1080°
SNOWBOARDING Titolo piuttosto atteso tra quelli
in produzione nel 1998, 1080° materializzava su Nintendo 64 quella che
era diventata la moda più "giovane" di fine anni'90: lo snowboarding. Su
appositi skate da neve vediamo questi atleti sfidare la forza di gravità adoperandosi in
evoluzioni spettacolari e altamente rischiose. 1080° Snowboarding riproduce su matrice
videoludica le sensazioni aeree di questo sport per scalmanati, utilizzando abbastanza
bene le librerie tridimensionali del Nintendo 64 senza risparmiarsi nella strutturazione
delle modalità di gioco. Che sono molte, dal Match Race al Contest e al
Time Attack, al fine di adattarsi anche a una fruizione "tradizionale"
di corsa contro gli avversari. Tutto sommato, e in modo abbastanza paradossale, la
modalità più gratificante si rivela proprio la gara arcade, quella percorsa in velocità
che non tiene eccessivamente conto dei salti, e che ci vede opposti al classico gruppone
di avversari.
Nello specifico 1080° offre sei stili di gioco differenti,
classificati in Match Race, Time Attack, Trick
Attack, Contest, 2P Vs e Training.
Il primo è quello appena menzionato della corsa contro i boarders della cpu, composto da
un massimo di sei piste (a seconda del livello di difficoltà scelto) che si susseguono
con variazioni climatiche consistenti e buon livello di sfida. La A.I. del computer è
gestita in modo non troppo rigido per rendere quanto più umano il comportamento degli
opponenti, che sovente sbagliano consentendo un eventuale nostro recupero anche se ci
troviamo in posizione di sensibile svantaggio. Ottima la trovata di inserire dei bivi
lungo tutti i percorsi, che sono in realtà delle intricate scorciatoie per guadagnare
qualche secondo prezioso, ma non pensiate di cavarvela con poco, perchè le strettoie
alternative nascondono tutta una serie di insidie supplementari atte ad innalzare
ulteriormente la difficoltà di percorrimento. Sul Time Attack pensiamo si possa glissare
bellamente, pertanto sappiate che nel Trick Attack si dovrà sostanzialmente volare
nell'Half Pipe con capriola, giravolta e fallo un'altra volta. Maggiori saranno le nostre
spacconate, maggiore sarà il punteggio e il fattore bonus. Sembra divertente ma in
realtà tutto ciò si rivela noioso anche a medio termine, in virtù di una ripetitività
direzionale un po' congenita e per via della scarsa varietà dei trick eseguibili....
Riguardo il Contest, si tratta sostanzialmente di una via
di mezzo fra il Match Race e il Trick Attack, con una suddivisione in cinque prove
abbastanza impegnative sul piano dinamico (lo slalom tra le bandierine rosse e blu è in
effetti molto divertente). Ma il fattore che condiziona in positivo la giocabilità finale
è il differente approccio caratteriale studiato per tutti e cinque gli snowboarder
selezionabili, che risulta evidente soprattutto nella corsa contro la cpu. E si torna al
nocciolo della questione, perchè anche se il gioco resta uno spottone sulle inutili
acrobazie dei contendenti, dove offre il meglio è nella essenza corsisitica del Match
Race, tipica dei racing games da sala. Perchè tolti gli snowboard ciò che resta
è un classico gioco di corse in cui ogni "macchina" possiede la sua velocità,
il grip e il fattore aderenza. La possibilità di sfidare un amico rende il tutto più
interessante sebbene si abbia, in questo caso, una evidente scrematura del dettaglio
grafico. Che nel single player offre comunque una buona resa, con ottima
disposizione dei colori e tessiture generalmente convincenti, ma che anche qui deve
concedere qualcosa sul fronte del clipping, a tratti eccessivamente ravvicinato
rispetto allo sfondo orizzontale. Fortunatamente la fluidità si mantiene ottima in quasi
tutte le circostanze, e la buona qualità delle animazioni lascia intravvedere una intensa
fase di motion capturing. Decisamente nella norma è invece la realizzazione
sonora, discreta negli effetti e abbastanza gradevole negli intermezzi musicali. In
chiusura un buon gioco questo 1080° Snowboarding, certo non esente da difetti, ma
sicuramente in grado di soddisfare chi sia alla ricerca di una corsa selvaggia tra le
alture innevate non potendosi permettere di andarci personalmente. Ed è meglio così,
perchè un conto è arrotolarsi stile palla di neve in un videogioco, un conto è
rischiare l'osso del collo in una serie di evoluzioni nella speraza (molto spesso vana)
che qualcuno stia lì a osservarci compiaciuto.
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