| SONIC THE
HEDGEHOG 3 Rieccolo. Il porcospino blu si
ripresenta sul 16 bit Sega in grande stile fin dalla schermata del titolo, in cui lo si
vede giganteggiare in pseudo 3D dopo aver spiccato un saltone verso di noi. Cambia il main
theme, cambia lo stile grafico, cambia la modalità versus, cambiano insomma un
bel po' di cose. L'introduzione più consistente è la funzione di salvataggio automatico;
sarà quindi possibile riprendere la partita dall'ultimo stage affrontato, e rigiocare a
quelli precedentemente superati. Possiamo anche sbarazzarci del compagno Tails decidendo
all'inizio di impersonare soltanto Sonic anziché il dinamico duo. D'altra parte anche il
volpino gode di una selezione in singolo, il che ci permetterà di svolazzare per
raggiungere agilmente le piattaforme più alte. Ma al solito è Sonic ad aver giovato di
maggiori attenzioni: ora premendo il tasto durante un salto, il nostro spinoso amico
svilupperà intorno a sé una sorta di momentaneo schermo circolare, offensivo e
protettivo al tempo stesso.
Il medesimo input è poi utilissimo quando Sonic è provvisto di barriera, ripensata in
triplice forma. La barriera infuocata, oltre ad essere ignifuga, consente un attacco
speciale in stile fireball, mentre lo scudo liquido è in realtà una bolla d'aria che
permette di rimbalzare con violenza e respirare sott'acqua. Simpaticissima la barriera
elettrica: con essa effettueremo un doppio salto, ma soprattutto è fornita di un effetto
calamita che attirerà ogni anello nelle vicinanze. Ognuno dei tre scudi ha inoltre la
facoltà di respingere i proiettili nemici. Spicca per l'eccellente realizzazione la nuova
modalità bonus - sempre finalizzata alla raccolta dei sette smeraldi del Caos - in cui le
tre dimensioni si concretizzano grazie ad algoritmi matematici brillantemente escogitati
dal Sonic Team. Esistono inoltre altri due bonus stage accessibili dai checkpoint, utili
per guadagnare anelli, barriere o vite extra. Il versus mode prevede brevissimi livelli
appositi che scorrono in loop, pensati per una sfida a tutta velocità tra Sonic, Tails, e
una particolare new entry: Knuckles the Echidna. Particolare non solo per il suo aspetto
simil-Predator, ma soprattutto per l'alone di mistero che lo circonda. Il forzuto echidna
si presenterà fin da subito, rubando a Sonic gli smeraldi del Caos. Lo si rivedrà in
poche altre occasioni, deciso a metterci i pali tra le ruote. Che senso ha creare questo
nuovo personaggio? Solo per dare varietà al versus mode? Qualcosa non torna. A quanto
pare, Sega aveva progetti molto più ambiziosi per il terzo episodio di Sonic.
Non si capisce altrimenti l'inserimento di una funzione di salvataggio per affrontare sei
livelli divisi in due act ciascuno. Pur proponendo zone molto vaste e articolate (tra
l'altro troveremo ora un boss al termine di ogni atto) la longevità complessiva del
titolo non supera quella dei precedenti capitoli. Questo non è Sonic 3, è Sonic 3 Volume
1. Per completare l'opera era necessario attendere Sonic
and Knuckles, il cartuccione con tanto di slot che avrebbe integrato i livelli
del terzo Sonic assieme agli altri nuovi di pacca, senza contare il fatto di poter
impersonare l'impareggiabile scalatore Knuckles. Si otteneva così Sonic 3 & Knuckles,
epopea megadriviana a piattaforme degna di ogni lode. Ma dovendo valutare Sonic 3 liscio
ci troviamo di fronte ad un'opera incompleta. Si rileva una certa fretta da parte dei
grafici, probabilmente ancora decisi a finire tutte le dodici zone del progetto originale.
Le musiche sono caratterizzate da alti e bassi, rispetto agli standard a cui ci aveva
abituato il Sonic Team (ottima comunque l'idea di proporre un arrangiamento diverso per
ogni act di una singola zona).
Rimane intatta la sensazione accattivante nel vestire i panni del supersonico insettivoro,
ma parliamoci chiaro: così com'è, Sonic 3 vale poco più della metà dei suoi
predecessori. Un'ardua sentenza, ma ormai siam più che posteri.
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