| STREETS OF
RAGE 2 (BARE KNUCKLE II) Tre non è abbastanza. Ci vogliono quattro personaggi, questa volta, e seppure Axel e Blaze provenissero dal primo episodio si registrano metodi di combattimento pesantemente rivisti. Vuol dire che i due beneficiano di rinnovate movenze standard e speciali e che adesso possono eseguire sequenze di colpi complesse alla stregua di Max, il primo nuovo innesto che è un wrestler tipo l'Haggar di Final Fight, il quale è in grado di buttarsi a pesce ed afferrare e scaraventare. Skate, pattinatore, si diverte ad attaccarsi alla schiena dei nemici a dispensare schiaffoni, ma può anche affidarsi a un sistema di link tra mosse di base e super che in qualche modo anticipa il combo system dei futuri picchiatori della Capcom. Al che appare manifesta la attitudine di Streets Of Rage capitolo secondo ad avvicinare le dinamiche dell'uno contro uno di Street Fighter II quando vi è da eseguire la mossa risolutrice con movimento a quarti di luna. L'area di gioco si allarga in semiprospettiva. Vi sono più anatomie che deambulano assieme. Si può giostrare con le prese in maggiore libertà a fronte di intelligenze artificiali educate a non assillare come trattori, a lasciare un po' di margine ai nuovi protagonisti in canottiera. Se un anno prima la bagarre era sì appagante, ma in una certa misura ossequiente la routine di patternizzazione delle bidimensioni anni Ottanta adesso, con Max che mena le mani come un orso portandosi appresso decine di sprites agonizzanti senza dover esasperare il trick del posizionamento preventivo, si può restare vivi diciamo fino al terzo livello anche evitandosi il fardello del semiboss che improvvisamente appare rovinando feste. Sebbene sia uscito giusto un anno dopo il prequel, Streets Of Rage 2 realizza un netto passo in avanti sul profilo delle animazioni, che appaiono estremamente fluide. Si ravvisa ancora un disegno degli sfondi piuttosto elegante coadiuvato da effetti esterni - vi esortiamo ad osservare la pioggia del secondo livello - e svariati livelli di parallasse. Lo scrolling appare altresì migliorato in fluidità considerando che non si denunciano incertezze neppure nelle situazioni di congestione di sprites (e si contano sovente anche più di dieci strutture bidimensionali animate per schermata). Notevoli le sezioni "motorizzate", nelle quali ci piombano addosso decine di motociclette a scimmiottare gli action movie di basso livello. Sul profilo sonoro i musicisti - Yuzo Koshiro - riescono a spremere adeguatamente i chip audio del Megadrive, offrendo musiche techno hardcore sperimentali a pulsazione e tastierismi evoluti tipo disco dance primi anni Novanta. Mmm, che altro dire, beh si potrebbe insistere sul fattore giocabilità, non affatto secondario alla luce di un bilanciamento longevità/difficoltà assolutamente calibrato sia nel single player che in due simultaneamente, e pure nei livelli più avanzati. La ineluttabile sopraffazione subita negli anni passati nel pur iconico Final Fight diviene con Streets Of Rage 2 distante ricordo. O meglio, pretesto per valorizzare un nuovo gameplay che si erga sul principio delle prese e delle mosse complementari a combinazione quali l'upppercut di Axel e il pugno rotante di Blaze. Se i meccanismi di attacco al nemico restano pressochè invariati rispetto ai picchiaduro Capcom, le riscritte meccaniche dei corpo a corpo marcate Sega contrastano sinergiche quella stessa melma underground che in sala giochi era sembrata inestricabile.
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PRO |
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Animazioni piuttosto fluide |
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Gameplay piuttosto serio |
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Colonna sonora piuttosto techno |
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CONTRO |
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Non troppo originale |
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