MYSTICAL
NINJA - Starring Goemon Durante il glorioso periodo dei 16
bit Goemon si era costruito una certa reputazione sul Super Nes grazie a delle avventure
di grande spessore grafico e strutturale. Quindi la notizia di una "continuazione
della dinastia" sul Nintendo 64 ci colse, a suo tempo, colmi di fiducia per ciò che
avrebbe potuto rappresentare nell'ambito della terza dimensione, viste le rinomate
potenzialità dietro il "nome Goemon". E' un fatto che in Konami, nella
traduzione dei loro franchise bidimensionali alla tridimensione, mostrino delle
sostanziali difficoltà di adattamento pratico e ideologico. Era successo con Castlevania
(e succede ancora con i suoi seguiti per Playstation 2) e, purtroppo, accadde anche con
Goemon, visto che andarono smarriti gran parte del carisma scenografico e ludico
caratterizzanti delle versioni in 2D. Il destino della saga era, nostro malgrado, già
segnato....
Mystical Ninja è una "piccola"
avventura. Viziati dalla estendibilità delle passate edizioni, ritrovarsi con delle
ambientazioni ristrette e poco estese sul piano orizzontale cagiona sconforto da subito.
Sostanzialmente si tratta di un gioco di azione con alcune intrusioni nel RPG, in cui
attraversare villaggi, dialogare con gli abitanti e risolvere enigmi elementari. Ma il
fulcro resta nel DNA da action game insito nella saga, che ci porterà a sezioni
a piattaforme in cui adoperare la nostra abilità di "saltatori scelti".
Sfortunatamente la semplicità elementare di tali sezioni, nonchè la loro brevità,
porterà il gameplay a uno stato di apatia latente, e neppure gli intermezzi robotici, in
cui bisognerà centrare un meccanismo a mo' di cecchini, riusciranno a colmare tali
cadenze. Fondamentalmente si tratta di un titolo noioso: la possibilità di costruirsi un
"party" di svariati personaggi alternativi, selezionabili a piacimento, non
aggiunge nulla alla giocabilità di base perchè gli stessi non possiedono capacità
alternative, e di fatto sono stati inseriti come semplice palliativo. La possibilità di
raccogliere e acquistare nuove armi rende, ma solo a sprazzi, meno lineare la
prosecuzione, che ha culmine nello scontro con i vari boss di fine livello. Questi ultimi,
pur essendo di notevoli dimensioni, non garantiscono a ogni modo una sfida adeguatamente
bilanciata, perchè si lasciano solitamente sconfiggere con discreta facilità. Un gioco,
il presente, probabilmente pensato per una utenza infantile.
Buone notizie sopraggiungono dal sistema di controllo.
Goemon risponde a tre livelli di inclinazione del joyapad in modo impeccabile, producendo
le sue azioni con semplicità "naturale" all'atto del salto, del combattimento e
dello scorazzamento. Ma anche qui, un sistema di inquadrature ballerino provoca un
generale disorientamento in alcuni casi, un fatto abbastaza grave perchè, al contrario di
Mario 64, adesso la telecamera non può essere orientata manualmente. Tuttavia,
al cospetto di quello che è il problema più grave di Mystical Ninja, ossia la sua
struttura di gioco eccessivamente semplificata, la telecamera che se ne va per cazzi suoi
è una disfunzione che non incide così tanto sulla giocabilità. Anche l'aspetto grafico
sembra ereditare tali indecisioni se ne consideriamo le caratteristiche generalmente
altalenanti; a un buon design dei livelli e a un gradevole character design
si frappongono svariati rallentamenti del motore 3D quando lo schermo muove più di tre
personaggi. Inoltre le ambientazioni non appaiono troppo simili l'una all'altra causando
una certa ripetitività anche cromatica, visto l'uso non eccelso della palette del
Nintendo 64. Malgrado i rallentamenti, le animazioni, sia dei personaggi che dei boss,
risultano gradevoli alla vista e tendono a caratterizzare abbastanza la fisionomia di
Goemon e company, adattandosi alla nuova veste tridimensionale con buona disinvoltura.
Effettivamente, a una visione "distanziata", questo Mystical Ninja è in grado
di esternare una sua dignità ludica, perchè dopotutto si lascia interagire con
dimestichezza e non presenta situazioni di gioco frustranti. Ma cotanta
"leggerezza" finisce per privarlo di quello spessore che avevamo ammirato nelle
sue precedenti interpretazioni in 2D, e non saranno nè gli elementi ruolisti nè le
simpatiche caratterizzazioni a risolleverne il destino. Paradossalmente la cosa migliore
del gioco è il sonoro, davvero eccellente nelle musiche (alcune pure cantate), e
convincente in tutti gli effetti presenti.
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