GAUNTLET LEGENDS

destinycover2.png (19792 bytes)Trattandosi della conversione dall'omonimo coin-op del 1998, Gauntlet Legends si propone principalmente come esperienza multiplayer cooperativa. Le sue qualità si esprimono tuttavia anche nella modalità in singolo. L'idea è quella di riproporre il classico Gauntlet (e relativi seguiti) in chiave moderna: tentativo riuscito, in quanto le possibilità offerte dalla grafica poligonale sono state sfruttate in funzione di una giocabilità che mantenesse forti legami con le meccaniche bidimensionali delle origini. Si tratta di una grafica poligonale che impedisce le più consuete interazioni proprie di un ambiente in 3D, non essendo percorribile nell'effettiva profondità. La scelta degli sviluppatori è ricaduta infatti su di una visuale isometrica: se da un lato tale soluzione preclude il totale sfruttamento delle possibilità offerte dalla terza dimensione, dall'altro favorisce una interazione immediata e istintiva. Una più classica visuale in terza persona avrebbe effettivamente posto diversi problemi agli sviluppatori sull'approccio ludico da intraprendere, supposta la volontà di riproporre lo stesso feeling del celebre antenato.

Il gioco inizia con la scelta del proprio personaggio, che seguendo i dettami della tradizione fantasy occidentale è selezionabile sottoforma di guerriero, mago, valchiria e arciere. Parliamo di quattro classi difformi tra loro in un valore numerico assegnato a caratteristiche quali velocità, forza, magia e resistenza, ma che sul campo di battaglia agiscono tutto sommato in maniera simile: sebbene l'arma principale sia differente, ogni tipo di personaggio dispone di attacchi dalla distanza e ravvicinati. Il gameplay è basato sulla distruzione delle centinaia di creature che in breve tempo vanno ad affollare lo schermo per moltiplicarsi in numero grazie a diabolici generatori. Questi portali continuano a produrre nemici fino a quando non vengono distrutti, è dunque consigliabile andare a scovare rapidamente i ben visibili generatori per evitare di trovarsi di fronte a situazioni insostenibili. In ogni caso, lungo i livelli sono sparsi numerosi power-up in grado di risolvere i vari problemi di sovraffollamento. Inoltre è possibile caricare un colpo speciale e spazzare via le ingombranti forze ostili, previo riempimento dell'apposita barra. Nonostante il cuore del gioco consista nell'abbattere continuamente eserciti di mostri, il pericolo di un'interagibilità monotematica è in parte sventato dalla presenza di numerosi accorgimenti, capaci di garantire variazione e di mantenere desto l'interesse del giocatore. Si tratta in primo luogo della struttura stessa dei livelli: intricati labirinti colmi di porte sigillate, interruttori nascosti, ascensori, chiavi da reperire e quant'altro. Non ci troveremo a risolvere enigmi di estrema difficoltà, ma un approccio superficiale e ignorante porterebbe inevitabilmente a un innalzamento della ostilità nemica. L'altro aspetto che garantisce una certa varietà è rappresentato dall'elemento ricerca, che consiste nello scovare determinate pietre runiche (inutili nell'immediato ma indispensabili per completare il gioco) e misteriosi obelischi (per aprire i mondi successivi): il mancato ritrovamento di queste amenità non impedisce il completamento dei vari livelli ma si tratta, alla lunga, di elementi indispensabili.

Ulteriore aspetto di interesse è rappresentato dai menzionati power-up. Si tratta di svariati e bizzarri potenziamenti (pozioni magiche, scudi energetici, invisibilità, supervelocità...) che è possibile conservare e utilizzare a piacimento nel momento più adatto, il che dona al nostro sterminio una certa pianificazione e un certo ragionamento nell'impiego delle nostre risorse, aumentando ulteriormente la profondità di un gameplay basato prevalentemente su meccaniche elementari. Le ambientazioni di gioco comprendono diversi scenari tra cui montagne, pianure, castelli e cime innevate: soluzioni ordinarie ma discretamente convincenti nel design e nella struttura, che spesso si sviluppa anche in verticale. Per quanto riguarda la realizzazione tecnica, non arriviamo nè alla nitidezza grafica nè tantomeno alla lucentezza dei colori visti nel coin-op (qualità raggiunte solamente dalla successiva versione Dreamcast), tuttavia l'impianto grafico risulta solido e sopporta degnamente l'alto numero di elementi a schermo. E' ravvisabile comunque una notevole carenza di dettagli e una realizzazione più approssimativa dei nemici rispetto al personaggio controllato dal giocatore, ma resta comunque una lacuna moderatamente trascurabile. Le musiche di contorno risultano spesso interessanti e gli effetti sonori, volutamente accentuati e grotteschi, vanno di pari passo con la voce narrante esageratamente roca. Nonostante la produzione Midway presenti numerosi pregi, per qualcuno il gioco in singolo potrebbe realizzarsi non troppo stimolante. A costoro, ma anche un po' a tutti gli altri, consigliamo di affrontare Gauntlet Legends in modalità cooperativa (fino a quattro giocatori simultanei) visto che lo sterminio, nel rispetto delle origini arcade, avviene nella comodità di una unica schermata.

 

 

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PRO

Puro gameplay arcade

Eccellente multiplayer

        

CONTRO

Qualità grafica altalenante

          

                   

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