MARIO
TENNIS Tra i migliori giochi in assoluto prodotti da Nintendo durante la breve esistenza
del suo 64 bit, Mario Tennis divenne, nell'anno 2000, la espressione più
immediata, nitida ed elementare del tennis simulato. Il Team Camelot, già
responsabile di Mario Golf, si addentrava nella giocabiltà essenziale
trasformando Mario, Wario, Bowser, Donkey Kong, Yoshi e chi più ne ha più ne metta in
provetti tennisti capaci di percorrere con successo quelle che sono le meccaniche alla
base di questo sport. La presenza di svariati power up in alcuni campi non deve fuorviare:
Mario Tennis è sostanzialmente una simulazione, che pure nella spensieratezza
caratteriale riesce a garantire plausibilità e riscontro dinamico concreto. Un grande,
grandissimo gioco. Sarà perchè a noi piace il tennis, ma quando ci ritroviamo con una
simulazione di tale efficacia ludica cominciamo a esaltarci.
Nel gioco in singolo la modalità principale consiste in
una serie di tornei, dalla difficoltà crescente, che ci vedono contrapposti ai vari
sfidanti su tutte le superfici di gioco conosciute, ossia erba, cemento e terra battuta.
Detti tornei si giocano al meglio di due game per set, velocizzando notevolmente la
successione degli eventi vista anche la presenza di un solo set per partita (ad eccezione
della finale, che si gioca sulla distanza di tre set). Sebbene in apparenza frivolo,
questo approccio non è del tutto biasimabile tenuto conto che, per sbloccare i nuovi
personaggi e i campi inediti, bisognerà affrontare ogni torneo con tutti i protagonisti
del gioco. Ad esempio per attivare il campo di Mario è necessario vincere i tornei sia in
singolare che in doppio, e lo stesso vale per Donkey Kong. Già così la logevità risulta
molto buona, ma se ciò non dovesse bastarvi vi è una modalità denominata "Ring
Mode" in cui, oltre che cercare di battere l'avversario di turno, dovrete infilare
una serie di anelli disposti all'altezza della rete; in questo particolare sottogioco il
ritmo è molto più elevato rispetto a una partita classica, e la difficoltà tende a
innalzarsi esponenzialmente. A suo tempo Nintendo consentiva addirittura di inserire i
propri record on line attraverso il "Ring Tournament", accessibile sul
sito ufficiale di Mario Tennis e regolato da un sistema di accesso tramite password.
Iniziativa che ottenne anche un discreto successo....
Analizzando alle fondamenta il sistema di gioco di Mario
Tennis, e assimilandone i principi fondamentali, ci si domanda sul perchè Camelot non
abbia ancora realizzato una simulazione di tennis per conto proprio. Perchè, tolto Mario,
ciò che abbiamo è un gioco del tennis sviluppato in tutte le sue caratteristiche
evolute, che consente di regolare la potenza dei tiri su tre livelli (debole, medio e
potente), che permette di effettuare palle corte, volee, pallonetti, che esprime
delle cadenze di gioco altamente attinenti al tennis reale e per questo provviste di un
grandissimo spessore dinamico. Se a ciò aggiungiamo che ogni personaggio possiede delle
caratteristiche di gioco molto personalizzate, in modo da apparire sul campo nel suo stile
peculiare e da modificare ogni partita in base alla nostra scelta, il risultato è un
titolo oggettivamente perfetto. E dire che non abbiamo ancora toccato la summa ludica, non
avendo menzionato la modalità multiplayer fino a quattro giocatori simultanei che, molto
semplicemente, riassume a video tutto ciò che un titolo sportivo dovrebbe produrre in una
partita tra amici. La realizzazione tecnica è inoltre irreprensibile. Glissando sul character
design, naturalmente impeccabile, ciò che stupisce è la maniacale perfezione delle
animazioni, dei movimenti tutti che tendono a riprodurre in modo fotografico le classiche
movenze del tennista quando approccia di dritto, quando si appresta alla rete per i tiri
di volo, quando sfodera un rovescio da fare invidia ad Edberg. La riproduzione dei campi
è inoltre inappuntabile, con scelte cromatiche generalmente azzeccate, mentre tutti gli
effetti speciali sono riprodotti attraverso un sapiente uso dell'alpha blending a
corredo del Nintendo 64. Come di consueto chiudiamo con il sonoro, che ovviamente risulta
ottimo sia negli effetti che nelle musiche, e poi non ci resta che esortarvi ad acquistare
il gioco che siate o meno amanti del tennis. Perchè si tratta di un capolavoro e,
solitamente, di capolavori non ne escono molti.
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