| PUYO PUYO Se il punto di partenza è Tetris
bisogna trovare il modo di variare sul tema. E non è facile perchè la meccanica a
incastro abbisogna di un coefficiente ludico perfetto, dalla difficoltà calibrata e
crescente. Ecco, il punto di partenza di Puyo Puyo era il Tetris,
ma variava. E molto. Perchè non vi erano i mattoncini bensì delle gelatine sceme, e non
vi era quella schematicità che portava, alle volte, ad annoiarsi. In Puyo Puyo il
divertimento regna supremo grazie a una formula di gioco intelligente, quasi interamente
basata sulle diversioni ma con una cura per l'aspetto grafico inusuale per un puzzle
game. Se poi cominciamo a giocare contro un amico si corre il rischio di giocare per
intere giornate perdendo la cognizione temporale. E' così. Come in Puzzle Bobble il
carisma della ossatura ludica prevarrà sulla ragione. Vi divertirete abbandonando casa,
cane, famiglia. Vivrete per accoppiare gelatine sceme con gli occhi che esplodono e
rimbalzano, che costruiscono il mosaico cromatico di uno schema impeccabile.
Tutto sta nel metodo. Con Puyo Puyo dovremo imparare a
perdere. Solo così scopriremo che per giungere al successo sarà indispensabile la
rapidità di pensiero. Perchè riuscire a comporre quattro gelatine dello stesso colore,
magari prima del nostro avversario, si tradurrà in un sostanziale vantaggio. E con più
di una diversione vedremo recapitare sul malcapitato opponente una autentica valanga di
materiale estraneo, che ostacolerà in modo decisivo il suo percorso. Presente sempre e
comunque quel fattore casualità, comune a quasi tutti i giochi di questo tipo, che rende
gli scontri a tratti imprevedibili e regolati da una buona dose di fortuna. Ma questo non
significa che per vincere non sia necessaria quella dose di cervellotico ragionamento
volta alla acquisizione di leggi dinamiche aleatorie ma esistenti. A venirci in aiuto vi
sarà la "antemprima" delle due gelatine successive e comparire in alto sullo
schermo, in modo da consetirci una rapida preparazione delle mosse. Tramite il pulsante di
fuoco potremo disporre in modo rotatorio la coppia di gelatinoidi beoti, ma questo prima
che tocchino il suolo, perchè una volta giunti alla base comincerà automaticamente la
fase successiva. E da tutto ciò ricaveremo un divertimento che faticherà a dileguarsi,
restando tale fino alla fine di tutti i livelli e persistendo nel two player mode.
Il gioco della Compile ha la genialità di intersecare alla
sua struttura un design semplicemente clamoroso, che nella sua stramba
semplicità riesce a coinvolgere in modo assoluto. Il tratto manga è prevalente, si
insinua ed è parte del gioco. E tutti i protagonisti, ivi compreso lo scheletro del tutorial,
non faranno che esaudire un mosaico di caratterizzazioni peculiari. Parte da quì una
tecnica grafica semplicistica ma al contempo di altissimo livello, perchè creare un
qualcosa che si presenti rotondo senza sfociare nel patetico non è arte di molti. Nella
sua rotondità infantile Puyo Puyo propone animazioni azzeccate, colorazioni vive,
situazioni grafiche paradossali e generalmente fantasiose. Il sonoro si mantiene efficace
in tutte le musichette e nella media del genere negli effetti. Ma ha il grandissimo pregio
di combaciare con la atmosfera stravagante che i disegnatori hanno donato alla estetica
generale, suonando temi rotondeggianti e discretamente demenziali. Ora non ci resta che
decretare, per questo gioco scemo, tutta la nostra approvazione di videogiocatori a cui
piace il divertimento meccanico, quello nato nella semplicità e regolato dall'istinto.
Puyo Puyo è classe del divertimento, un esempio originalissimo di come un videogioco
possa trasformarsi nel veicolo principale di una idea destabilizzante. Lo adorerete
perchè succhierà la vostra nascosta attitudine verso l'innocenza, primordiale, del
gioco. Diverrete vittime consenzienti di una diffusa scemenza ludica.
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