GRANADA

granadacover.JPG (63371 bytes)Il bellissimo Arcus Odissey ci immergeva in un fantastico mondo popolato da elfi, stregoni e cavalieri; il bellissimo Granada, ivi recensito, visualizza un mondo sull'orlo della completa distruzione atomica, in un contesto futuristico profondamente violento e generalmente furioso. Due giochi dissimili tra loro, ma immersi in una consapevolezza arcade inattaccabile e portatrice di un nome: il Wolf Team. E risulta interessante apprenderne l'eclettismo evidenziando gli stereotipi grafici e strutturali di una scuola di pensiero squisitamente progressista. Il Wolf Team costruiva difatti le sue opere videoludiche sul rigore di una sapiente retorica, delineandone la decisa meccanica degli ambienti. In Granada lo si avverte, coerentemente, nella paradossale indifferenza con cui il giocatore comincia a interagire, assaporando allo stesso tempo una essenza ludica dagli istinti primordiali. La parola chiave è "semplicità d'uso", con inevitabile eslposione del monitor e azione continua.

Una azione serrata e sin troppo elementare, per quanto non si riscontrino in alcun modo situazioni di monotonia: la sorprendente giocabilità, eterogenea, appare mascherata da uno schema di gioco essenziale, che si trasforma e muta di consistenza in maniera continuativa. Così se al principio Granada è "uno sparatutto come un altro", dopo mezz'ora di gioco , e superato il primo livello, comincia a divenire "interessante". Granada offre qualcosa, in proposito, a cui prestare fede per un buon periodo esistenziale, così da impegnare l'utente anche per tre settimane di fila. A meno che, ovviamente, lo stesso non appartenga alla categoria del videogiocatore occasionale, generalmente indisposto nei confronti di una prolungata interazione. Perchè Granada saprà catalizzare un raffronto giocatore/joypad decisamente indispensabile, ancorchè si riscontri una manovrabilità a tratti rivoluzionaria, con annesso sistema di bloccaggio direzionale che permette situazioni di sparo a trecentosessanta gradi. Difficile a spiegarsi, ma il nostro carro armato potrà davvero distruggere in qualsiasi direzione con massima precisione, e con tanto di super razzo che manda in frantumi, con un sol colpo, la maggior parte dei meccanismi bellici fissi.

Da non sottovalutare anche la velocità generale del gioco, che non consente alcun tempo morto e decide una rigorosa messa a fuoco di ogni obiettivo. Granada possiede la non trascurabile qualità di indottrinare il giocatore con un livello di difficoltà romboidale, che parte da una sfida ludica elementare per poi progredire verso la frenesia assoluta e assestarsi verso la fine, quando ormai avremo appreso come muoverci pur nella confusione estrema degli ultimi livelli. Wolf Team, tra le migliori software house attive sul Megadrive, sapeva esattamente cosa cercasse il videogiocatore/utente del sedici bit, e sapeva ancora meglio come bilanciare la difficoltà secondo la misurazione della A.I. dei nemici e dei mostri grandi tutto lo schermo. In sala giochi Granada avrebbe fatto la sua bella figura, e non è solo per una mera questione scenografica, ma soprattutto per la sua rudimentale immediatezza. La rappresentazione estetica del "tutto" ricorda, in proposito, un certo Thunderforce II e in modo piuttosto marcato. Se quindi già conoscete lo sparatutto Technosoft (presente nella collection Thunderforce Gold Pack Vol. 1) non dovreste trovare difficoltà nel riconoscere in Granada la stessa impostazione di sparo, visualizzata dall'alto e con scrolling performabile. Siamo comunque su livelli tecnici ben superiori a Thunderforce II, sia in termini di colorazione che dal punto di vista dello scrolling, che in Granada si avvale di un prezioso parallasse (spettacolare quello del secondo livello) e di costruzioni bidimensionali molto complesse. Se poi consideriamo un sonoro ben caratterizzato, con esplosioni massicce e musiche, per quanto mai trascendenti, ottimamente immerse nella apocalisse degli sfondi, concludiamo definendo Granada un giochino da avere. La via che porta alla distruzione si chiama Wolf Team, senza censure e con discreta vocazione alle demolizioni multiple. Ah, cercate l'originale rovistando su qualche megastore on line, su ebay in antichi depositi di merce invenduta, in modo da usufruire senza limitazioni (leggi imperfezioni del sonoro nelle rom attualmente in circolazione) di un videogioco tuttora valido, e decisamente atipico anche all'epoca.

 

 

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PRO

Primordiale

Rudimentale

Frenesia magnetica

CONTRO

Nulla da segnalare

                  
                        

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Note di produzione