BODY
HARVEST Gli anni '50 hanno partorito un
genere di fantascienza di tipo "catastrofico" che ha segnato in buona parte la
storia del cinema e del fumetto. Dai tempi de "La Guerra Dei Mondi" creature
completamente malvagie, di aspetto orrendo, si sono accanite senza pietà contro la nostra
povera terra mentre, impotenti, le armi dell'uomo cercavano di contrastarne la minaccia.
Perfino gli attacchi nucleari risultavano inutili: il male venuto dallo spazio era
incontenibile e la soluzione per salvare il mondo (se esisteva) arrivava spesso
inaspettata, talvolta nelle mani di un eroe solitario. Body Harvest è un
omaggio ai racconti fantascientifici scritti in quei tempi; in un futuro prossimo i
continui attacchi di una razza aliena, disgustosi insettoidi enormi dotati di forza e armi
spaventose, porteranno la razza umana vicino allo sterminio completo. Solo alcuni
scienziati, rifugiatisi in una piccola base in orbita intorno alla terra, erano decisi a
non arrendersi all'estinzione.
Così dopo anni di studi fu possibile modificare
genticamete un soldato, equipaggiarlo con una armatura potenziata e spedirlo indietro nel
tempo fino alle prime avvisaglie dell'invasione. La missione di questo guerriero?
Individuare e distruggere le postazioni che permettevano agli alieni di teletrasportarsi
direttamente sulla terra, e se possibile colpire anche il centro del loro potere. In una
parola, cambiare la storia. La trama è tanto retrò quanto affascinante: nessuna
cospirazione, nessuna multinazionale corrotta, nessuna vicenda intricata. Solo il male
universale e il guerriero che vi si opporrà come ultimo baluardo.
Body Harvest è fondamentalmente uno sparatutto, ma definirlo solo in questi termini
sarebbe riduttivo dato che viaggeremo per quattro epoche storiche, a partire dagli inizi
del novecento, in una mistura di azione atta a bloccare le varie "ondate di
invasione". L'area in cui ci potremo muovere è molto vasta; oltre a cercare e
annientare gli emulatori alieni - gigantesche strutture larvali - dovremo anche difendere
la popolazione da sciami di disgustosi insettoni mutanti, che vanno in giro devastando
villaggi e divorando tutto, nonchè recuperare le varie parti di una arma misteriosa utile
nello scontro finale. Per compiere tutto questo dovremo percorre le aree in lungo e in
largo alla ricerca di informazioni, utilizzando qualsiasi arma e mezzo ci si pari davanti.
Esatto, qualsiasi mezzo. Ogni oggetto a motore sarà potenzialmente utilizzabile:
motociclette, autombili d'epoca, jeep, carri armati, elicotteri, caccia bombardieri,
alianti, camion dei pomperi per un totale di oltre 60 veicoli. Vi assicuriamo che saltare
fuori da una imbarcazione in corsa mentre la facciamo schiantare contro il nemico e ci
salviamo a nuoto è veramente gratificante.
La genia aliena è piuttosto varia, così come vari sono i
modi per ridurla a poltiglia verdastra. Si parte da fastidiose cavallette mutate per
arrivare a piovre enormi che sparano fulmini, fino ai giganteschi guardiani di settore
(per affrontare i quali la nostra astronave di supporto invierà sempre un mezzo speciale
e futuribile). Ma oltre ai mostri dovremo fare i conti col fatto che la nostra tuta, per
quanto possente, non sia in grado di resistere a lungo in acqua. Inoltre dovremo cercare
di non uccidere troppi civili innocenti, visto che ciò comporterebbe il fallimento della
missione. Body Harvest è un gioco dotato di elevato spessore e atmosfera: le componenti adventure
e gdr, che forniscono momenti anche piuttosto emozionanti, le sottomissioni e il
gran numero di equipaggiamenti lo rendono interessante e anche unico del suo genere. Se
solo i programmatori non avessero compiuto alcuni errori ci saremmo ritrovati con una
pietra miliare. Difatti al di là di una grafica degli ambienti generalmente spartana, su
cui si tende a soprassedere considerando la vastità delle aree e il fatto che gli alieni
invasori siano invece molto ben caratterizzati, ciò che proprio indispone è il livello
di difficoltà sproporzionato. Improvvisamente, mentre tutto scorre liscio, ci troveremo
ad affrontare sezioni che richiedono decine e decine di tentativi per essere portate a
termine, il che è terribilmente frustrante soprattuto a causa del cattivo posizionamento
dei save points (senza contare che alcuni salvataggi risulteranno incompleti).
Tirando le somme Body Harvest avrebbe tutte le carte in tavola per essere un capolavoro:
divertente, originale come la maggior parte dei giochi DMA Design e vasto, si perde però
stradafacendo a causa di alcuni difetti tecnico/strutturali difficilmente ignorabili. Un
vero peccato. Tuttavia se non temete la frustrazione e siete molto pazienti considerate
pure 4 o 5 punti in più sul voto finale.
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