QUAKE II A seguito del deludente
adattamento del primo episodio operato da Midway, ID decise di affidare la conversione
Nintendo 64 del secondo capitolo di Quake alla più affidabile Activision. E i risultati
furono subito lampanti, perchè i programmatori americani non ebbero la presunzione di
realizzare un porting pedissequo dell'originale, bensì decisero di modificarne
notevolmente la struttura in modo da adattarla alle caratteristiche del 64 bit. Risultato:
un gioco notevolmente differente dall'originale, ma non necessariamente peggiore. Per
fronteggiare il diverso approccio balistico scaturito dal nuovo sistema di controllo, i
realizzatori optarono per un ridimensionamento delle zone esplorabili, adesso adattatate
per offrire il massimo del riscontro allo stick analogico. Ma le buone notizie
sopraggiungono anche dal profilo tecnico, che finalmente rende giustizia alle
potenzialità della console Nintendo offrendo spettacolose visuali in 3D.
Costruito su 19 livelli piuttosto estesi, il mondo di Quake
II ripropone gli stessi meccanismi ludici del suo predecessore. Ergo azione
blastatrice incondizionata, ricerca di armi, chiavi e munizioni, violenza diffusa e
atmosfera abbastanza allucinata. Si rileva una migliorata intelligenza artificiale dei
nemici e, pure nei limiti di una congenita linearità, la strategia delle azioni appare
più corposa. Dicevamo che rispetto alla versione PC le zone sono parzialmente differenti,
ma questo non ha condizionato la frenesia estrema della azione, ancora dipendente della
cattiveria distruggitrice delle armi. E ne troveremo tantissime, una più pesante
dell'altra, per assecondare un processo di inesorabile mattanza in lunghi corridoi, in
arene futuristiche, in rugginosi sottopassaggi. La atmosfera, al contrario di quanto visto
nel primo Quake, si fa più suggestiva mostrando un numero maggiore di nemici e, se
vogliamo, di situazioni dinamiche, sebbene alla fine dei conti non vi siano delle reali
variazioni sul tema "spara a tutto ciò che si muove senza voltarti". La
longevità è buona, nonostante i "soli" diciannove livelli, grazie a un livello
di difficoltà che diviene gradualmente più ostico favorendo l'approfondimento delle aree
di gioco e dei metodi di attacco. Rispetto al predecessore, il numero dei giocatori in
multiplayer sale a quattro, con tutto ciò che ne consegue in termini di divertimento nel Deathmatch
e surrogati, vedi il Team Deathmatch e il Death Tag.
Dagli errori si impara: se nel primo Quake i programmatori
avevano ignorato la possibilità di utilizzare la cartuccia di espansione, in Quake II
viene posto rimedio e, tramite l'Expansion Pack, si avrà una cosmesi ulteriormente
migliorata. Intendiamoci, non che la grafica inespansa sia scandente, anzi gli unici
benefici offerti dalla memoria aggiuntiva si hanno nelle colorazioni, più vive e
brillanti, e per il resto, ossia nello scrolling, nella definizione e nella qualità delle
textures, il gioco si comporta allo stesso modo, con o senza RAM. Quindi il lavoro svolto
dai grafici merita encomio perchè, oltre a migliorare notevolmente la estetica del
capitolo precedente, sfrutta in modo intelligente le risorse grafiche del Nintendo 64
creando ambienti dalla maestosa caratterizzazione senza influire minimamente sulla
fluidità. Molto buone risultano essere anche le animazioni, dotate di una certa
continuità, e malgrado un character design non troppo ispirato la atmosfera
tiene botta procurando quella sensazione di claustrofobia tanto cara ai fanatici degli
sparaspara in prima persona. Come titolo pre-Perfect Dark Quake II non è affatto
male, solo si tenga ben presente che non vi è un minimo di orginalità, e che è tipo
cento volte inferiore al capolavoro della Rare anche dal punto di vista grafico. Sul
sonoro, invece, la questione è meno confortante e, forse per via dell'esiguo quantitativo
di memoria rimasta libera, ciò che abbiamo sono degli effetti abbastanza incomprensibili
e delle musiche decisamente trascurabili. Ma dopotutto si chiude ben volentieri un occhio
se pensiamo che nel primo Quake era successo l'esatto contrario, cioè che fosse stato
curato maggiormente il sonoro a discapito di un aspetto grafico che in questo genere di
giochi è molto più importante di qualsiasi suono o musica. Verdetto positivo, allora. Se
vi piace sparare Quake II è ancora un titolo consigliato, seppure manchi del tutto di
originalità.
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