STEEL EMPIRE

steel_empire.jpg (205688 bytes)Il termine "Steampunk" affonda radici nelle intuizioni di H.G. Wells, che era solito raccontare di marchingegni avveniristici funzionanti a pistone, nell 'Ottocento. Rovistiamo in merito a interessanti numeri di C+VG, sulle cui pagine impolverate Paolo Cardillo realizza maturo questo parallelismo tra la narrativa degli aerei arcaico-tecnologici con il futurismo dello shooter di tradizione, addentrandosi in territori assai contrastanti la leggerezza con cui Zzap! e affini erano soliti trattare il videogioco. Rivedere muoversi Steel Empire, a diversi anni luce dal periodo di uscita, ci ha riportato ai giorni un po' superficiali e pieni di entusiasmo giovanile delle riviste di settore, quando non vi erano i filmati di preview su Youtube e bisognava immaginarsi il gioco dagli screens stampati su carta. A ogni modo: sparatutto di ambientazione vittoriana e articolazione industriale immerso in una allucinazione di ruggini e ferri. Per questo lo sparatutto targato Flying Edge, piccola software house con una manciata di titoli all'attivo, risulta ancora tra i più interessanti usciti per Megadrive.  

I realizzatori hanno quindi voluto raccontare di agglomerazioni di fabbriche corrotte dal metallo, di ingegnosi meccanismi preliminari e di flotte e stormi di macchinari pesanti, ingombranti. Una estetica che assume spessore in virtù di questa umanità che s'evolve prima dell'avvento della tecnologia moderna ma che si redime nell'innovazione meccanica, con le manopole e i vapori che realizzano energia industriale e consentono alle macchine di volare. Due macchine, invero. Steel Empire dispone allora uno zeppelin e un aeroplano a singolo motore in selezione iniziale, uno o l'altro dacché è bandito il gioco in cooperativa ma non staremo qui a lamentarne l'assenza se nel Novantadue il multiplayer era l'eccezione, l'oggetto extra che trovavi in sala giochi e praticamente mai su cartucce. Sparatoria in upgrade. Vengono a materializzarsi i pod superiori e inferiori per potenziare fasci moderatamente offensivi, a sbaraglio, anche in retroesplusione sul tasto numero due quando diverrà opportuna la ripulitura degli schermi posteriori che sparano proiettili inattesi, e bisogna operare di spostamenti accelerati, ché non ti aspetti di dover insistere di manovrazioni retrostanti. I tempi al pattern sono districabili. Schemi di ferraglie a sventaglio da attraversare a serpentina sistemano il gameplay della opera Flying Edge sul davanzale dello shooter derivante sale arcade, benché nel caso di Steel Empire non si realizzi funzione di conversione in quanto Flying Edge non operava nel settore coin-op. Non vi è morte istantanea. Barre energetiche a nord-est vogliono assorbire più di un colpo. Rendono la sparatoria resistente alla fustigazione di videogiochi con strutture e grafiche analoghe ma con gameplay disuguali, disomogenei e brutali.

Hayao Miyazaki. A un certo stadio del primo livello addirittura compare il ponte ferroviario sospeso di Laputa - Castle In The Sky, con le casette e i velivoli con le eliche, e i dirigibili giganti che sganciano bombe. Le grafiche danno lustro al microchip bidimensionale del Megadrive e disegnano parallasse pluristrato elegante e colorano in accosto a movimenti a grandi fotogrammi per secondo; appare cianurico, cupo e rossastro il mondo di ossido e folgore concepito per i mondi a sessantaquattro colori e non di più di Steel Empire, codesti sfondi che sembrano adeguarsi bene al limite cromatico del lustrato microchip bidimensionale del Megadrive, anche se in realtà non vi è un microchip tridimensionale del Megadrive. Gli scorrimenti scorrono in fluidità salvo eccezioni di congestione, ma poi tutto ritorna come prima in fluidificazione di strati differenziali assai ricchi di dettagli e dettaglio, virtuosi in materia di formulazione di ambienti da estrarre di peso dalle letterature fantascientifiche del Diciannovesimo Secolo. Suona meravigliosamente il microchip dei suoni del Megadrive, anche se vi era un secondo microchip del Megadrive che poteva suonare suoni supplementari, ma non pensiamo sia questo il caso. E comunque il trionfalismo polisinfonico tanto anime style di Steel Empire funziona piuttosto bene e decide una struttura di strumenti di grande coinvolgimento quando si è allo stremo energetico: il sistema assai giapponese dello stimolare endorfine con la sincronizzazione tra arti e zufoli allunga l'interazione di quella mezzora necessaria all'innesco dell'ultimo macchinario gigante, quello che incute terrore e che traccia la linea d'eccellenza dello sparatutto per sedici bit.   

 

 

Steel_empire1.GIF (24837 bytes)
steel_empire2.gif (38312 bytes)
steel_empire3.gif (37639 bytes)
steel_empire4.gif (35649 bytes)
steel_empire5.jpg (14611 bytes)
steel_empire6.jpg (9662 bytes)
steel_empire7.gif (30797 bytes)
voto_pregevole.gif (1704 bytes)

PRO

Steampunk imperante

Grande messa in opera

                  

CONTRO

......

                     
                     

Home

Note di produzione