

Oggettivamente lontano anni luce

dalla spettacolarità del coin op

                           

Home

Note di produzione