TATSUJIN Son molti gli sparatutto che
hanno tratto ispirazione da Tatsujin. Gunhed avrebbe attinto
alla elasticità del suo sistema di controllo. Super Star Soldier al suo upgrade
bisatellitare. Raiden II al lock-on del suo fascio elettrostatico. Del
resto stiamo parlando di Toaplan, che prima di abbandonare prematuramente il mercato degli
arcade ha dettato le leggi fondamentali dello sparatutto verticale. Leggi che la stessa
Raizing avrebbe patrocinato nei suoi shooters portanti quali possono essere Batrider
e Battle Garegga. Tatsujin non è comunque una esclusiva Megadrive, in
quanto porting diretto del verticalissimo arcade corrispondente, uscito nel 1988.
Una conversione quasi perfetta, diremmo, non fosse per la necessità di adattare l'impostazione
grafica originale alle esigenze di un normale televisore. Ecco quindi apparire una banda
nera laterale, che purtroppo non va a parare del tutto le dimensioni dello schermo arcade,
mozzando un buon 20% della grafica perimetrale. Ma, tolto questo, siamo davanti a un
grandissimo adattamento, che riesce a trasmettere tutte la potenza di sparo profusa dal
cabinet originale.
Il bello di Tatsujin (Truxton nella sua
versione americana) è che si concede al giocatore senza traumatizzarlo. I proiettili
avversari sopraggiungono a velocità media e in formazioni prestabilite, in modo da
consentire una applicazione scientifica degli spostamenti laterali e trasversali. Il ritmo
è incalzante. Orde di nemici di ogni dimensione ci ostacoleranno attraversando il monitor
in modo non lineare, per confonderci, per far si che la loro distruzione passi prima dal
tempismo con cui sapremo prevenirli. Il sistema di generazione bellica è piuttosto
classico: sparo a grappolo di media potenza, sparo unidirezionale abbastanza massiccio e
raggio elettrostatico con centratura. Ogni arma è upgradabile su diversi livelli
attraverso il raccoglimento di determinate icone di appartenenza; è consigliabile non
indulgere in tutti i power up indistintamente, per non essere costretti a ricominciare la
scalata all'upgrade ogni due secondi. Una volta montata l'arma che meglio risponda alle
vostre caratteristiche di distruzione intergalattica, ci si potrà focalizzare
direttamente sulla azione. Che è potente. Per spazzare via lo schermo occasionalmente
sono previste delle smart bomb (tre in tutto) a forma di teschio, ma non si può giocare
in due. Ma bisogna evidenziare il fatto che il gameplay di Tatsujin sia giusto pensato per
il gioco in singolo, e che in effetti non si senta la mancanza di un supporto bellico
supplementare. Questo sparatutto incarna in tutto la struttura universale dello sparo di
fine anni '80.
Per chi scrive, la vetta del divertimento meccanizzato la
si raggiunge con il raggio elettrostatico. Centrare un boss e vederlo cadere gradualmente
in pezzi mentre il raggio gli resta appiccicato e noi gli ruotiamo attorno appaga, rende
sazi di una giocabilità estremamente calibrata. Parlando di longevità la situazione è
altresì rosea: i livelli sono piuttosto lunghi e giungere all'ultimo mostro è tutt'altro
che semplice. E nonostante ciò, la frustrazione, quella vera, è effimera in alcuni
bruschi passaggi tra in quarto e il quinto livello, ma non rappresenta un reale problema.
La struttura dello sparatutto Toaplan è forte della stessa solidità di un Granada o
un Aero Blasters, che hanno tutt'ora dalla loro parte una mappatura bilanciata e
mai anarchica. Alla giocabilità, fortunatamente, risponde una realizzazione tecnica
all'altezza. Fiero di un mechanical design molto dettagliato, Tatsujin offre al
giocatore uno scorrimento fluido e perenne, con lo schermo che si riempie fino all'orlo di
navicelle, fasci luminosi, asteroidi e robot giganteschi. Gli sfondi offrono un dettaglio
che sfocia in ottime intrusioni cromatiche, e malgrado la assenza del parallasse sarà una
goduria scoprire la fantascienza, oscura, dei nuovi mondi. La colonna sonora, invece, è
viziosa. Ma di un vizio che ripercorre la filosofia musicale di Gradius variando
su toni meno raschiati, e sì producendo una timbrica intermittente ma ritmata. L'ascolto
avvinghia. Intrattiene. Rende gradevole la distruzione. Ed è questa ultima
caratteristica, la distruzione, manco a dirlo, a fare raggiungere allo shoot'em up
un livello qualitativo peculiare. Superiore. Tatsujin è un ottimo gioco, non si discute.
Sarà anche il solito sparatutto bidimensionale a scorrimento, ma se tutti i giochi di
questo genere fossero così ben venga tutta la sbobba. Stimiamo molto Toaplan per questo.
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