HYBRID HEAVEN

hybridcover2.jpg (19805 bytes)Nel' 98 vi era la mania degli esperimenti genetici da abbinare a una struttura RPG di azione fantascientifica. Ci provò Squaresoft con il controverso Parasite Eve, vincendo in parte la scommessa, e seguendo tale filosofia Konami decise di proporre qualcosa di simile sul Nintendo 64. Hybrid Heaven era in realtà in lavorazione da parecchi mesi, essendo stato annunciato l'anno precedente per il 64DD, e come una produzione dalle proporzioni hollywoodiane che avrebbe fatto impallidire qualsiasi avventura similare. Poi a seguito dei continui posticipi dell'add-on, che si sarebbe rivelato alla sua uscita un colossale fallimento, Konami decise di "convertire" il tutto su cartuccia, finendo per tagliare in modo sostanzioso l'idea originale del titolo. Risultato: gioco tutt'altro che spettacolare, con giusto una manciata di scene di intermezzo e generale apatia deambulatrice.

Siamo convinti che, causa il trasferimento del progetto su supporto siliceo, Konami ne abbia ristretto notevolmente anche le caratteristiche portanti. Atrimenti non si spiegherebbe quella latente sensazione di "progetto abbozzato" nelle fasi di ricerca, piuttosto scarne e prive di una consistenza emotiva caratterizzante. La ricerca appare, inoltre, piuttosto sterile perchè finalizzata non tanto al completamento dell'intricato racconto, quanto al potenziamento dell'arsenale che servirà in fase di scontro con i nemici. Potremmo definire Hybrid Heaven come una avventura con combattimenti a turni in stile RPG, dove il nostro eroe alterna gli attacchi e si potenzia a ogni vittoria. Caratteristica interessante risiede nella evoluzione del protagonista, che attinge dal tipo di attacco subito facendolo suo nello scontro con il nemico successivo, e così via fino alla fine. Se persisteremo nella avventura scopriremo che il potenziamento di Diaz non avrà praticamente limiti, ma un conto è vedere il nostro alter ego divenire Dio, un conto è assistere in modo quasi inesorabile a un susseguirsi di eventi eccessivamente stantii. Hybrid Heaven è completamente privo di verve. Sebbene l'idea di fondo promettesse un thriller psicologico dal fascino estremo, il nostro contributo alle vicende sarà solo apparente, visto che alla successione di dialoghi non segue un adeguato riscontro iconografico terrorizzante. Ok, Konami ha preferito indirizzare tutto il gioco sui combattimenti, ma per noi è troppo poco....

Ogni avventura che si rispetti deve possedere un dualismo meccanico flessibile e possibilmente non uniformante. Abbiamo sperimentato questo tipo di approccio con i due Parasite Eve rimanendone nel complesso favorevolmente colpiti, perchè vi era una misurata commistione tra avventura e caratteri ruolisti. Nel titolo della Konami, invece, ciò che prevale è la noia: perlustri corridoi, trovi le casse, prendi le armi, trovi i nemici fluttuanti e poi li abbatti con una fucile abbastanza convenzione (non upgradabile). Arrivati allo scontro con i nemici potremo al massimo saggiarne la discreta complessità, laddove ci saranno concessi dei diversivi ai turni quali sono le forme di "evasione" momentanea all'atto della ricarica della barra di energia, o come la possibilità di performare delle prese (comunque regolate da un menu in cui sceglierne il tipo). Rimanere nel mezzo, sfornando una dinamica mai completamente di azione e mai completamente strategica porterà, inesorabilmente, ad abbandonare il titolo prima del tempo. Il profilo estetico è inoltre solo discreto: textures generalmente buone ed apprezzabili animazioni saranno gli unici elementi positivi all'interno di una desolazione "labirintica" sterile sia nei colori che nella ispirazione architettonica. La situazione migliora durante le battaglie, in cui potremo apprezzare un disegno dei nemici tutto sommato decente ed effetti di luce di buon livello. Sul sonoro stendiamo un velo pietoso, pur continuando a rispettare i musicisti Konami, che forse non si sono impegnati come avrebbero potuto, che forse si sono sentiti traditi dal mancato utilizzo del 64DD. Per ultima analisi evidenziamo una interessante opzione multiplayer per due giocatori, che ripropone la struttura dei combattimenti offrendo, forse, gli unici momenti di vero divertimento concessi dal gameplay. Hybrid Heaven ci ha dunque sostanzialmente deluso su quasi tutti i fronti, soprattutto perchè le aspettative erano tante e più in generale perchè dal marchio Konami ci attendiamo sempre qualcosa in più.

 

 

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PRO

Buona struttura dei combattimenti

Buoni effetti di luce

                       

CONTRO

Piuttosto ripetitivo

Graficamente abbastanza scarso

                            

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Note di produzione