| MONSTER
WORLD IV Asha, questo il nome della donzella, sente delle voci. Guaiti disperati che reclamano aiuto e che conducono sul territorio del mistero. E qui entriamo in gioco Noi, con questa avventura che si estende, inizialmente, all'interno del villaggio. I movimenti effettuabili risultano semplici e intuitivi: Asha è in grado di correre, saltare, attaccare e difendersi (premendo la croce direzionale verso il basso). Si potrà confabulare con le genti per carpir loro l'indizio, l'informazione, e malgrado la barriera linguistica non verrà difficile intuire come e dove muoversi in ricerca di luoghi, di oggetti. L'intento ultimo volgerà allo sbloccaggio di una serie di "porte magiche" che condurranno a mondi altri, tutti piuttosto estesi e disegnati in modo da soddisfare le esigenze delle utenze reclamanti colore. Calore. La risoluzione degli enigmi assume un ruolo importante ma non centrale, visto che la struttura di avanzamento si orienta comunque in direzione dell'action rpg elementare, privo di fornzoli, ricolmo di una costante attività manuale. L'introduzione dell'amico gommoso blu largisce a Monster World IV discrete opzioni strategiche in merito al discorso della variabilità sul tema del gioco dove ci sono i dislivelli, e difatti la persistenza dello stesso non è accessoria, ma oseremmo dire necessaria, coadiuvante di una manovrabilità anche costruita sull'oggetto esterno, la anomalia. Si tratta indubbiamente di una produzione di spessore. Sega ha fatto sì che il carisma di Wonderboy venisse ancora percepito portante in Monster World IV, il quale altresì innalza la saga oltre il mero disimpegno. Viene a galla la questione della immediatezza, della esplorazione, della semplicità di un concept che malgrado gli anni trascorsi non risente in alcun modo dell'obsolescenza. Nonostante la linearità dell'azione, sarà inopportuno abbandonare il titolo prima di averne ingollati i pixel e aver quindi scovati tutti i mondi esplorabili e sconfitti i rispettivi boss. L'impresa è ardita. Grazie a un livello di difficoltà non di certo accomodante, che per essere normalizzato reclamerà il tempo di chi destreggia, si otterrà il beneficio del level design posto in estensione, generalmente ricco di sfida (e di sfide) per rendere lo status ludico superiore alle meccaniche del platform d'uso e consumo. Tecniche grafiche eccedenti: l'ambientazione può avvalersi di un costrutto di scenografie ricche, cromatiche, fantasiose, ricolme di caratterizzazioni e animazioni. Perviene opportuno il parallasse a crear profondità e accrescere ancora il dettaglio. Particolarmente riusciti risultano lo sprite principale e Papalog, per non contare i boss di fine livello che da soli valgono l'interazione. Musicalmente si è, ancora una volta, sul romantico Westone, che vuole i suoni di sottofondo generalmente gradevoli, segno distintivo d'alta scuola strumentale. Essenzialmente Monster World IV è gran silicio. Ogni singolo tassello di gioco va al suo posto e si plasma al contesto, realizzando quel tipo di sostanza bidimensionale che Noi si è soliti accostare al divertimento. Per qualche strana ragione Sega non ha ancora preso in considerazione, se non un seguito, un possibile remake della sua opera per le nuove console. Non sarebbe una idea da scartare, giacché Noi si è persuasi del fatto che Monster World IV sia un gioco di struttura non imitabile, che nondimeno può realizzarsi al di là del distretto dei sedici bit.
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PRO |
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Gameplay in granito |
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Grafiche importanti |
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Colonna sonora di gran fascino |
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CONTRO |
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Lineare, forse... |
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