PERFECT
DARK Introdotto sul mercato nel 2000
come seguito ideale di Goldeneye, Perfect
Dark prendeva lo sparatutto in prima persona, così come eravamo abituati a
intenderlo, e lo elevava a uno stato filosofico superiore. Dopo Perfect Dark tutto ciò
che aveva caratterizzato lo stereotipo dello shooter per smanettoni cominciò a
calare di volume, perdendo di significato oggettivo nella stessa dignità di appartenenza
al genere. Perfect Dark agiva come un atto di rivoluzione nei confronti dei cloni di Doom
e del filone di pensiero che ne derivava, mortificando l'intero pacchetto degli sparatutto
usciti per PC dal 1994 al 1999 e prendendo idealmente a bastonate il prototipo del
"pciista", quello che colleziona i modellini di Star Trek e si vede due
volte al giorno "Il Signore Degli Anelli". Insomma questa è storia dei
videogiochi, quella vera, quella che attraverso la forza dirompente di una singola idea ti
cambia il mondo.
Approcciarsi a un titolo come Perfect Dark significa anche abbandonarsi a "ciò che è" e "ciò che non è". Perfect Dark è uccisione, riflessione, mimetizzazione, cooperazione, intuizione, precisione, immedesimazione e infine esaltazione, ma non è sparatoria ignorante, corsa ammazzatutti e punta e distruggi, perchè immola qualsiasi consuetudine nerd sull'altare di una meticolosa disposizione di tutti gli elementi di gioco. Mettendoci nei sinuosi panni dell'agente segreto Joanna Dark, la opera della Rare concentra gran parte delle sue prospettive nella modalità Solo Missions, composta da diciassette missioni suddivise in svariati compiti da portare a termine. Gli stessi aumenteranno di numero in base al livello di difficoltà selezionato inizialmente, ma non sarà l'unico cambiamento correlato visto che, se nell'Agent Mode l'intelligenza artificiale della cpu sarà media, già nei settaggi in "Special Agent" e "Perfect Agent" cominceremo ad avvertire un sensibile perfezionamento delle abilità nemiche, che ci forzeranno a ponderare ogni singola azione e con la massima accortezza. Il filo conduttore di Perfect Dark, pur non rinnegando la azione, si identifica nelle capacità visive e reattive del videogiocatore, che dovrà evitare a ogni costo il ferimento di civili o il coinvolgimento di qualsiasi elemento estraneo alla missione assegnatagli...La atmosfera è incredibile. Ci muoviamo in questi spazi, a volte chiusi, sovente immensi, per realizzare che non vi è limite alla bellezza. Immerso in un contesto fantascientifico di alto livello concettuale, Perfect Dark si frammenta in centinaia di azioni evasive e offensive poste al servizio di un ideale di gioco in costante mutazione. Ci capiterà di scortare un personaggio politico, di preservare la sicurezza in una sala convegni, di addentrarci nei meandri di strani laboratori per fotografare prove di vario genere, di utilizzare bizzarri droidi per accedere all'interno di aree apparentemente inaccessibili, di mirare a un nemico con fucili di alta precisione, di recuperare alieni in fase di vivisezione e lo faremo mossi da un istinto di sopravvivenza quasi programmato. Diverremo delle macchine infallibili e, quando cominceremo a sparare, il realismo delle azioni ci proietterà dritti in paradiso lì dove scopriremo che sulle pareti permangono i fori dei proiettili, che una volta colpiti i nemici si contorcono dal dolore in un rapporto di causa ed effetto rigido e definitivo. Se ciò non bastasse, la magnifica modalità Cooperative, che è solo la punta del gigantesco iceberg dedicato alle modalità in multiplayer, ci consente di affrontare tutte le missioni affiancati da un amico umano, con tutto ciò che ne consegue in termini di strategie di copertura e atti di sabotaggio combinato. Che dire della realizzazione tecnica: ci troviamo al cospetto del più monumentale motore in 3D mai concepito su Nintendo 64, che anche grazie al supporto della cartuccia di espansione (obbligatoria per accedere a tutte le modalità presenti) rinnega le imperfezioni di Goldeneye creando delle ambientazioni spasmodiche, riflettenti, ombreggiate, trasparenti. La nitidezza delle textures mette in allarme chi, dall'alto della sua ignoranza, non credesse nelle capacità di rendering del nintendone e il resto lo fanno le animazioni, spettacolose a dir poco, e il sonoro, stupendamente interpretato dal Dolby Surround standardizzato dai musicisti della Rare. Non ci sta niente da fare: Perfect Dark è il più grande sparatutto in soggettiva di tutti i tempi.
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PRO |
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Monumento scenografico immane |
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Spessore ludico incommensurabile |
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Miliardi di modalità di gioco |
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CONTRO |
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Nulla di rilevante da segnalare |
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