| SHINING
FORCE II A un solo anno di
distanza dall'uscita di Shining Force, Sonic Team decide di lanciare il secondo
capitolo della serie.
Era comprensibile aspettarsi soltanto qualche ritocco tecnico, invece le innovazioni
presenti in questo episodio sono tante e tali da mettere in imbarazzo anche i più recenti
RPG tattici. Quindi fu rimpolpato non solo il comparto estetico, grazie a una bella
iniezione di colore e di sprites brillantemente disegnati, ma anche l'aspetto ludico;
rispetto al suo predecessore, l'assenza di capitoli e la libertà di movimento ampliata
anche alla mappa del mondo aggiungono incredibilmente una nuova dimensione. Questa
peculiare caratteristica della serie rimane addirittura oggi unica nel genere degli RPG
strategici, in cui le ambientazioni non inerenti alle battaglie sono spesso rappresentate
semplicemente da statiche schermate. Invece qui si ha finalmente l'illusione di spostarsi
fisicamente da un luogo all'altro: attraverso marce notevoli su sentieri di montagna, o
più comodamente da un isolato paesino di provincia al sontuoso palazzo reale.
Ma il vero punto di forza di questo gioco risiede soprattutto nella sorpresa di vedere sul
campo di battaglia dei mucchietti di pixel diventare per qualche secondo potenti eroi e
nemici grandi quasi un quarto dello schermo, nel momento della visualizzazione dello
scontro. E quando a tanta magnificenza grafica si aggiunge un colonna sonora che dovrebbe
essere incorniciata tra le migliori mai udite sul 16 bit di casa SEGA (e non), significa
che siamo di fronte a un RPG indubbia qualità, che prima ammalia il giocatore con un
sortilegio audiovisivo, poi lo cattura totalmente con una meccanica di gioco piena di
strategia, divertente ed appagante.
L'impostazione della trama è molto più curata rispetto al primo capitolo: i colpi di
scena si sprecano; inganni, tradimenti e nuove amicizie sono all'ordine del giorno. Ogni
singolo componente del nostro esercito, che può arrivare fino a una trentina di
personaggi, è splendidamente caratterizzato, sia esso un centauro, un nano barbuto, o un
essere antropomorfo. I nemici, dal canto loro, sono degni di un bestiario di Dungeons and
Dragons: si va dal più infimo ratto a immense creature mitologiche, e catalogarli tutti
sarebbe davvero un'impresa.
Se poi analizziamo Shining Force II dal
punto di vista del game design, è impossibile rimanerne delusi: sono necessarie davvero
molte ore per portare a termine l'avventura, senza contare i numerosi segreti (uno su
tutti, il villaggio dei fabbri naneschi, in cui è possibile forgiare le armi finali di
ogni classe in cambio di prezioso Mithril). Inoltre è presente anche un accattivante
sistema di promozione, che cambia classe al personaggio conferendogli nuove abilità
nonché un aspetto "più maturo". Shining Force II sparge i
suoi semi sul poco fertile terreno dei RPG tattici di stampo nipponico; benché negli
ultimi tempi siano usciti titoli degni di nota, sia da Squaresoft (Front Mission, Final
Fantasy Tactics) che da Konami (Vandal Hearts), nessuno di essi ha veramente incorporato
quell'illusione di essere liberi, senza costrizioni sequenziali, senza obbligati rituali
pre e postbellici. La bibliografia fantasy dalla quale questo gioco di ruolo trae
spunto è un crogiolo di RPG cartacei, di romanzi di Tolkien e di leggende nipponiche: il
tutto sembra quasi ribollire nel pentolone della vecchia strega che, a inizio partita, ci
invita ad addentrarci in nel suo mondo parallelo. Tutto ciò dimostra che l'immersione in
una realtà virtuale non ha in fondo molto a che fare con i milioni di poligoni di cui
oggi i programmatori dispongono, sebbene le potenzialità odierne possano darci
un'illusione spaziale decisamente più marcata. La passione che il Sonic Team ha infuso
nei suoi giochi non si è affievolita col passare del tempo: lo spirito baldanzoso di
Shining Force II respira ancora, incurante persino dell'ultimo episodio di Final Fantasy.
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