CASTLEVANIA:
Legacy Of Darkness A giusto un anno di distanza da Castlevania, Konami decise per un
seguito che riproponesse le atmosfere tridimensionali del castello e dintorni e che
introducesse Cornell, personaggio nuovo di zecca. Chissà che cosa passava per la testa
allo staff realizzatore di Castlevania, a quei tempi, perchè è difficile riconoscerne il
marchio nei due capitoli usciti per Nintendo 64. In questo secondo episodio le cose
peggiorano anche rispetto all'episodio precedente, che nonostante le lacune riusciva a
divertire in modo accettabile per buoni tratti. Di fatto, con Legacy Of Darkness,
le ambientazioni già sviscerate l'anno precedente si ripresentano in toto, e ciò che
cambia è giusto la disposizione dei nemici, e solo la loro disposizione perchè
esteticamente sono gli stessi. Pazzesco. E la presenza di una manciata di ambientazioni
inedite non migliora di certo la situazione....
Più che di un vero e proprio seguito si tratta di una specie di upgrade. Ma solitamente negli upgrade si tende a migliorare i difetti del titolo che si vuole aggiornare, limando quà e là, modificando ciò che non funziona e incrementando all'occorrenza la longevità. Qui invece l'intera giocabilità del primo Castlevania è riprodotta senza alcuna modificazione, con tutti i difetti nelle inquadrature, con tutte le problematiche su di un sistema di controllo molto spesso impreciso. Le nuove abilità di Cornell non bastano a riscrivere la storia di un gioco su cui si è già sentenziato, giacchè la struttura di Legacy Of Darkness prevede le stesse dinamiche. Ergo, visuale in terza persona, sporadici enigmi da risolvere, azione platformista quando serve e scontri finali con i boss. Sarà giusto una impressione, ma pur ricalcando il precursore in tutto, abbiamo riscontrato in Legacy Of Darkness un sensibile peggioramento sia nella manovrabilità, che era già ostica, sia nel bilanciamento della difficoltà generale, che si innalza forse eccessivamente, producendo una azione particolarmente frustrante in fase di scontro con alcuni mostri. Tuttavia, se solitamente l'innalzamento della difficoltà coincide con un incremento delle ore complessive di gioco, adesso tale condizione non fa testo a causa del continuo, insistente, insopportabile deja-vu all'atto della esplorazione. Ci stancheremo inesorabilmente di quei lochi e ne avremo abbastanza già dopo la prima mezz'ora di canuto girovagare. Per una volta, Konami fa di tutto per risultare irritante.
Allora abbiamo parlato dei difetti nel sistema di controllo, dell'effetto deja-vu,
della giocabilità tutta addirittura peggiorata ma dico, almeno la grafica preesistente
potevano migliorarla. Invece no. Tutti i principali difetti, che risiedevano nel costante
effetto nebbia e nella gestione della telecamera a dir poco discutibile non solo si
ripresentano, ma raddoppiano l'offerta presentandosi anche più volte in una stessa
locazione. L'unico sintomo della volontà di migliorare in qualche modo l'aspetto
esteriore viene dato da Konami nella compatibilità con l'Expansion Pack. Allora a questo
punto realizzerete: "metti l'espansione e magicamente tutti i difetti di cui sopra
scompaiono e vissero tutti felici e contenti". Invece no, perchè l'espansione è
stata utilizzata unicamente per innalzare la risoluzione e quindi migliorare la qualità
dell'immagine, e ci sarebbe anche bastato se solo, a cartuccia inserita, tutto non
cominciasse a scattare paurosamente nell'orrore di un motore che cala bruscamente la sua
frequenza arrivando a sfiorare gli innominabili 20 fotogrammi per secondo. Se Konami
intendeva scatenare l'orrore attraverso il conte Dracula, vi è riuscita ma per vie
traverse, perpetrandolo attraverso il più brutto Castlevania di sempre, e questa volta
non bastano le atmosfere e la colonna sonora a salvarlo dal baratro dei giochi mediocri.
Già, la colonna sonora. Un vero peccato perchè, ancora una volta, risulta veramente
fantastica, avvolgente, misteriosa. I musicisti Konami, bisogna dirlo, non hanno mai
tradito le aspettative, e che il gioco si trovasse su cartuccia, dischetto o CD, il
risultato è sempre stato rispettoso della filosofia paradossalmente romantica delle
sinfonia ancestrali, delle melodie maledette, delle tonalità sfuggenti. Diciamo che se
ogni saga ha la sua pecora nera, Legacy Of Darkness lo è per quella di Castlevania. E
sarà anche un caso ma, da quando il succhiasangue è cominciato a trasfigurarsi nella
terza dimensione, ha perso di pari passo il suo fascino primordiale.
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
Eccellente colonna sonora |
|
CONTRO |
|
Originalità zero |
|
Ludicamente peggiore del suo |
|
predecessore.... |