TINY TOON
ADVENTURES Rifacimento elettronico di una
serie animata messa in onda dal 1990 al 1992, Tiny Toon Adventures miniaturizzava
gli intramontabili Looney Tunes di Warner Bros. per renderli appetibili a una
fascia di pubblico di infanti. E il rifacimento videoludico mirava, evidentemente, proprio
a quel tipo di utente. La prima partita lascia allibiti: Buster Bunny corre e salta mentre
di nemici seri nemmeno l'ombra fino alla fine del livello. Ma non sarà sempre così.
Konami, imitando le precedenti produzioni Disney per Megadrive, fa sì che il livello di
difficoltà non si congestioni come nelle tipiche esperienze arcade, facendolo evolvere in
un accrescimento più o meno costante. Le facoltà di "attacco" del nostro
coniglietto? Fondamentalmente due: saltare sopra i nemici e spazzarli con una scivolata,
ma non prima di avere preso una adeguata rincorsa. Perchè Buster può anche correre à
la Sonic e farsi catapultare da alcuni meccanismi a molla, per quanto non incarnerà
mai la frenesia quasi isterica del porcospino. Un platform superiore alla media questo di
Konami, che abbiamo ripercorso con una buona dose di soddisfazione oggettiva.
La ampiezza delle location non fa di certo difetto
a Tiny Toon, scoprendo una ambientazione che si estende sia in orizzontale che in
verticale. Non siamo sugli stessi livelli di un Superfrog, non sia mai, ma non
possiamo negare che, seguendo un eventuale percorso alternativo verso l'alto, si arrivi ad
affrontare situazioni di gioco nuove e del tutto inaspettate. In effetti i pericoli
cambiano in base al piano di gioco che decideremo di far nostro, sebbene alle volte sarà
necessario "deviare" a causa di sopraggiunti ostacoli frontali. Come vuole la
tradizione nintendara, quì ripresa in tutta la sua essenza da Konami, in codesto platform
saranno sbloccabili alcuni sottopassaggi segreti ricolmi di bonus o energia aggiuntiva;
molto spesso gli stessi si concretizzeranno "a sorpresa", senza che vi sia una
mirata azione di ricerca (diciamo che il bello è proprio questo). Alla fine di ogni mondo
ci toccherà sfidare gli immancabili boss, aventi la fastidiosa abitudine di attaccare,
alle volte, in coppia, come nel caso della prima contea. Come detto il livello di
difficoltà si mantiene alla portata di qualsiasi videogiocatore per, diciamo, più della
metà del gioco. Solo verso gli ultimi livelli la ostilità dei nemici (e quindi delle
situazioni) diviene abbastanza elevata, ma sicuramente non tanto da cagionare momenti di
effettiva frustrazione. Tiny Toon Adventure è un titolo giocabilissimo dal primo
all'ultimo livello, ed è questa la sua forza. Il solito gioco a piattaforme? Forse si, ma
perchè farne un dramma.....
Comunque la "presenza" della Konami si avverte
eccome. Non vi è nulla di superficiale nella realizzazione del gioco, fautore di un level
design che inserisce le zone attive dello sfondo in modo sistematico ma intelligente,
per incentivare la "ricerca", per rendere spassosa la azione anche nei momenti
meno ispirati (il masso che rotola è una idea usata in una decina di precedenti
platforms). Riguardo la caratterizzazione, il lavoro prodotto è di alto livello. I
personaggi del cartone sono ripresi con arte quasi fotografica e risistemati a video in
una animazione fluida e ricca di fotogrammi. Buster Bunny è monumentale almeno quanto Aladdin,
mentre il restante cast, umanoide o animale, si integra senza strappi alla intelaiatura
scenografica, che naturalmente eccelle. Oltre al parallasse perpetuo, possiamo scorgere un
ampio dettaglio nei particolari, dei colori vivaci e sgargianti, strutture in primo piano
semplici ma anche prive di qualsiasi sbavatura. Dobbiamo anche riconoscere una decisa
diversificazione tra un livello e l'altro, sicuramente attuata per limitare al massimo la
monotonia insita nei meccanismi di gioco, ma altresì decisiva per il confezionamento
della estetica finale. Discreta attenzione è stata prestata per la componente musicale et
sonora, incisiva per le tonalità utilizzate e per la pulizia degli effetti: è un
fatto che Konami, anche sul Megadrive, fosse estremamente sensibile all'accompagnamento
strumentale, e questo malgrado le discrepanze tecniche tra il chip audio del Super Famicom
e quello, in parte derivato dallo Z80, del MD. Tiny Toon è quindi il tipico
"giochino" che se ti piace il gerere non puoi che portare a termine con
soddisfazione ma che, se ne sei saturo, sei autorizzato a ignorare. D'alto canto stiamo
parlando della Konami, maestra assoluta del genere, che anche quando non realizza un
classico riesce a renderti la cosa intrigante.
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