THUNDERFORCE III

thunderforce3cover2.JPG (19683 bytes)Quando parliamo di vecchia scuola del videogioco ci riferiamo alla dottrina dell'adulterazione dell'ego. Si procede per gradi, si assimila un circuito e si decide, a livello sistemico, di intercedere a una legge suprema. La legge dello sparare verso ogni cosa. Thunderforce III. Qualcosa che corrompe, che scompone lo scorrimento per ricostruire  su basi metafisiche, scienze particellari. Frammento esistenziale, avventura con meno dell'un per cento di possibilità di successo. Percorso tortuoso che attinge al peggiore degli incubi dell'eroe numero uno per cristallizzarvi le zone transitorie: imbarcarsi adesso nei luoghi dello sparatutto Technosoft significa rifiutare il progresso. Ma ancora in data odierna si batteva sul tracciato di retroilluminazione videoludica allo status di simbolismo, di iconografia, a parafrasare Defender e il concetto orizzontale di propulsione ellittica, e si realizzava che anche se non si è del tutto preparati, anche se il rapporto tra idea e identità si risolve nella rottura del senso fisico si può giungere, nella contestualità, all'imposizione di un visus dominante.

Thunderforce III è un mattone. Il vetereano degli shooters lo reggerà iniettandosi un ettolitro di caffè direttamente in vena mentre il normodotato, superati i primi trenta secondi di gioco, abbandonerà. Technosoft ha concepito un tipo di gameplay inneggiante all'isteria, che provoca l'utente fino a farsi beffe del suo dichiararsi pertinente al genere umano. In effetti la collisione fra gli sprites non transige, i nemici attaccano anche da dietro, la velocità corrode l'occhio e non ci sarà tempo per chiedersi come quel proiettile abbia potuto colpire. Consuetudine dello sparo classico: barra di potenziamento con armi selezionabili, punteggio, vite disponibili ma con l'aggiunta della regolazione della velocità, per concedere al titolo una parziale flessibilità in fase di spostamento, per far sì che divenga usuale il rapido interscambio tra i quattro livelli di potenza. Sarà importante, diciamo anche necessario, conservare un armamento sufficientemente cattivo, onde evitare di invischiarsi e perire nella seguente tempesta di dolore. Thunderforce III è una impresa disperata. Ma il pazzo medio troverà pace per la sua anima: la schematicità dei livelli offre spiragli al miglioramento, sicché in atto di consumazione della cartuccia si arrivi al punto di acquisire la via della salvezza. Ma è una questione di spirito. Se non si è maniaci del genere è bene dirigere verso il fps di recente realizzazione, qualcosa di più normale in cui sia possibile salvare le posizioni di gioco e finire tutto entro un'ora.

Qualcosa di serio, che si gioca la notte. E forse si tira fino all'alba. E' un fatto che, acquisendo mondi nuovi, la sofferenza cominci ad avere un senso, e che tutto il fardello neuronico accumulato dopo l'ennesima vita sprecata diventi la Nostra arma migliore. Quello Technosoft è un tiolo dalla struttura talmente rigida da cagionare momenti di trance visiva, in cui vivere o morire non conta poi molto al cospetto di una intelligenza, quella artificiale, che non ammette sbagli e che pur si nutre del Nostro veleggiare tra pareti di proiettili e mostri. Morremo consapevolmente, in alta uniforme, e a bordo di una splendida astronave. Il profilo grafico mette in risalto una tecnica virtuosa, che muove centinaia di sprites senza rallentare e che si impone, soprattutto, nel design dei boss. Vi è un reale mondo meccanizzato attorno al Thunderforce, reso vivo da un cromatizzare laccato, che seziona lo schermo, che sorregge uno sfondo parallattico di ispirazione fantascientifica. La fluidità è assoluta: il motore si muove agevole, a rallentamento azzerato, a mostrare universi di gran colore e rimarchevole dettaglio. Il suono è leggenda: musiche che ti scavano dentro, che si elevano in battaglia, che ascrivono il ritmo pressante a un delirio di acustiche insolubili, in richiamo alle grandi imprese bidimensionali di una volta. Il fatto che Thunderforce III sia uscito quindici anni fa non impedisce Noi di presentare, a chi non lo avesse provato, uno shoot'em up dalle detonazioni ludiche importanti, dalla consistenza tecnologica in grado ancora adesso di sovrastare lo stato di consumazione, di cancellare la mente, di sopprimere il divertimento elementare. Portando a termine la missione avrete ultimato molto più che un semplice giochino a scrolling d'orizzonte. Sarete degli eroi di altri tempi e potrete dire, un giorno, di aver polverizzato intere galassie senza muovervi da casa.             

 

 

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Cattiveria ludica allo stato brado

Iconograficamente visionario

Musiche leggendarie

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Cattiveria ludica allo stato brado

                        
                       

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