OUTRUN

outruncover.JPG (49216 bytes)La tecnologia utilizzata per il coin op di Outrun era talmente avanzata da non permettere trasposizioni fedeli, almeno fino all’arrivo delle console a 32 bit. Il cabinato montava due MC68000, con un chip grafico adibito esclusivamente agli sprite hardware con facoltà di zoom; nell’86 quello di outrun era l’hardware da sala più potente in circolazione, anni avanti a tutti i restanti coin op. Premessa importante per stabilire dapprima l’improponibilità del capolavoro Sega su di un qualsiasi sistema a 16 bit. L’Amiga e il Megadrive montavano ad esempio un solo MC68000, senza Zoom e con limitate facoltà di sprite hardware, ma fu comunque sul Megadrive che apparve la più fedele conversione di Outrun. Era abbastanza lontana dai fasti grafici dell’originale, ma riusciva a riprodurre in buona parte la sua giocabilità e a non stravolgere troppo il sontuoso impianto grafico. Outrun Megadrive è una conversione autorevole giunta in un periodo in cui gli arcade perfect potevano verificarsi unicamente nel settore degli sparatutto, sicchè cercheremo di considerare, in fase di test, le attenuanti del divario tecnologico insormontabile.

I fondali erano buoni, sebbene impoveriti in dettaglio di un buon 40%, e la sensazione di velocità assumeva proporzioni soddisfacenti; il vero problema stava nel numero di vetture presenti lungo i tracciati, notevolmente inferiore e penalizzato da uno zooming latitante. In compenso il sonoro era davvero molto simile al cabinato, e l’atmosfera "globale" era tale e quale al coin op. Insomma vedere la ferrari del caso dettagliata quanto l’arcade, animata in modo analogo, mentre la strada sfrecciava veloce e le musiche "girare" convincenti non era cosa da poco, anche considerando l’orribile adattamento per Amiga. All’epoca possedere un Megadrive significava possedere una copia di Outrun, il che lascia intendere il buonissimo lavoro svolto da Sega, che davvero non avrebbe potuto pretendere di più dall’hardware della sua console. I livelli c’erano tutti (15 in totale), e la longevità non ne risentiva particolarmente anche per via della velocità diminuita (macchina più lenta = percorsi più lunghi). La mancanza di un volante si fa comunque sentire sul fronte della manovrabilità, ma resta una limitazione comune a tutti giochi di guida del periodo.

Dal punto di vista sonoro, come già accennato, Sega svolse un discreto lavoro di adattamento musicale, restando fedele alla superba colonna sonora dell'arcade; Magical Sound Shower, pur in una limitata "conversione sintetica" si lasciava ascoltare senza eccessive perdite di tono. Outrun Megadrive si adagiava al di sopra degli standard delle conversioni corsistiche del periodo, risultando una spanna sopra le produzioni originali e adattando le buone potenzialità del Megadrive a quello che era, di fatto, il più sofisticato arcade automobilistico mai prodotto. Il problema sorge se cominciamo a fare un serio raffronto del porting con l'arcade perfect disponibile per Saturn, confronto impietoso che penalizza sin troppo il comunque ottimo adattamento per il 16 bit Sega. Mettiamola così: nel '91 non era possibile trovare un corsistico arcade per piattaforme domestiche che superasse Outrun Megadrive. Le restrizioni del caso possiamo rilevarle solo oggi, con l'emulazione e tutto il resto, e sarebbe semplicistico penalizzare la opera Sega a posteriori. Se possedete ancora un Megadrive, o se avete intenzione di di acquistarne uno sul mercato dell'usato, è a ogni modo ancora consigliata l’interazione con suddetta traduzione, perché tutt'ora divertente e, malgrado i limiti, specchio della grande professionalità del reparto sviluppo di Sega of Japan.

 

 

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PRO

Molto divertente

Buona conversione grafica

                       

CONTRO

Lontano dai fasti arcade

                         
                        

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