| MICHAEL
JACKSON'S MOONWALKER Un titolo dannatamente
obliquo. Sarà per via dello sprite di Jacko che si prodiga in tutta una serie di mosse
assurde ma sempre con stile ed eleganza. Sarà per le fedelissime versioni strumentali dei
suoi successi che rendono lazione coreografica, quasi una sorta di balletto
infinito. Sarà per il concetto di gioco, a detta dei titoli di coda ideato da Michael in
persona. E noi infatti ci crediamo. Solo lui potrebbe immaginare un videogame in cui si
stendono i nemici a colpi di danza per salvare dei bambini innocenti, cosa che in tempi
non sospetti veniva considerata piuttosto nobile. Per non parlare del suo amore sviscerato
per animaletti et similia: quando meno te lo aspetti ecco che salta fuori uno scimpanzé
vestito come un nano da circo, pronto ad indicarti la strada verso lo scontro con il boss.
A conti fatti, Moonwalker è estremamente semplice. Uno Shinobi
taroccato, se vogliamo, in cui una volta scovate tutte le bimbe da liberare giungeremo a
uninevitabile resa dei conti. E poi via, verso i livelli successivi. Che poi mica
son tanti, ma ben ragionati nel game design.
Michael possiede una speciale polverina magica (so a cosa
state pensando) in grado di respingere i nemici, e la può dispensare tramite il tasto B
in varie direzioni. Tenendo premuto il tasto A invece, Michael comincia a piroettare su
sè stesso. E allora sono cazzi acidi. Non solo diviene invulnerabile, ma una volta
rilasciato il tasto lancerà il suo cappello falciando a vista ogni malcapitato. Ma il
bello arriva pigiando il tasto il più lungo possibile. La musica si ferma, le luci
calano, ed ogni essere presente sullo schermo - uomo o animale che sia - si metterà in
riga. La musica riparte, più ritmata che mai. I nemici sono costretti ad imitare ogni
movenza di Jackson, consci che ogni passo di danza rappresenta un passo verso la morte. Il
prezzo da pagare per tutte queste belle mossettine è una parte di energia vitale, che
arriva fino al cinquanta per cento in caso di ballo. Il brutto è che quando la barra
diventerà rossa non potremo più sparare la famosa polverina ma semplicemente tirare
calci e cazzotti con un fisico al limite dellanoressia. Fortunatamente Michael
recupera vitalità ad ogni bimba ritrovata (non voglio sapere a cosa state pensando).
Da un punto di vista estetico siamo su livelli più che
decenti, a tratti iconografici. Lentrata in scena di Michael nel primo livello è
semplicemente da antologia (il lancio della monetina nel juke-box), e inoltre
sono presenti ironiche trovate come le camminate sul pianoforte, le groupies che baciano
Jackson in bocca per fermarlo manco fossero dei cloni di Lisa Marie Presley nonché,
ovviamente, il moonwalk. I video leggendari del re del pop prendono vita in forma digitale
sul fido Megadrive: zombie zompanti, gangsters in smoking, metallari in cerca di rogne. Il
tutto fa molto palco decadente, ma il risultato non delude. E allepoca fece
scalpore. Anche perché sul fronte sonoro abbiamo Smooth Criminal, Bad, Another Part of
Me, Beat It, Billie Jean e delle digitalizzazioni niente male degli urletti di Michael.
Una su tutte? Whos bad
!? . Terminare il gioco non è certo una
grande impresa, anche se vi sarebbe da dire che nella fase finale ci sono un paio di
varianti sul gameplay, in cui Jackson subisce una metamorfosi meccanica che ha del
perturbante, sebbene il risultato sia decisamente migliore del suo aspetto attuale. Ah
già, esisterebbe anche un two-player mode alternato, onestamente inutile se non fosse per
la possibilità di far indossare al re del pop un completino rosso fuoco (no, non quello
che state pensando). Moonwalker va ricordato soprattutto per due motivi: perché è uno di
quei titoli che in USA fece vendere il Megadrive prima del debutto del famigerato
porcospino blu di Yuji Naka, ed inoltre è ormai lunico modo che ci è rimasto per
far ballare Michael Jackson.
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